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Tasse: dall’Imu-Tares fino alla nuova Trise
di Gianluca Di Maita

Dati della Uil: a Palermo si pagheranno quasi 400 euro a famiglia, circa 31 euro in più rispetto alla vecchia tassazione. Abolita la prima rata dell’imposta sulla prima casa, dal ddl Stabilità potrebbero arrivare altri balzelli

Tags: Legge Di Stabilità, Trise, Tasse, Tares, Imu



PALERMO - Tari, Tasi, in un parola: Trise. Sono questi i nuovi tributi da pagare nel 2014, secondo quanto potrebbe decidere il disegno della Legge di stabilità, ancora in itinere. In sostituzione della Tares e dell’Imu, è prevista infatti l’acronimo Trise, la quale è costituita da due componenti: la prima a copertura dei costi per la gestione dei rifiuti solidi urbani (Tari), la seconda a fronte dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni (Tasi).

La Uil, ha subito fatto una simulazione di quanto le famiglie italiane dovranno andare a pagare, prendendo a campione i capoluoghi di regione. Per quanto riguarda la componente rifiuti (Tari), le tariffe, fissate dai Comuni, dovranno coprire totalmente il costo del servizio smaltimento rifiuti (nel 2013, 257 euro medi a famiglia). Mentre per la componente servizi (Tasi), la base imponibile potrà essere scelta dai Comuni o sulla rendita catastale rivalutata ai fini Imu o per mq.

Secondo i calcoli Uil,  la Tasi inciderà a Palermo per 88 euro a famiglia, in media nazionale 109 euro. Punte di 198 euro si riscontrano a Roma, di 250 euro a Milano, 217 euro a Torino, 269 euro a Bologna.

Andando poi a fare un discorso più generale, riguardante i costi derivanti dalla Trise in totale, è Trento che si conferma come il capoluogo di regione che vedrà una minore incidenza di questa sulle famiglie (310 euro). Il calcolo è effettuato su una famiglia composta da 4 persone (due coniugi e due figli), con appartamento di  proprietà di 5 vani (100 mq. calpestabili 80 mq. ai fini tassa rifiuti). La Trise (Tari e Tasi), è calcolata con l’aliquota base ed il costo è la media tra base imponibile rendita catastale (1 per mille) e mq. (1 euro mq.).

Per quanto riguarda il nostro capoluogo, si sfiorano secondo lo studio, i 400 euro a famiglia, una cifra che si aggira tra le più alte d’Italia. Netta però la disparità rispetto a Napoli, dove le previsioni sono di 605 euro a famiglia. Vista così la situazione per i siciliani non è fatto positiva. Se rispetto al precedente sistema di tassazione di due anni fa ( Imu/tariffa rifiuti), tutte le più grandi città italiane registrano un risparmio che va dai 52 euro ai 202, a Palermo invece si registra un aumento dei soldi da pagare di 31 euro rispetto allo schema Imu-Tares dell’anno 2012.

Chiaramente sono tutti calcoli che derivano da diverse scelte di imposizione da parte dei Comuni, inoltre diversa è l’incidenza se si parla di prime case/seconde case, case di proprietà/affittate. Secondo le prime stime Uil, la Tasi porterà un gettito, ad aliquota base, tra prime case e seconde case (33 milioni di immobili) di 3,6 miliardi di euro, che sommati a 1 miliardo di trasferimenti ai Comuni, fa esattamente 4,6 miliardi di euro (il gettito dell’Imu sulla prima casa).

Tuttavia parlando di prime case, mentre è definitiva l’abolizione della prima rata dell’Imu, occorre ricordare che è ancora aperto il dibattito sull'abolizione o meno della seconda rata della suddetta imposta nel 2014. Andando ad ipotizzare un'abolizione totale per l'anno a venire dell'Imposta municipale unica, possiamo andare a calcolare quanto un sistema scevro da questa andrà a chiedere alle famiglie. Per quanto riguarda la prima casa, significa che a livello nazionale la nuova Trise porterà un risparmio generale del 37,7% sull’Imu e la tassa/tariffa rifiuti nel 2012.

Per quanto riguarda invece la differenza sull’incidenza rispetto al 2013, nel 2014 nelle singole Città capoluogo a Napoli il prossimo anno per la Trise (tari e Tasi)  sipagheranno in  media 605 euro, in aumento di 120 euro sul 2013, a Milano 493 euro, in aumento di 145 euro sul 2013, a Venezia 463 euro, in aumento di 116 euro sul 2013. A Palermo l’aumento stimato è sui 78 euro, uno dei più bassi d’Italia.

Articolo pubblicato il 04 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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