Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Anche 10 mln di euro al mese per affrontare i migranti
di Redazione

L’Italia ha rafforzato da ieri il dispositivo militare di controllo e accoglienza

Tags: Lampedusa, Extracomunitari, Immigrati



Roma - Si chiama 'Mare nostrum' l'operazione militare umanitaria che ha preso il via ieri nel Sud del Mediterraneo. A illustrarne le modalità è stato il vice premier Angelino Alfano.

“Abbiamo tre livelli per affrontare i flussi migratori: il primo è la cooperazione internazionale tendente a fare di tutto perché non partano le navi dei mercanti di morte; il secondo è il controllo della frontiera che è europea; il terzo è l'accoglienza e il dispiegarsi del dispositivo nazionale - ha spiegato Alfano -. Da settimane e mesi diamo il meglio a livello nazionale, stiamo facendo un discorso molto duro e chiaro con l'Europa”.

Parlando dei costi della missione, Alfano ha spiegato: “Ci sono i bilanci dei ministeri che servono a coprire, non facciamo una nuova legge di copertura. Il punto di fondo è che l'Italia rafforza la protezione della frontiera esterna e quando si calcolano i costi bisogna capire quali sono i costi che il Paese si troverebbe ad affrontare in assenza della missione - ha spiegato il vice premier -. C'è la deterrenza che si ha dal pattugliamento, più l'intervento delle Procure della Repubblica cha già in due circostanze hanno sequestrato le navi e arrestato l'equipaggio, la somma del pattugliamento e dell'azione della polizia giudiziaria e della magistratura avrà un effetto deterrente molto significativo per chi pensa impunemente di fare traffico di esseri umani”.

Il ministro della Difesa Mario Mauro , parlando dei costi della missione, ha spiegato: “Attualmente i costi sono intorno a un milione e mezzo al mese, potenziando si spenderà di più. L'Italia non vuole scaricare barile ma si assume maggiormente le sue responsabilità”, ha aggiunto a proposito della missione, definendola una “operazione militare umanitaria” che “prevede il rafforzamento del dispositivo di sorveglianza e soccorso in alto mare, già presente, che incrementiamo per incrementare il livello di sicurezza delle vite umane e il controllo dei flussi migratori”. Per “Mare nostrum” fonti di stampa hanno stimato un onere finanziario di circa 4 milioni di euro al mese ma, conti alla mano, la spesa potrebbe essere più che doppia.

Mauro ha elencato i mezzi impegnati nell'operazione parlando, tra l'altro, di una “unità anfibia 'landing platform dock' con elicotteri di lungo raggio, capacità ospedaliera e sanitaria di primo intervento, ricovero e bacino allagabile per gommoni di soccorso; quattro unità navali, due fregate e due pattugliatori; due elicotteri con infrarossi e radar; un velivolo per visione notturna; una unità navale di mototrasporto costiero; un velivolo di pattugliamento marittimo; l'uso di sistemi di pilotaggio remoto”.

Articolo pubblicato il 16 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐