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Quotidiano di Sicilia

Bambini poveri: il 40% si trova tra la Sicilia e la Campania
di Chiara Borzì

Quattro meridionali su dieci sono indigenti. Nel 2013 in Sicilia sono state assistite ben 660.152 persone. Coldiretti: al Sud quasi 150 mila minori hanno avuto bisogno d’aiuto per vivere

Tags: Povertà, Coldiretti



PALERMO - In tre anni si registra il 47% in più di cittadini senza cibo, 4.068.250 i poveri nel 2013, 429 mila bambini che hanno chiesto aiuto per avere cibo, 65% in più di affamati in società. Quelle qui brevemente elencate non sono le cifre di un report riguardante un paese inserito nel cosiddetto “Terzo mondo”, ma le ultime stime elaborate nel rapporto Coldiretti presentato a Cernobbio sulla povertà italiana.

Numeri che fanno rabbrividire, che nessuno avrebbe mai potuto pensare di accostare ad una nazione chiamata “Belpaese”, ma se l’allarme povertà era già alto nel nostro territorio prima dell’ingresso della crisi non diventa più così impensabile immaginare un epilogo simile.

Pasti gratuiti, pacchi alimentari, canali no profit stanno diventando le fondamenta della vita nei nuovi cittadini italiani indigenti, aumentati nel 2013 del 10% e giunti – secondo l’Agea – a quasi quota 4,1 milioni. La Coldiretti precisa che si è registrato un aumento esponenziale degli italiani senza risorse sufficienti: erano 2,7 milioni nel 2010, sono saliti a 3,3 milioni nel 2011 ed hanno raggiunto i 3,7 milioni nel 2012. Una situazione drammatica che secondo Coldiretti rappresenta solo la punta dell’iceberg delle difficoltà vissute dalla maggior parte delle famiglie italiane. Come già denunciato dalle pagine del QdS a subire le maggiori conseguenze della crisi sono i bambini e con essi gli anziani.

In Italia ci sono ben 428.587 bambini con meno di 5 anni di età che nel 2013 hanno avuto bisogno di aiuto per poter semplicemente bere il latte o mangiare, con un aumento record del 13% rispetto allo scorso anno. Ad aumentare con un tasso superiore alla media sono stati anche i numeri legati agli anziani: ben 578.583 over 65 anni di età (+14% rispetto al 2012) sono dovuti ricorrere ad aiuti alimentari per sopravvivere. In questo anno rispetto al 2012, hanno chiesto cibo per vivere ben 48.788 bambini (età 0-5 anni) e 70.132 anziani in più rispetto allo scorso anno.
 
Così come più volte confermato dalle statistiche, la popolazione totale dei bambini bisognosi è concentrata in prevalenza nell’Italia meridionale (149.002 unità, pari al 35% del numero complessivo di minori tra i 0 e i 5 anni bisognosi di aiuto), ma in questi anni una maggiore presenza si è registrata anche nell’Italia settentrionale, dove si è via via ridotto quel gap vantaggioso che la differenziava dal Sud (oggi le unità di bisognose sono pari a 129.420, pari al 30%). Dal rapporto Coldiretti “Le nuove povertà del Belpaese. Gli italiani che aiutano” si evince come oltre il 40% dei bambini indigenti sia concentrato in particolare tra Campania e Sicilia.

Scendiamo ora nel particolare dell’analisi della distribuzione degli anziani indigenti nelle macro aree italiane. Notiamo una nuova situazione caratterizzante. La maggior parte di questa categoria è concentrata ancora una volta nell’Italia meridionale (220.338 unità, pari al 38% del totale degli indigenti over 65), ma le differenze si assottigliano sia con l’Italia settentrionale (121.906 unità, pari al 21% del totale), che con l’Italia centrale (119.043 unità, pari al 21% del totale).
 
Un discorso a parte va fatto addirittura per le Isole. Sicilia e Sardegna hanno fatto registrare una stima di 117.296 unità di anziani indigenti, cifre vicinissime a quelle interamente registrate per il Centro Italia (1% in meno) e il Nord Italia ( la differenza è di 4 mila unità in meno).

Nel Meridione la richiesta di aiuto è costante per ogni categoria. Secondo Coldiretti quasi 4 persone su 10 che hanno avuto bisogno di aiuti alimentari nel 2013 si trovava nelle regioni del Sud Italia. Nelle cinque regioni meridionali si contano ben 1.542.175 indigenti su un totale nazionale, lo ricordiamo, di 4.068.250 bisognosi.
 
In queste zone, in cui è ovviamente compresa anche la Sicilia, l’aggravarsi delle condizioni economiche è aumentata sino a fare registrare il 65% di bisognosi in pia ù negli ultimi 3 anni. Il boom degli “assistiti” – così come definiti nel rapporto – si è manifestato in modo forte in Campania (da 509.928 a 913.213 indigenti) e, in misura minore, in Puglia e Calabria. Il numero degli indigenti assistiti è cresciuto con una certa forza soprattutto nelle isole. In Sicilia e Sardegna si è passati da 496.771 a 748.584 tra il 2010 ed il 2013, dei quali - precisa la Coldiretti - ben 660.152 sono stati fatti registrare solo in Sicilia.


Meno sprechi. Gli italiani non buttano più via il cibo

Il rapporto Coldiretti nella sua completezza non ha mancato di evidenziare quali sono state le misure adottate dai cittadini di ogni macro regione per fronteggiare la crisi e sopravviveri. I dati raccolti sono stati ottenuto dalla ricerca Coldiretti/IXE. La vera scure mossa dagli italiani è stata fatta nei confronti dello spreco. Più di sette italiani su dieci (73%) hanno tagliato gli sprechi a tavola nel 2013, con il 45% che li ha ridotti mentre il 28% li ha addirittura annullati. Tra chi ha tagliato gli sprechi l’80% fa la spesa in modo più oculato, il 26 % riducendo le dosi acquistate, ma sono il 56 % sono quelli che riutilizzano quello che avanza. Sulle tavole degli italiani tornano ugualmente i piatti del giorno precedente e rinascono i piatti antispreco, ossia pietanze composte con il riutilizzo del cibo rimasto dai pasti precedenti. Aumenta la solidarietà. Il 15% famiglie italiane ha offerto aiuto alimentare ai più bisognosi nel corso del 2013, il 10% dichiara di aver prestato denaro a parenti e amici più del passato, l’8% di fare più volontariato e la stessa percentuale di aver aumentato le donazioni in denaro. Il 7% ha concesso l’elemosina anche per strada o ai semafori lungo gli incroci.

Articolo pubblicato il 25 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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