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Sfiducia M5S a Crocetta è farsa, manca una firma
di Raffaella Pessina

Un’altra giornata di bassa politica si è consumata all’Assemblea regionale. Quella presentata alla stampa, senza firme autenticate

Tags: Ars, M5s, Rosario Crocetta, Giancarlo Cancelleri, Pippo Di Giacomo, Lucia Borsellino, Angela Foti, Giancarlo Cancelleri



PALERMO - La mozione di sfiducia al governatore Crocetta resta in sospeso. Non vi sarebbero infatti ancora le firme necessarie per potere depositare la mozione e calendarizzarla in conferenza dei capigruppo. Secondo quanto apprende l’agenzia Ansa mancherebbe almeno una firma sull’atto parlamentare per poter raggiungere la quota minima di 18 deputati, come da regolamento dell’Assemblea siciliana. Ma già ieri mattina i deputati del Movimento Cinquestelle e Gino Ioppolo della lista Musumeci hanno presentato alla stampa la mozione, nove pagine con i nominativi dei 18 parlamentari (14 M5s e 4 del gruppo Musumeci) ma senza le firme autografate.

In realtà, ci sarebbe almeno un parlamentare che non ha firmato e non avrebbe intenzione di farlo. “Questa mozione per noi rappresenta uno spartiacque, abbiamo fatto di tutto per dialogare col presidente Crocetta e nessuno può dire il contrario”, ha detto il capogruppo del M5S, Giancarlo Cancelleri.

Il Pdl, che è all’opposizione, ha già annunciato che non firmerà la mozione, concedendo una fiducia a tempo al governatore Crocetta, fino alla prossima primavera. Contrario alla mozione, in questa fase, anche il capogruppo del Cp-Grande Sud, Toto Cordaro. Cancelleri ha sottolineato che “La costruzione di una maggioranza per questo governo sta avvenendo fuori dalle forze politiche presenti in parlamento”. “La transumanza dei deputati da uno schieramento all’altro che è avvenuta fin dall’inizio, è stata dettata dal fatto che chi opera nel Parlamento spesso perde il lume del fare politica e segue interessi personali”. 
 
“Crocetta che in questi mesi ha solo portato avanti degli spot e appena cinque leggi, comprese bilancio e finanziaria, tutte leggi-manifesto - ha detto Cancelleri - come quella sul doppio voto di genere. Abbiamo presentato centinaia di proposte al governo, che sistematicamente diserta l’aula e le commissioni parlamentari, bloccando tutto”, ha affermato Angela Foti.  “Chiederò di calendarizzare la mozione nella prima seduta utile alla prossima conferenza dei capigruppo - ha concluso Cancelleri - Parlarne tra tre mesi non avrebbe senso anche se probabilmente da ora a tre mesi non cambierà nulla. Se il Pdl non dovesse votare la mozione di sfiducia - ha concluso - dovranno risponderne agli elettori”.

Intanto in Commissione sanità il presidente Pippo Di Giacomo (Pd) ha deciso ieri di secretare i lavori sui lavori della spesa sanitaria della regione, a quanto pare per fatti che potrebbero far emergere ipotesi di reato. Le uniche notizie trapelate sono che si sono spesi 26 milioni all’anno per un farmaco che cura l’osteoporosi e lo sforamento della spesa farmaceutica del 16% rispetto al tetto consentito di 200 milioni di euro. Presente alla riunione l’assessore alla sanità Lucia Borsellino. Assente invece il presidente Crocetta.
 
Infine è arrivata ad una conclusione la vicenda del mancato pagamento del trattamento di fine rapporto ai dipendenti  del gruppo parlamentare del Pdl. Se non pagheranno al personale le quote di Tfr non versate, alcuni deputati regionali del Pdl rischiano il pignoramento delle indennità parlamentari. è l’effetto del pronunciamento del giudice del lavoro che, fanno sapere i dipendenti difesi dall’avvocato Vito Patanella, ha respinto la richiesta di sospensione del decreto ingiuntivo emesso in favore di 11 lavoratori e proposta con opposizione anche dal senatore Francesco Scoma, quando era capogruppo pidiellino all’Ars.
 
Nell’accogliere le ragioni dei dipendenti, il giudice ha confermato la solidarietà passiva tra il senatore Scoma e il gruppo del Pdl. Adesso, i creditori valuteranno se dare il via ai pignoramenti di parte delle indennità dei deputati in carica la scorsa legislatura e rieletti o attendere il loro spontaneo pagamento.

Articolo pubblicato il 18 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giancarlo Cancelleri
Giancarlo Cancelleri