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Decadenza di Berlusconi, voto a scrutinio palese
di Redazione

La Giunta del Regolamento del Senato decide a stretta maggioranza, ira Pdl

Tags: Guglielmo Epifani, Renato Brunetta, Renato Schifani, Berlusconi, Pietro Grasso, Linda Lanzillotta



ROMA - La Giunta del Regolamento del Senato ha deciso a maggioranza, 7 voti contro 6, che il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi sarà a scrutinio palese. A favore di questa soluzione si sono pronunciati Pd, M5S, Sel e Scelta civica, mentre per il voto segreto si sono espressi Pdl, Lega, Gal e Svp-Autonomie.

Ora spetterà al presidente del Senato Pietro Grasso convocare la conferenza dei capigruppo per mettere in calendario per l'aula la decadenza del Cavaliere da palazzo Madama secondo la decisione assunta dalla Giunta delle elezioni e delle immunità.
Decisiva la scelta di Linda Lanzillotta (Sc) che ha sciolto la riserva: “Mi sono espressa per il voto palese”. La vice presidente del Senato ha precisato che si tratta di un voto sullo status di parlamentare, “cioè se lo status di colui che ha riportato una condanna non vulneri l'integrità morale dell'assemblea”, e non di un voto sulla persona.

Berlusconi non avrebbe affatto gradito la decisione del Pd e di Scelta civica di rendere palese il voto sull'ineleggibilità. Al punto di annullare il pranzo con i ministri a palazzo Grazioli. Secondo altre indiscrezioni, il leader azzurro avrebbe deciso di annullare l'appuntamento perché il faccia a faccia di martedì sera con Alfano non sarebbe andato bene.

Dura la reazione del Pdl che minaccia conseguenze. Si tratta di “una pagina buia per le regole parlamentari”, dichiara il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani. “La Giunta del Regolamento, a maggioranza e con un voto deliberatamente politico - continua -, ha violato le regole in maniera surrettizia, con grave responsabilità dello stesso presidente del Senato, per consentire al Pd e ad altre forze di imporre ai loro senatori un voto contro il leader del centrodestra. Si fa molto peggio che cambiare il Regolamento, lo si interpreta a uso e consumo del Pd per colpire con assoluta certezza Silvio Berlusconi”. “La giornata di oggi non potrà non avere conseguenze. Daremo risposte concrete con il massimo della determinazione”, avverte.

“Dalla Giunta una decisione assurda e senza precedenti contro Berlusconi. Una decisione contra personam e senza alcun senso. Inaccettabile”, scrive invece su twitter Renato Brunetta. Sulla stessa linea Mara Carfagna per la quale il voto palese in Senato è “un’inaudita decisione contra personam che ridicolizza i regolamenti parlamentari e calpesta le libertà”. “La democrazia - continua - ha ammainato bandiera”.

Di altro tenore i commenti del Pd con il segretario Guglielmo Epifani che chiede ''rispetto e comprensione per la scelta della Giunta”. “Basta polemiche che vanno oltre ogni limite - continua - La legge Severino è una legge perfettamente costituzionale che va applicata, così come è avvenuto nei trentasette casi precedenti. Si abbassino quindi i toni e si ricordi che la giustizia deve essere uguale per tutti”.

Articolo pubblicato il 31 ottobre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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