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687.394 siciliani risiedono fuori dallÂ’Italia, molti i giovani laureati
di Liliana Rosano

Siciliani "in fuga" dall'Isola: residenze all’estero in crescita. Triste primato a livello nazionale. C’è chi parte ma anche chi torna, il 28,9% dei rimpatriati ha più di 50 anni

Tags: Emigrazione, Lavoro



CATANIA - Sono giovani, con una laurea in mano, curiosi, con molta voglia di viaggiare e confrontarsi con altre realtà. E’ l’identikit del nuovo migrante siciliano che ha scelto la propria residenza all’estero.  I giovani dell’Isola, continuano a lasciare la propria terra come hanno fatto i loro antenati.  Non solo la disoccupazione e la mancanza di opportunità ma anche la globalizzazione e l’opportunità di poter lavorare fuori. Secondo gli ultimi dati della fondazione Migrantes, la Sicilia, con 687.394 residenti, è la prima regione di origine degli italiani residenti fuori dall’Italia seguita dalla Campania, dal Lazio, dalla Calabria, dalla Lombardia, dalla Puglia e dal Veneto.

Nel biennio 2012-2013 dalla Sicilia sono partiti e hanno spostato la loro residenza all’estero 12.822 siciliani in più rispetto al biennio precedente. L’analisi delle presenze all’estero per origine provinciale evidenzia la preminenza delle regioni del Sud Italia. Ad esclusione di Roma, prima in graduatoria con più di 298 mila residenti, seguono soprattutto province siciliane e campane. In particolare, nella graduatoria delle prime 10 province si susseguono Cosenza (152.403), Agrigento (152.403), Salerno (119.095), Napoli (113.787), Catania (108.413), Palermo (107.658) e Avellino (102.230). In nona posizione si trova Milano (98.583) e, a chiudere, vi è Potenza (95.653). Roma e Milano, rispettivamente con +8.838 e +5.794 unità, sono le province che hanno registrato gli aumenti più consistenti dal 2012 al 2013. Seguono Cosenza (+4.802) e Torino (+4.132). A livello generale considerando i comuni con il numero maggiore di iscritti all’Aire Roma, con 274.249 iscrizioni, apre l’elenco seguita da altre 7 “grandi” città italiane – Milano, Napoli, Torino, Genova, Palermo, Trieste, Catania – anche se con numeri molto distanziati dalla Capitale di Italia. A seguire il primo “piccolo” comune, Licata, nell’agrigentino l’unico non capoluogo tra i primi dieci. La meta preferita rimane la Germania. Qui nel 2013 hanno spostato la residenza 213.843 siciliani. A seguire, il Belgio (dove si sono iscritti all’Aire nel 2013 95280 siciliani) e l’Argentina (77.631).
 
C’è chi parte ma anche chi torna. Interessanti sono i dati Migrantes sui rimpatri che  risultano piuttosto uniformemente distribuiti sul territorio anche se le regioni che quantitativamente assorbono la maggior parte dei rimpatri sono la Lombardia (5.945), il Lazio (3.174), la Sicilia (2.967), la Campania (2.359) e il Veneto (2.249) che, prese nel loro insieme, raccolgono il 53,1% del totale. Milano (2.598), Roma (2.382), Torino (1.041), Cosenza (911) e Napoli (718) sono le prime 5 province in cui rientrano i connazionali dall’estero. Il 28,9% dei rimpatriati ha più di 50 anni e, in particolare, il 12,8% ha più di 65 anni. Ciò testimonia quanto, a conclusione del percorso lavorativo condotto all’estero, sia ancora oggi avvertito il desiderio di rientro in patria. Il 26,0% di chi rimpatria è diplomato, il 24,4% ha la licenza media inferiore, l’11,6% la licenza elementare e “solo” il 18,9% – come sarà più facilmente comprensibile quando si guarderanno i dati sulle cancellazioni – è laureato.

A questi dati, ricordiamo però che bisogna aggiungere anche chi decide di andare all’estero senza cambiare la residenza dal paese di partenza. Numeri difficili da quantificare ma percettibili se guardiamo alla vera e propria “emorragia” di partenze che interessa alcune realtà della Sicilia.
 

 
Europa meta gettonata, segue l’America
 
Secondo l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire) del Ministero dell’Interno al 1 gennaio 2013 i cittadini italiani residenti fuori dei confini nazionali sono 4.341.156, il 7,3% dei circa 60 milioni di italiani residenti in Italia. L’aumento, in valore assoluto, rispetto allo scorso anno è di 132.179 iscrizioni, +3,1% rispetto al 2012. La ripartizione continentale rimarca, ancora una volta, che la maggior parte degli italiani residenti fuori dall’Italia si trova in Europa (2.364.263, il 54,5% del totale); a seguire l’America (1.738.831, il 40,1% del totale) e, a larga distanza, l’Oceania (136.682, il 3,1%), l’Africa (56.583, l’1,3%) e l’Asia (44.797, l’1,0%). Dal confronto dei dati Aire disaggregati per continenti dell’ultimo triennio emergono riflessioni interessanti: l’aumento più vistoso riguarda, infatti, la comunità italiana in Asia (+18,5%) e, a seguire, l’America (+6,8%), l’Africa (+5,7%), l’Europa (+4,5%) e l’Oceania (+3,6%) per un aumento totale nel triennio 2011-2013 del 5,5% sul piano nazionale. Nel biennio 2012-2013, invece, il trend positivo dell’Asia continua (+8,6%) come a dire che effettivamente anche l’Italia, come il resto del mondo, ha volto lo sguardo alle mille opportunità offerte, oggi, dall’Oriente.

Articolo pubblicato il 19 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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