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Aumento Rc auto illegittimo. Restituzioni o compensazione
di Adriano Agatino Zuccaro

La Corte: le Province non possono aumentare i tributi erariali

Tags: Rc Auto, Assicurazione, Regione Siciliana



CATANIA - L’assicurazione auto ha toccato livelli da incubo. Costi spropositati e aumenti annuali sono diventati prassi ma non sempre tali aumenti sono giustificati o costituzionalmente operabili. Le compagnie d’assicurazione stanno avviando le procedure per la restituzione agli automobilisti delle quote di Rc auto che era stata aumentata dalla Provincia regionale di Catania. Le restituzione è stata imposta dalla sentenza della Corte costituzionale 23 maggio 2013, n. 97, pubblicata sulla G.U. n. 22 del 29 maggio 2013. La Consulta, infatti, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 4, comma 2, del dl n. 16 del 2012, convertito dalla legge n. 44 del 2012 che ha esteso a tutto il territorio nazionale l'applicazione delle norme sull'imposta sulle assicurazioni Rc auto e l'ha trasformata in un tributo proprio provinciale, nella parte in cui si applica alla Regione siciliana.

La Regione lamentava il fatto che l'attribuzione diretta alle province del gettito derivante dalla Rc auto era lesiva della propria autonomia finanziaria e la Corte ha ritenuto valide tali contestazioni, evidenziando che l'imposta in esame è un tributo erariale e che rientra pertanto tra le entrate che, ai sensi dell'art. 36 dello statuto siciliano, spettano alla regione se riscosse nell'ambito del suo territorio. Anche le province della regione siciliana potranno essere comunque destinatarie del gettito della Rc auto, ma non possono, però, intervenire sul tributo che, a seguito della sentenza n. 97 del 2013, non rientra più nell'ambito della loro gestione. Decade così l’aumento che era stato deliberato l’11 dicembre dello scorso anno dal Consiglio provinciale per evitare il dissesto. Nel piano era previsto l’aumento della quota Rc auto dal 12.5 al 16%.

Da marzo di quest’anno la delibera era in vigore e dunque chi ha pagato la polizza assicurativa si è visto aumentare la quota. La restituzione o la compensazione  della polizza al momento del rinnovo ci sarà dunque; tutta da vedere invece la questione che riguarda il piano di risanamento che era stato momentaneamente colmato  con questa “trovata” ai danni dei contribuenti di Catania e provincia. Ben 10 milioni e 500 mila euro la quota d’introiti che era stata prevista dalla Ragioneria che a questo punto dovrà trovare un altro appiglio e variare il piano.

Articolo pubblicato il 25 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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