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Sicilia, giù la spesa media mensile. Crollano i consumi delle famiglie
di Chiara Borzì

Al di qua dello Stretto si continua a risparmiare di più, ma ciò non basta per colmare il gap con il Nord. Nel 2007 un nucleo isolano spendeva circa 1.746 €, nel 2011 1.637 (-7,2%)

Tags: Economia, Crisi



PALERMO - La crisi ha tramutato il risparmio da pratica virtuosa a necessità. Crescono le famiglie italiane costrette a ricorrere a questo metodo parsimonioso, ma davvero poco denaro rimane nelle tasche dei cittadini.

Secondo quanto rivelato dall’Istat nel rapporto “Reddito e risparmio delle famiglie”, nel secondo trimestre del 2013 il reddito disponibile dei nuclei dei consumatori in valori correnti è diminuito al netto della stagionalità dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, risultando quasi invariato rispetto al corrispondente periodo del 2012 (+0,1%).

Tenuto conto dell’inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel secondo trimestre del 2013 si è ridotto dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% nei confronti del secondo trimestre del 2012.

Nei primi sei mesi del 2013, nei confronti dello stesso periodo del 2012, il potere d’acquisto ha registrato una flessione dell’1,7%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalità, è stata pari al 9,4%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente ma in aumento di 1,7 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2012. La spesa delle famiglie per consumi finali, espressa in valori correnti, è diminuita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% rispetto al corrispondente periodo del 2012.

Secondo il rapporto Istat lo scenario nazionale rimane, quindi, ancora una volta proiettato alla diminuzione della capacità di risparmio delle famiglie. Qual è la condizione delle famiglie siciliane in questo contesto?
L’assessorato regionale all’Economia ha recentemente pubblicato la “Relazione sulla situazione economica della Regione Sicilia”, report utilissimo a rispondere a questa domanda.

Anche le famiglie siciliane sono in crisi, ma, afferma la relazione, “tra il 2007 e il 2011 un peso relativamente più elevato delle prestazioni sociali e una minore penalizzazione della componente dei redditi da capitale hanno contribuito nella regione a sostenere l’andamento del reddito disponibile”. Ciò non vuol dire che in Sicilia non vi sia stata una stretta ai consumi, al contrario i beni più risparmiati sono quelli durevoli e quelli legati all’alimentazione.

Le famiglie siciliane hanno risentito in modo amplificato della stretta dei consumi, cercano di risparmiare riuscendoci meglio che nelle altre regioni, ma non riescono più a fare del risparmio un elemento utile a colmare il gap che le separa dalle altre famiglie del Paese.

Nel 2012 il reddito delle famiglie siciliane era superiore alla media italiana solo grazie alle operazioni di redistribuzione secondaria del reddito.
“Durante la recessione del 2008-2009 – sostiene la relazione dell’Assessorato - il maggiore peso del terziario e della pubblica amministrazione sull’economia del Mezzogiorno (e più ancora su quella siciliana) hanno comportato un calo del valore aggiunto meno intenso della media nazionale, arginando la flessione degli utili distribuiti dalle imprese per cui tra le prime cause d’impoverimento delle famiglie”.

Come già notato per il 2007-2011, anche nel 2012 è stata solo la redistribuzione secondaria del reddito a favorire Sicilia, sia nella componente delle prestazioni sociali quanto in quella delle imposte: nell’Isola, per far solo un esempio, l’incidenza delle prestazioni sul reddito disponibile si attesta sul 36%, quando in Italia è pari al 31%.

Tornando ad osservare la spesa per consumi notiamo la gravità del caso siciliano. È stato rilevato che tra il 2007 e il 2011 la spesa per consumi delle famiglie italiane in termini reali si è ridotta dello 0,3% in media all’anno, ma in Sicilia e nel Mezzogiorno essa si è ridotta in una misura ben quattro volte più ampia.

Il quadro critico per il nostro territorio emerge anche dall’analisi dei valori correnti. Se nel 2007 la spesa media mensile per una famiglia siciliana era pari a 1.764 euro, nel 2011 è scesa a 1.637 (-7,2%). Una riduzione più contenuta dell’indicatore si registra nel restante Mezzogiorno (-3,8%), mentre in Italia nel 2011 la spesa si attesta sui 2.488 euro, evidenziando un lieve aumento rispetto al valore pre crisi.

Dai dati emersi dal rapporto regionale è evidente la particolarità del caso siciliano.
Il risparmio esiste ma non colma più le differenze, la redistribuzione del reddito e le prestazione sociali sono cardine della sopravvivenza economica delle famiglie dell’Isola, ma la Sicilia non ha alcuna forza se si pensasse di voler opporre alla crisi la forza dei singoli capitali dei cittadini.

Articolo pubblicato il 18 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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