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Palermo - Opere pubbliche per il capoluogo, molte resteranno solo sulla carta
di Gaspare Ingargiola

Più vicini alla realtà gli interventi in programma per la sistamazione di scuole e rete fognaria. Uno sguardo dettagliato al Piano triennale esitato dal Consiglio comunale

Tags: Palermo



PALERMO – Manutenzioni di oltre cento plessi scolastici, recupero delle reti fognarie fatiscenti e realizzazione di nuove, restauri di monumenti, recuperi di strade e piazze, investimenti sugli impianti sportivi. Contiene questo e altro l’elenco annuale di interventi contenuti all’interno della delibera sul Piano triennale delle opere pubbliche approvato dal Consiglio comunale di Palermo.

Il Ptop va approvato ogni anno perché è un atto propedeutico al bilancio, ma non tutte le infrastrutture enumerate saranno davvero realizzate: in genere finiscono in cantiere quelle contenute nell’elenco annuale di cui sopra, perché già finanziate e progettate. Più raramente quelle pensate nell’arco del triennio, ancora prive di copertura.

Il Piano triennale contiene 660 interventi distribuiti negli anni 2013 (240 milioni di euro), 2014 (880 milioni) e 2015 (2,4 miliardi) per un valore complessivo di circa 3,6 miliardi di euro. Il programma per il 2013 (anche se, visti i tempi dei bandi di gara, è pacifico che possa sfociare nel 2014) mette al centro di tutto, come già lo scorso anno, le manutenzioni scolastiche. Interventi ordinari, straordinari e di adeguamento alle norme di sicurezza, igiene e agibilità verranno effettuati negli istituti Da Vinci, Ferrara, Mattarella, Abba, Cesareo, Peppino Impastato, Setti Carraro, Collodi, Maritain, Falcone, Vittorio Emanuele III, Orestano, Mazzini, Pirandello, De Gasperi, Pertini, Bonfiglio, Whitaker, PII Zen e negli asili nido comunali. Alle scuole andranno inoltre 3,5 milioni per la videosorveglianza e i sistemi antintrusione.

L’altro punto sul quale ha battuto molto la maggioranza che sostiene Leoluca Orlando è la manutenzione straordinaria della rete fognaria. In questo senso sono previsti interventi di riqualificazione, razionalizzazione o nuova realizzazione nelle vie dell’Argenteria, Mango, Atanasio, Messina Marine dal fiume Oreto a piazza Sperone, dei Cassari, Cruillas, Castellana, della Mimosa, in corso Vittorio Emanuele, a Passo di Rigano e nel quartiere Marinella, oltre all’eliminazione degli scarichi fognari nel canale Boccadifalco (9,4 mln) e dello scarico in via Decollati nel fiume Oreto (1,5 mln).

Inserita con un emendamento la delibera che stanzia i fondi Fas destinati all’illuminazione stradale nei quadrilateri Sciuti-Lazio-Libertà-Paternò, Oreto Stazione-Villa Giulia e Mondello Valdesi-Partanna Mondello-Arenella-Addaura.

Prevista infine una lunga sequela di stanziamenti che aspettano tutti il bando di gara: 3,8 milioni di euro per il ponte sul fiume Oreto, 2,8 per lo Spasimo, 3,7 per il canale di maltempo a Boccadifalco, 1,3 per piazza Sant’Onofrio, 2 per le chiese di Santa Caterina da Siena e Santa Chiara, 3 per il Palazzetto dello Sport, 5,2 per le logge e i sottotetti del Teatro Massimo, 2,5 per il canile municipale, 5 per sette sovrappassi pedonali sulla Circonvallazione, 638 mila euro per piazza Lolli, 514 per Palazzo Giallongo di Fiumetorto, 220 mila da spartire tra Diamante del baseball e Stadio delle Palme, 220 mila per la piscina comunale, 420 mila per l’Archivio Storico comunale.

Nell’ambito del Triennale Sala delle Lapidi ha poi licenziato alcune opere in project financing con investimenti privati per circa 419 milioni: attrezzature culturali e sistemazione dell’area ferroviaria a Notarbartolo (275 mln), realizzazione del cimitero a Ciaculli (44 mln), spostamento dei Mercati generali a Bonagia (46 mln). Sono state queste tre opere a suscitare le maggiori polemiche perché, come ha spiegato il vice presidente vicario di Sala delle Lapidi, Nadia Spallitta, “il Consiglio comunale non si è mai espresso sulla variante al vigente Prg per lo spostamento dei Mercati generali in un’area verde a Bonagia né sui progetti per la stazione Notarbartolo. In passato, inoltre, la variante al Prg per il cimitero di Ciaculli, proposta da privati su aree di verde agricolo e sembrerebbe, in parte, su aree confiscate alla mafia, è già stata rigettata”.

Articolo pubblicato il 18 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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