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Catania - Città metropolitane senza risorse. Bianco sollecita la legge-Crocetta
di Melania Tanteri

La Regione ha già avviato l’iter con l’approvazione in Giunta di un contestatissimo decreto. Incontro con i colleghi del Nord. 14 città intereressate, producono il 40% del Pil

Tags: Catania, Enzo Bianco, Rosario Crocetta



CATANIA - Le città metropolitane come elemento di sviluppo locale e nazionale e come atto di ristrutturazione istituzionale del Paese. Sabato scorso Catania è stata il fulcro del dibattito sulle realtà di prossima istituzione: il sindaco Bianco ha, infatti, suonato la carica chiamando a raccolta i sindaci delle principali realtà nazionali che subiranno questo “cambiamento” e ospitando nella sala Giuta di Palazzo degli Elefanti, la riunione del coordinamento dei sindaci delle 14 città metropolitane, alla quale erano presenti, oltre al primo cittadino etneo, quello di Torino, e presidente dell'Anci, Piero fassino, e i sindaci di Milano Giuliano Pisapia, di Venezia Giorgio Orsoni, di Palermo Leoluca Orlando, di Cagliari Massimo Zedda. Presenti anche i vicesindaci di Roma Luigi Nieri e di Messina Guido Signorino e l’assessore Sandro Fucito in rappresentanza del Comune di Napoli.

Un incontro per discutere delle potenzialità che il nuovo assetto istituzionale darà alle realtà metropolitane, ma anche per chiedere al Governo di accelerare per fare sì che il decreto di istituzione venga approvato entro l'anno in modo che, a partire dal 2014, si possa procedere all'avvio della sperimentazione.

“Occorre modernizzare l'assetto istituzionale del nostro Paese con la creazione di quelle città metropolitane – ha detto Piero Fassino - che consentiranno una governance del territorio più efficace ed efficiente”.

Le nuove istituzioni, secondo il coordinamento, sarebbero le chiavi non solo per modernizzare il Paese, ma per dare nuovi impulsi economici, semplicemente ratificando l'esistente. “Oltre il 40 per cento del Pil nazionale è prodotto nelle città metropolitane – ha sottolineato il sindaco Bianco - vi risiedono 23 milioni di abitanti e l'80 per cento dell'innovazione è concentrato in queste aree, dove si gioca il futuro della competitività del sistema Italia”. Ma istituire le città metropolitane significa anche dotarle di risorse adeguate: per questo il coordinamento dei sindaci ha insistito sulla necessità che le nuove realtà diventino interlocutori privilegiati, ad esempio, in relazione alla programmazione dei finanziamenti europei 2014-2020 e alla gestione di fondi strutturali.

Non solo. Dal momento che l'approvazione a Roma porterebbe all'avvio delle città metropolitane in Italia ma non nelle Regioni a Statuto speciale, Sicilia e Sardegna, nelle quali occorre che siano le assemblee regionali ad avviare l'iter legislativo, i sindaci hanno chiesto anche che l'approvazione del decreto avvenga in tempi brevi.

Un aspetto, questo, evidenziato da Bianco, che ha annunciato che, nei prossimi giorni, con il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e quello di Messina Renato Accorinti, chiederà un incontro al Presidente della Regione Rosario Crocetta e all'assessore regionale agli Enti locali Patrizia Valenti “per evitare che il governo regionale, partito benissimo con un decreto per istituirle, risolva questa questione decisiva per il nostro territorio – ha spiegato: se le città metropolitane resteranno solo sulla carta la Sicilia avrà perduto una grande occasione. Bisogna soprattutto farle bene, non cedere alle resistenze di chi non vuol cambiare nulla”.

Articolo pubblicato il 16 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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