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Cookie addio, nuovi rischi online. Metodi molto più invasivi in vista
di Adriano Agatino Zuccaro

Microsoft, Google, Facebook e la pubblicità su misura per i venditori

Tags: Internet, Web, Cookie, Microsoft, Google, Facebook



In informatica i cookie http, più comunemente denominati Web cookie sono righe di testo usate per eseguire autenticazioni automatiche, tracciatura di sessioni e memorizzazione di informazioni specifiche riguardanti gli utenti che accedono al server, come ad esempio siti web preferiti o, in caso di acquisti via internet, il contenuto dei loro "carrelli della spesa".
 
In termini più semplici i cookie sono gli strumenti che le aziende utilizzano per vendere pubblicità interessante ossia conforme ai nostri “usi e consumi”. Ogni nostra connessione è “monitorata” e i cookie inviano le informazioni dal pc ad un server, al termine di questa catena le società proprietarie dei server collocano la pubblicità nei profili più adeguati.
 
Tale metodo che sfrutta i cookie potrebbe andare in pensione molto presto. Secondo il Wall Street journal i colossi della rete sono al lavoro nella progettazione di sistemi più sofisticati, precisi e quindi invasivi per il consumatore. Si tratta di un progetto “porta a porta” o meglio pc a pc: ogni utente online potrebbe avere in futuro un numero identificativo.
 
Microsoft è in prima linea per questa operazione che riuscirà ad arrivare dove i vecchi cookie non arrivano: carpire informazioni attraverso le app scaricate sui telefonini. Se a Microsoft, col suo Windows 8, si dovessero unire Apple e Google (e quindi la casella di posta Gmail e il browser Chrome) il potenziale di questo nuovo affare accrescerebbe notevolmente. Facebook ha però sbaragliato la concorrenza ai nastri di partenza.
 
Il social network già da un mese è il player più attraente per le aziende alla ricerca di clienti connettendo la pubblicità ai siti visitati dagli iscritti. Una quantità enorme di dati che contengono preferenze ed abitudini appetibili per la realizzazione di un sistema che potrebbe riuscire a cucire la pubblicità addosso a ciascuno di noi. È chiaro che tutto questo avrà enormi ripercussioni sulla nostra privacy; un rischio potenziale enorme che dovrebbe indurci a riflettere. Forse aveva ragione Andrew Brown quando disse: “Internet è così grande, così potente e inutile, che per alcune persone è un completo sostituto della vita”.

Articolo pubblicato il 04 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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