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Quotidiano di Sicilia

Trapani - Cave, settore bloccato da tempo
di Vincenza Grimaudo

Il sindaco di Custonaci, Peppe Bica: “I vincoli ambientali limitano l’ampliamento dei bacini marmiferi”. L’attività estrattiva è praticamente congelata e sono a rischio tremila posti di lavoro

Tags: Custonaci, Cave, Piano Cave



CUSTONACI (TP) - Tremila posti di lavoro a rischio e la chiusura di uno dei più importanti bacini marmiferi d’Italia. Il sindaco di Custonaci Peppe Bica e Confindustria Trapani hanno lanciato l’allarme nei giorni scorsi durante l’audizione alla III Commissione attività produttive dell’Ars proprio per discutere dell’emergenza estrattiva e della paventata crisi del settore marmifero trapanese. è stato deciso di costituire un tavolo permanente con tecnici, legali, categorie produttive, imprenditori, operai e sindacati per promuovere ogni iniziativa a difesa del diritto al lavoro e alla vita.

Il problema principale resta l’attività estrattiva praticamente congelata dalla notte dei tempi. Il primo cittadino di Custonaci, il più importante bacino marmifero d’Italia, ha posto tutta una serie di questione: secondo il suo punto di vista esistono nel territorio trapanese troppe aree protette, paesaggi e ambiente da rispettare, norme, regole e discipline. In questo modo, a suo dire, si sta imbrigliando il bacino marmifero di Custonaci con il moltiplicarsi di limitazioni regolamentari e di esasperate invasioni vincolistiche all’interno delle aree di coltivazione delle cave, che ne limitano la produttività.

“In questo modo – sostiene Bica – vengono impediti, nei fatti, sia gli ampliamenti che le nuove aperture e soprattutto si limitano notevolmente le aree di bacino marmifero preesistenti all’apposizione di un sistema di vincoli che oggi impedisce qualunque trasformazione antropica del territorio”.

Insomma il rispetto dell’ambiente va bene purchè non venga valicato quello dell’uomo e il suo diritto al lavoro che, di questi tempi, è ancora di più da salvaguardare. “Attualmente esistono tecnologie e metodi di escavazione – aggiunge il sindaco - che consentono qualificati recuperi ambientali e opere di mitigazione e che attenuano notevolmente gli impatti liberando spesso il territorio dai vecchi ravaneti di cava che determinano il maggior contrasto visivo. Con i nuovi progetti non si producono più scarti, in quanto vengono riutilizzati come sottoprodotti per la produzione di inerti, consentendo, pertanto, una minore produzione delle stesse cave di inerti, che sono quelle determinanti i veri impatti ambientali, di gran lunga superiori a quelli causati dalle cave dei lapidei di pregio”.

 
Con le nuove norme, anche i siti già attivi potrebbero chiudere i battenti

CUSTONACI (TP) - Secondo il Comune di Custonaci l’approvazione di nuove norme rischia di fare chiudere anche le cave esistenti alla fine delle autorizzazioni in corso, determinerebbero la perdita di almeno 3 mila posti di lavoro e la chiusura del bacino marmifero più importante della Sicilia. Il presidente di Confindustria Marmo Trapani, Vito Pellegrino, ascoltato anche lui in audizione, ha confermato le criticità del settore: “Mi auguro – sostiene – che si possano avviare a soluzione le diverse problematiche così da dare certezze e garanzie al futuro delle nostre attività imprenditoriali e con esse alle migliaia di posti di lavoro e all’economia del bacino marmifero di Custonaci e dell’intero territorio trapanese interessato”. Difficile però potere dare risposte immediate mentre il comparto va a rotoli. Oramai sono anni che si pone sempre la stessa questione ambientale e nel frattempo le cave si vanno esaurendo. L’inizio di una fine anticipata.

Articolo pubblicato il 30 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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