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Quotidiano di Sicilia

Lavoro dipendente limitato e le partite Iva diminuiscono
di Redazione

Secondo i dati del dipartimento Finanze del ministero dell’Economia nei primi 7 mesi del 2013 si è registrata una frenata per i ragazzi fino a 35 anni. Delle 136.000 aperture, 50.000 al Sud: la nostra Isola fa segnare -13,3%, peggio di noi solo la Campania

Tags: Economia, Impresa



CATANIA - Le difficoltà che il mercato del lavoro giovanile, e non solo, sta incontrando negli anni della crisi sembrano non investire unicamente l’occupazione dipendente ma anche il lavoro autonomo. Una prima prova viene dalla dinamica delle aperture di partita iva da gennaio a luglio del 2013, che vede una frenata dell’11,2% per i giovani fino a 35 anni rispetto allo stesso periodo del 2012. Meno voglia, e possibilità, dunque di intraprendere una attività in proprio per i giovani, che nasconde anche le minori opportunità di lavoro offerte dalle aziende che spesso “invitano” i giovani ad aprire la partita iva per poi collaborare con l’azienda stessa.

Il dato è particolarmente significativo se si confronta la dinamica giovanile con quella delle aperture di partita iva delle persone fisiche complessivamente considerate, senza dunque la distinzione d’età, per cui la diminuzione è stata del 7,6%: questo vuol dire che la flessione è stata quasi tutta determinata dalle minori partite iva aperte dai giovani (infatti, il dato per gli Over 35 segna appena un -3,7%).

Con questo report DATAGIOVANI tenta di tracciare un quadro recente delle dinamiche e delle caratteristiche del lavoro autonomo dei giovani nel nostro Paese, attraverso l’esame delle nuove aperture di partita iva nei primi sette mesi dell’anno secondo i dati del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, un identikit qualitativo delle principali caratteristiche dei lavoratori autonomi senza dipendenti nell’indagine del 1° trimestre 2013 sulle forze lavoro dell’Istat e un confronto sugli own-account workers nel 2° trimestre dell’anno con i dati Eurostat.

Delle oltre 273 mila partite iva aperte dall’inizio dell’anno (da persone fisiche), più di 136 mila, vale a dire la metà, sono state attribuite a persone con al massimo 35 anni. Di queste, circa 50 mila sono state aperte al Sud, dove l’incidenza sul totale raggiunge il massimo (53%), sebbene la flessione sul 2012 sia stata notevole (-11,7%), in particolare in Campania (-13,6%, 2.300 nuove partite iva in meno) e in Sicilia (-13,3%).

La flessione nelle nuove attività autonome dei giovani appare abbastanza trasversale a tutti i settori di attività, sebbene con intensità diverse. Solamente tre comparti mostrano una tendenza di crescita: l’alimentare (860 nuove partite iva giovani, +7,2% sul 2012), le attività di alloggio e ristorazione (+7,1% per 9.148 partite iva) e le attività finanziarie ed assicurative, che segnano un +38,5% per l’assegnazione di 4.610 nuove partite iva. Le attività in maggiore contrazione rispetto all’anno precedente sono quelle legate al trasporto ed alla logistica (-34,8%) ed alle costruzioni (-26,5%), e le attività professionali, scientifiche e tecniche (-17,6%).

Un modo per rappresentare in maniera immediata le differenti dinamiche di apertura di nuove partite iva è dato dall’indice di propensione all’attività autonoma, che rapporta il numero di nuove partite iva aperte dai giovani al numero di occupati della stessa età. La propensione è superiore nel Mezzogiorno, con oltre 30 nuove partite iva ogni mille occupati (Campania 36, Sicilia 34), mentre al Nord si fatica a stare vicino alle 20 nuove attività autonome per mille occupati (con il Trentino Alto Adige al 15 ed il Veneto al 17).

Articolo pubblicato il 22 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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