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Donne e sport, parità lontana. Il sistema è a trazione maschile
di Chiara Borzì

Il Coni Sicilia propone legge per ridurre le differenze di genere e sostenere la partecipazione femminile. Le atlete percepiscono una retribuzione inferiore del 17% rispetto agli uomini

Tags: Sport, Donne, Coni Sicilia, Giovanni Caramazza



PALERMO - Pari opportunità delle donne nello sport, se n’è parlato ad Enna presso l’Università di scienze dell’uomo e della società della Kore. Ospiti dell’appuntamento organizzato dalla consulta femminile regionale dello sport, i personaggi di riferimento del Coni regionale e provinciale di Enna, dell’Università Ennese, assente invece l’assessore allo sport Michela Stancheris trattenuta a Palermo per impegni istituzionali, che ha inviato al proprio posto un’assistente.

Durante l’appuntamento ennese non è mancata attenzione verso gli ultimi fatti di cronaca che hanno sconvolto la provincia in ambito di femminicidio. La presenza della famiglia di Vanessa Scialfa, giovanissima ennese uccisa per gelosia dal suo fidanzato, ha ricordato il bisogno di rispetto diffuso da attribuire ad una donna a prescindere dal contesto quotidiano.

“In Sicilia è il mondo dello sport in generale ad essere in difficoltà – ha sostenuto Adriana Vitale, assistente dell’assessore Stancheris – lo sport è in emergenza per la scarsità di risorse economiche. In assessorato stiamo pensando ad un lavoro di programmazione per rafforzare il sostegno economico, sostenere la disabilità nello sport, così come la presenza delle donne”.

Giovanni Caramazza, presidente del Coni Sicilia, ha messo in evidenza come sia per l’appunto pesante l’assenza delle donne nelle cariche sportive che contano, oggi solo il 10%. Jose Alberto Freda, docente della Kore, ha sottolineato l’esistenza delle atlete mamme che hanno bisogno di tutela, nonché proposto una maggiore presenze delle donne anche nella politica attuale, quella che secondo le stime portate dallo stesso Freda impiegherà circa 12 anni per uscire da questa situazione di empasse socio-economica.

Il Coni Sicilia gode di una commissione ad hoc (Consulta femminile regionale dello sport) incaricata d’incentivare il raggiungimento della pari opportunità delle donne nello sport. La Consulta è composta da atlete ed ex atlete riunite per contribuire attivamente all’elaborazione della programmazione e la legislazione regionale, favorire e sostenere la diffusione dei valori dello sport per educare al rispetto e lottare contro gli stereotipi e i preconcetti culturali da cui si originano le discriminazioni basate sul sesso, infine, promuovere – come avvenuto ad Enna – dibattiti politici di informazione sul territorio. Tutte importanti le testimonianze date dalle componenti della Consulta, racconti che, attraverso un excursus, hanno evidenziato le difficoltà iniziali ed attuali avute dalle donne che desiderano fare o ricoprire una carica rappresentativa nello sport. Ieri come oggi il sistema è ancora troppo a misura di uomo. Particolarmente toccante il racconto di Silvana Gambuzza, attualmente anche presidentessa della Federazione canoa e kayak, eletta dopo aver subito delle minacce personali.

Oggi la maggior parte dei rapporti tra donna e lavoro legato allo sport sono problematici. È stata Ester Vitale, rappresentante del sindacato Uil Sicilia, ad evidenziare come essendo assente nelle società sportive femminili la soglia di passaggio dall’attività professionale alla professionistica, le atlete donne non godono di alcuna tutela. Spesso è assente un contratto, di sicuro sono assenti Tfr e tutte quelle indennità che tutelano la donna. “Spesso le atlete sono costrette a chiedere sostegno economico ai genitori – ha detto Vitale – il 70% non raggiunge l’indipendenza economica, il gap di retribuzione rispetto agli uomini è di almeno il 17%”.

Come annunciato dal presidente Caramazza, il Coni Sicilia ha proposto di recente una legge quadro che si impegna a regolamentare meglio i settori che oggi vivono un forte disaggio di parità di condizione, nonché dare nuovo sostegno economico al settore sportivo. Donne, disabilità, insieme all’alfabetizzazione motoria nelle scuole, sono i contenuti dell’attuale progetto di legge pensata dal Comitato siciliano, il finanziamento alle attività potrà arrivare non più da uno, ma da quattro assessorati della Regione.

Articolo pubblicato il 05 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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