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La formazione professionale in Sicilia ha 2.500 lavoratori in esubero
di Michele Giuliano

La nuova annualità della Formazione siciliana presenta rigidi tagli al personale a causa delle irregolarità sulle spese. I sindacati chiedono un tavolo di concertazione ma i corsi continuano ad essere inutili al lavoro e costosi

Tags: Formazione, Lavoro, Sportelli Multifunzionali, Giovanni Migliore, Nelli Scilabra



PALERMO - La crisi della Formazione professionale in Sicilia assume contorni drammatici. Sarebbero, secondo i sindacati, 2.525 gli esuberi di lavoratori a causa della crisi del settore che ha portato a revoche di accreditamento degli enti per irregolarità e tagli alla spesa.
 
A questi numeri bisogna aggiungere i 1.780 lavoratori degli Sportelli multifunzionali, per i quali è stata trovata una soluzione tampone per soli 6 mesi con l’affidamento del servizio in house providing al Ciapi di Priolo, e la crisi della filiera dell’obbligo (circa 1.800 operatori coinvolti), che non percepiscono la retribuzione da circa 20 mesi e che non hanno, ancora ad oggi, certezze sull’avvio delle attività. Il grido d’allarme arriva da Giovanni Migliore, segretario Cisl Scuola in Sicilia con delega alla Formazione, che fornisce i dati della vertenza della Formazione professionale per chiedere che vengano accelerate le soluzioni e frenare l’emorragia di posti.

Migliore chiede al governo regionale di “trovare una soluzione immediata per i lavoratori licenziati o a rischio anche attraverso soluzioni temporanee e transitorie come l’assegnazione al Ciapi di Priolo, attraverso la ricollocazione negli altri enti che operano nella seconda annualità o anche attraverso un percorso di riqualificazione finanziato dal Piano Giovani”.
 
Nel contempo la Cisl scuola ritiene che non è più rinviabile un confronto fra Regione e sindacati per la gestione degli esodi del personale che ha maturato i requisiti e ciò consentirebbe non solo di sfoltire la platea degli addetti del settore, ma anche di dare una risposta ai lavoratori coinvolti dallo stato di crisi.
 
“Nonostante le scelte di chiusura dell’albo regionale al 31 dicembre 2008 e il ricorso al Ciapi di Priolo per la gestione delle emergenze – aggiunge Migliore - si rischia la carneficina sociale per i lavoratori di un settore ormai collassato. Non si possono lasciare i lavoratori nel baratro e, quindi, chiediamo alla Regione il pagamento subito di tutti gli stipendi arretrati, passando immediatamente ad un confronto serio e strutturato per definire in pochi giorni le soluzioni a tutte le emergenze”.

Da sottolineare che ancora ci sono delle incertezze su questi anche abbastanza sostanziali, come ad esempio i decreti di finanziamento necessari per l’avvio delle attività formative: “Se ci sarà un unico decreto, come da noi proposto, - spiega la Uil Scuola - o per ente lo sapremo prossimamente.

Ne sapremo di più  anche sulla procedura di  registrazione del o dei provvedimenti  posti che ancora i funzionari non sono del tutto certi sul percorso da intraprendere.  Se sarà quella classica da Fse i tempi di registrazione saranno più lunghi  in quanto, il controllo di merito spetta  alla Corte dei Conti; se non sarà quella Fse si eviterà  un passaggio e il controllo sarà esercitato dalla Ragioneria dell’assessorato”. Anche i sindacati quindi non sono in grado di dare risposte ancora certe proprio perché dalla Regione non ne arrivano. Il nuovo anno che si affaccia non appare per nulla sereno.
 

 
Nelli Scilabra: “Solo 384 i licenziamenti legati ai tagli” e saranno riassorbiti
 
L’assessore regionale alla Formazione Nelli Scilabra fa una precisazione sui dati diffusi riguardo ai licenziamenti: “Soltanto 384 - sostiene l’assessore - sono provocati dalla riduzione dei finanziamenti agli enti stabiliti nel corso della programmazione di giugno. E saranno tutti riassorbiti da altri enti oppure confluiranno al Ciapi per l’intero anno formativo”. Gli altri 2.141 lavoratori dati in esubero, secondo l’assessore, sono una responsabilità del precedente governo regionale e riguardano i dipendenti degli enti che, due anni fa, non hanno ricevuto le commesse dell’Avviso 20. Un’altra tranche riguarda i dipendenti di quegli enti che, pur avendo ricevuto le commesse, non sono riusciti a coprire i fabbisogni di spesa. Tra gli esuberi che l’assessore non riconosce come responsabilità dell’esecutivo in carica ci sono i dipendenti ai quali il suo assessorato ha recentemente revocato l’accreditamento a causa dei casi giudiziari con rilievi penali che li hanno riguardati. “Sto effettuando controlli incrociati sugli enti - spiega l’assessore – per capire chi ha margine per poter assorbire i dipendenti in esubero e sono pronta a escludere dal finanziamento coloro che, alla luce delle verifiche, si scoprirà che hanno dichiarato dati falsi”.

Articolo pubblicato il 07 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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