Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Catania - Rimborsi ai consiglieri provinciali, sequestro da 500 mila euro
di Redazione

Rapporti di lavoro simulati, nel mirino della Gdf anche i datori di lavoro

Tags: Catania, Provincia, Sequestro, Finanza



CATANIA - Beni complessivi per circa mezzo milione di euro sono stati sequestrati da militari del comando provinciale della guardia di finanza di Catania a tre consiglieri della Provincia (appartenenti a liste civiche) indagati dalla Procura della Repubblica di Catania che ne ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di truffa aggravata e falso.
 
Al centro dell'inchiesta le indagini delle Fiamme gialle su rimborsi ottenuti indebitamente dall'Ente attraverso la simulazione del rapporto di lavoro o la falsa attestazione di mansioni e retribuzioni superiori a quelle effettivamente godute. Militari del nucleo di polizia tributaria, in esecuzione di un provvedimento del Gip di Catania, hanno sequestrato 240mila euro di beni all'ex consigliere Gianluca Cannavò e dei suoi familiari; 71mila euro all'ex consigliere Sebastiano Cutuli e al suo datore di lavoro Carmelo Urso; e 171mila euro all'ex consigliere Antonio Danubio e al suo datore di lavoro Salvatore Nigita.
 
Il rinvio a giudizio dei tre era stato chiesto dalla Procura di Catania a conclusione di interrogatori effettuati nell'ambito di una inchiesta risalente al marzo scorso, quando furono notificati dalla guardia di finanza avvisi a comparire nei confronti di sei consiglieri dell'ente ipotizzando il reato di truffa aggravata in danno dello Stato, in concorso con datori di lavoro, che avrebbe procurato un danno alla Provincia di diverse centinaia di migliaia di euro.
 
A ricevere l'avviso a comparire erano stati Consolato Aiosa (Mpa), Gianluca Cannavò (Pdl), Sebastiano Cutuli (Gruppo misto), Antonio Danubio (Udc), Antonio Rizzo (Pd) e Maurizio Tagliaferro (Mpa). La Procura ha contestualmente chiesto l'archiviazione delle posizioni di Rizzo, Aiosa e Tagliaferro e dei rispettivi datori di lavoro, e quelle dei soci di Cannavò ''che hanno riferito della falsità del verbale di conferimento dell'alta qualifica a Cannavò''. La Procura sottolineò come ''l'archiviazione è fondata sul rigoroso esame delle risultanze degli interrogatori, cui gli indagati si sono sottoposti, e delle acquisizioni documentali, relative all'effettivo svolgimento delle funzioni attestate''.

Articolo pubblicato il 12 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus