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Palermo - Piano per il Demanio marittimo, 29 km di costa da rivoluzionare
di Gaspare Ingargiola

Il Pdum mette a norma l’area demaniale fino a 150 metri dal mare e i porti di quarta classe. Più spiagge libere nella zona Nord e maggiori concessioni per i privati a Sud

Tags: Demanio Marittimo, Palermo



PALERMO - Più spiagge libere a Nord e più concessioni ai privati a Sud, investimenti per il disinquinamento del mare, contrasto all’abusivismo. In questo consiste il nuovo strumento di pianificazione urbanistica licenziato dalla Giunta municipale di Palermo, ovvero il Pudm, Piano di utilizzo del Demanio marittimo per la tutela e la valorizzazione di spiagge e coste.

La delibera dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale e ricevere poi l’ok dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente. In Sicilia, infatti, il Demanio non è statale ma regionale, ma finora soltanto il Comune di Terrasini si era dotato del Pudm. Il provvedimento non regola la gestione del porto di Palermo e dei porticcioli turistici delle borgate marinare: su quelli, com’è noto, c’è in corso da anni una battaglia combattuta contro l’Autorità portuale a colpi di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato.
 
Nessun passo indietro, comunque: piazza Pretoria non è intenzionata a mollare sulla gestione dei porti di Sant’Erasmo, Acquasanta, Arenella, Vergine Maria, Mondello, Addaura e Sferracavallo. Anche se per il momento questi restano nelle competenze dell’Autorità portuale e del relativo piano regolatore.

Il Pudm, invece, mette a norma l’area demaniale fino a 150 metri dalla costa e i porti di quarta classe. “Per quanto riguarda la costa Nord – ha spiegato il sindaco Leoluca Orlando – la nostra impostazione progettuale prevede l’aumento dell’estensione delle aree che saranno a gestione pubblica, quindi aperte al pubblico. Sulla costa Sud, invece, interverremo per mettere ordine con un progetto di rilancio dell’oltre Oreto”.

La costa palermitana si estende attualmente per 29 chilometri, dei quali 23,2 accessibili. Di questi, 8,7 sono affidati in concessione e 11,6 sono liberi. Il Piano prevede che il 56% dei 7 km da Sant’Erasmo ad Acqua dei Corsari venga gestito con concessione ai privati e il restante 44% venga destinato alla fruizione pubblica. Le concessioni saranno meno estese, scendendo a 8,5 km, e verranno ridistribuite: meno concentrate a Nord (e così, magari, in futuro si potrà immaginare una Mondello con meno cabine), passando da 6,8 km a 4,6 km, e più spostate verso Sud. Lo spartiacque territoriale è individuato nel Foro Italico. L’obiettivo dell’operazione, come ha spiegato il sindaco, “è spingere i privati a investire al Sud per riqualificare e bonificare l’intera area, eccezion fatta per il fiume Oreto che necessita di un piano a parte”.

I tempi di realizzazione non sono poi così lontani perché in applicazione della direttiva europea Bolkestein il 31 dicembre 2015 scadranno tutte le concessioni e bisognerà rifare i bandi per l’assegnazione ai privati delle aree del Demanio marittimo.
Tra le altre novità c’è anche la richiesta avanzata alla Regione di assegnare a Palazzo delle Aquile quei due chilometri di costa che vanno dall’ospedale Buccheri La Ferla a Villabate. Questo tratto finora è stato affidato alla Provincia, ma il commissario Domenico Tucci ha fatto sapere che l’Ente non è più in grado di occuparsene e lo ha restituito a Palazzo d’Orleans. Inoltre, grazie al Pudm il Comune potrà gestire, e guadagnare di conseguenza, tutto quel sistema di stabilimenti balneari e attività di ristorazione che fanno da cornice ai litorali frequentati dai bagnanti.

Fra gli altri principali obiettivi del Pudm ci sono: la demolizione delle opere abusive non acquisite al Demanio marittimo, il miglioramento dell’accessibilità alla costa, la messa in sicurezza e bonifica delle discariche abusive, la riconversione delle concessioni demaniali esistenti destinate ad attività non connesse alla fruizione del mare, la programmazione e razionalizzazione del rilascio di nuove concessioni demaniali marittime e la regolamentazione delle nuove connessioni in aree Sic-Zps per promuovere un uso ecosostenibile della fascia costiera.

Articolo pubblicato il 07 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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