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Quotidiano di Sicilia

Un altro ddl per sbloccare 34 mln in cassa
di Marina Pupella

Manovra della commissione Attività produttive dell’Ars in favore del sistema dei Confidi col fiato corto per colpa degli uffici regionali. Si va verso il ribasso del contributo sugli interessi passivi dei prestiti delle imprese aderenti

Tags: Confidi, Regione Siciliana



PALERMO - Varato dalla commissione Attività produttive dell’Ars un disegno di legge che sblocca 34 milioni di euro per 50 mila imprese artigiane dell’Isola. Il provvedimento, che porta la firma di tutti i componenti della commissione, ha lo scopo di tutelare i Confidi dalla chiusura, prorogando il termine di adeguamento ai nuovi parametri nazionali per mantenere la funzione di consorzio di garanzia di un anno, fino a gennaio 2015 invece che gennaio 2014, ma soprattutto eroga in forma di contributo in conto interessi 34 milioni di euro, che andranno a coprire la quota di interessi dei prestiti contratti dagli artigiani siciliani con i Confidi dal 2009 al 2012. Somme che erano rimaste per quasi un lustro nei cassetti della Regione, vuoi a causa della burocrazia, vuoi per l’ignavia e l’inefficienza di certi uffici dell’amministrazione. “Grazie all’azione sinergica con i Consorzi fidi e con l’assessore all’Economia, Luca Bianchi, la commissione Attività produttive ha elaborato ed approvato in tempi rapidissimi questo ddl che speriamo arrivi in aula in tempi brevi”.

è stato il commento del presidente della commissione Bruno Marziano, presentando il disegno di legge nel corso di una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, cui erano presente l’esponente ancora in bilico del governo regionale, Bianchi, ed il deputato pentastellato, Giancarlo Cancelleri. La Regione non contribuirà più però, come in passato con il 50% della quota di interessi, ma con un contributo molto più basso, fino all’ esaurimento dei fondi. Per cui se un artigiano avrà 10 mila euro di interessi, la Regione ne coprirà 2.500-3.000. “Tutte le operazioni sui vecchi prestiti contratti proseguiranno con la vecchia modalità a riparto - ha detto Marziano - mentre a partire dal 2014 le imprese che chiederanno prestiti saranno soggette al mercato e con le regole del nuovo sistema. Con questo ddl non si cambia la situazione della piccola e media impresa siciliana - ha aggiunto dinnanzi ai colleghi della commissione ed all’assessore Bianchi - ma sblocchiamo 60 miliardi di vecchie lire per gli imprenditori, e ci sarebbe sembrato un peccato mortale lasciarli inutilizzati”.

Le somme non comporteranno un aggravio di spesa, perché erano già state inserite nei bilanci dal 2009 fino al 2013. Tuttavia, prima di approdare in aula, il ddl farà un altro passaggio alla commissione Bilancio, visto che sempre di modalità di spesa si tratta. “Ma non ci saranno problemi - assicura Marziano - perché ho già parlato con il presidente Dina che mi ha confermato che non ci saranno intoppi per un’approvazione altrettanto rapida”.

Altro importante passaggio, oggi all’esame della III commissione, riguarda la norma sulla patrimonializzazione dei Confidi non inserito nel ddl consorzi, perché già approvato in commissione Bilancio e che presto giungerà in aula per l’approvazione.
Per un attimo la politica mette da parte faide e dispute fra gruppi, singoli deputati e governo per fare ciò per cui è stata chiamata dai cittadini: lavorare per la res publica. Aspetto, per altro, ripreso e sottolineato da Marziano, Cancelleri e Bianchi. “L’azione sinergica di oggi, dimostra che quantunque in aula ci siano posizioni politiche diverse- ripetono coralmente- in III commissione, che è quella che deve guardare ai bisogni del mondo produttivo e dell’impresa, provvedimenti come questo si approvano all’unanimità”.

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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