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Immigrazione, esodi e sbarchi senza sosta
di Margherita Montalto

Gestire le emergenze è sempre più difficile. Nonostante il lavoro coordinato di Polizia e Guardia costiera, i mezzi sono insufficienti per gli interventi

Tags: Siracusa, Immigrazione, Luca Sancilio, Michele Taccone



SIRACUSA - Extracomunitari sbarcano senza sosta dall’inizio di giugno sulle nostre coste impegnando uomini e mezzi della Capitaneria di porto - Guardia costiera e Forze di polizia. Siracusa, Portopalo, Pozzallo sono le destinazioni prese di mira. Soccorsi in mare, poi accolti a terra dal personale militare della Capitaneria di porto e dalle Forze di polizia, i migranti ricevono la prima assistenza sanitaria da parte del personale medico della Sanità marittima, dell’Asp, della Croce rossa italiana e delle associazioni di volontariato, per poi, dopo le prime operazioni di identificazione, essere accolti nei centri di prima accoglienza.
 
Non sempre è facile l’identificazione: alcuni sono restii a fornire i loro dati perché non vogliono rimanere in Italia. La Sicilia consente di giungere dove miglior fortuna li attende. Chi è questa gente? Sono siriani, egiziani, eritrei e somali che sfuggono a una cattiva sorte, l’importante è non tornare indietro.

La situazione non è così semplice da gestire. Non tutti sono consapevoli di cosa comporti, sotto il profilo umano e professionale, per i militari e il personale della Guardia costiera soccorrere uomini, donne e bambini sopraffatti dalla stanchezza, affamati e disorientati. Non è solo notizia quella degli immigrati: è vita quotidiana dei militari che svolgono le loro attività di Istituto nonostante siano impegnati h24 nelle operazioni di soccorso ai migranti anche in condizioni meteo marine avverse.
 
Con la tenacia che li contraddistingue, perché “la salvaguardia della vita umana in mare” è il motore propulsore del loro compito, gli uomini e le donne della Capitaneria di Porto non cedono ai colpi della stanchezza. Il comandante della Capitaneria di porto di Siracusa, Luca Sancilio ha raccontato la realtà del loro operato in questi lunghi e difficili mesi. “Esprimo la mia situazione professionale e personale: ciò che è accaduto a Siracusa non si era mai verificato. In analoghe strutture periferiche del Comando generale, a Lampedusa o a Brindisi abbiamo avuto centri di interesse per gli sbarchi, ma hanno cristallizzato la loro opera nel corso degli anni.

A Siracusa gli sbarchi erano residuali, se consideriamo che nel 2010 abbiamo avuto tre sbarchi con 90 immigranti soccorsi, nel 2011 tre sbarchi con 120 immigranti, nel 2012 cinque sbarchi con circa 400 immigranti salvati, fino ad oggi ottobre 2013: gli sbarchi sono stati 94 per un totale di 11.500 uomini e non si è ancora concluso l’anno. Mai verificato prima: pensavamo fosse un evento legato a un afflusso maggiore solo nei primi mesi dell’anno, poi ci siamo resi conto che qualcosa era cambiato nel numero e nella tipologia degli sbarchi”. “I nostri uomini stanno in mare anche per circa 20 ore a distanza di 160 miglia dalla costa (314 km). Rilevante l’operazione effettuata con due motovedette nel riuscire a trovare il barcone con a bordo 221 uomini. Questo è solo un esempio”.
 
Nonostante l’efficienza nei soccorsi e nel coordinamento, si è concordi nel riconoscere che i ritmi del loro servizio sono abnormi nel numero e nella modalità: si è aperta una nuova frontiera. Non è solo affrontare i soccorsi ma anche salvaguardare il profilo ambientale marino a causa delle cattive condizioni dei barconi.

Resistere a tutti i costi e con i mezzi a disposizione, fino all’ultimo delle forze, per quanto tempo ancora e in che modo? “La nostra Capitaneria dispone di 2 mezzi di soccorso e 3 mezzi di polizia marittima. Poiché l’emergenza ha assunto un carattere di stabilità, per sopperire alle nuove esigenze il Comando generale, ad agosto, ha dislocato definitivamente una nuova motovedetta “Cp 323” che può accogliere 170 persone e ci ha destinato 16 uomini addetti al Sar. è stata un’integrazione significativa sotto il profilo operativo, per il resto non è cambiato nulla: nei centri di accoglienza, gli uomini in banchina, etc. ci sobbarchiamo di ogni fatica. Siamo totalmente assorbiti da questi eventi, sempre in allerta in qualsiasi momento della giornata. è una funzione sociale bellissima che ha fatto rivedere l’atteggiamento di pensiero e di vita a me e ai miei uomini. Nonostante sia comandante di Compartimento marittimo mi interesso direttamente dell’andamento delle operazioni, sono diretto conoscitore di quanto accade in banchina. è un privilegio essere presenti nell’accogliere queste persone. Ho l’opportunità di seguire le attività e mettermi in gioco dando un contributo umano”.

 
Michele Taccone, sindaco di Portopalo “Da soli non possiamo farcela”

PORTOPALO (SR) – Il comandante dell’Ufficio locale marittimo della Guardia costiera di Portopalo Capo di Passero, Giuseppe Stella, racconta “quanta attenzione e dedizione, spesso ai confini della spossatezza e con solo tre uomini in forza a disposizione compreso me, è riposta nel soccorso agli immigranti”. “Ciò che più lascia con il fiato sospeso è il trattamento dei minori, e addirittura la preoccupazione per i bambini appena nati o piccolissimi che in periodo estivo erano avvolti in coperte di lana con il rischio di soffocare”.
 
Per il sindaco di Portopalo, Michele Taccone, “il problema principale è la gestione dei minori non accompagnati. Abbiamo difficoltà a reperire le strutture dove collocarli. Le nostre risorse economiche sono molto provate. Il Comune non era preparato a recepire un’immigrazione così impegnativa. Portopalo conta 3.800 abitanti e basti pensare che abbiamo recepito circa 5.500 persone immigrate, accolte nei locali del mercato ittico in attesa di trasferimento nei centri di Siracusa e Priolo dove sono stati accolti donne e bambini. I costi che sosteniamo hanno fatto saltare il nostro bilancio e non è ancora fine anno: abbiamo chiuso. Un piccolo Comune come Portopalo non può farcela. Solo per il primo intervento occorrono circa 7/8 euro a persona, per un totale di quasi 70 mila euro da giugno ad oggi. Se poi dobbiamo considerare i minori inseriti nelle strutture la cifra sale a circa 50 euro al giorno”. Bilancio in rosso che il sindaco ha presentato al ministro dell’Interno e al prefetto. Anche se a supporto interviene il personale volontario “i costi sono ugualmente esorbitanti e li sosteniamo fino a quanto possiamo. L’effimero in questo caso non è contemplato”.

Articolo pubblicato il 31 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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La Guardia costiera raggiunge un barcone di migranti
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Motovedetta della Guardia costiera con immigrati a bordo
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Primo soccorso della Guardia costiera di Portopalo
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I migranti arrivati sulla spiaggia e soccorsi
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Tende destinate ai migranti
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L'interno di un┬ĺimbarcazione
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Una delle ultime imbarcazioni
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Barconi a Portopalo
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