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Terna: utile di 411 mln in 9 mesi “Sorgente-Rizziconi, una priorità”
Il gestore della rete elettrica nazionale esamina i propri conti e guarda al futuro. Autorità per l’Energia e Antitrust spingono per la realizzazione dell’opera

Tags: Sorgente-Rizziconi, Elettrodotto



ROMA – Terna ha diffuso i risultati al 30 settembre 2013, approvati dal Cda che si è riunito ieri sotto la presidenza di Luigi Roth. Positivi i passi in avanti in merito alla costruzione dell'elettrodotto Sorgente-Rizziconi, il ponte energetico tra Sicilia e Calabria al centro di numerose polemiche per le proteste delle comunità locali in merito alla gestione del tracciato.

Nei primi nove mesi del 2013 la società Terna ha realizzato un utile netto pari a 411,6 milioni di euro, segnando un +15,8% rispetto all'analogo periodo del 2012. In crescita anche i ricavi (1.401,2 milioni di euro, +7,9% rispetto al 2012) e l'Ebitda (1.132,7 milioni, con un +10,1%). In cima alla lista delle priorità, così come richiesto anche dalle dinamiche energetiche nazionali, resta l'elettrodotto Sorgente-Rizziconi (119,4 milioni di euro) tra Sicilia e Calabria che il colosso dell'energia considera tra le principali “realizzazioni del periodo”. Lo stato dell'arte della costruzione della preziosa infrastruttura energetica è sintetizzato in una nota della società: si sono concluse le attività di posa di entrambe le terne di cavi marini e della fibra ottica e le relative attività di protezione. Intanto procedono le attività di scavo del pozzo lato Scilla (Rc) e della galleria lato mare di Favazzina.

Gli investimenti considerati in questo 2013 ammontano complessivamente a 758 milioni di euro, in lieve flessione rispetto al dato del 2012. Un calo che Terna spiega così: “nell'analogo periodo del 2012 erano stati pari a a 778,4 milioni. il -2,6% registrato è da attribuirsi alla differente dinamica degli stessi investimenti nei due esercizi, e alle significative attività svolte sulla Sorgente-Rizziconi nel corso del 2012”. La chiosa della nota è riservata alla priorità accordata all'elettrodotto che risulta “necessario per mettere in sicurezza la rete elettrica siciliana, oggi esposta a forte rischio blackout, e per diminuire il differenziale di prezzo dell’energia che consentirà un risparmio di oltre 600 milioni di euro l'anno per imprese e famiglie italiane”.
 
Terna considera l'opera al primo posto nel Piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale e ha l'obbligo, pena il pagamento di penali, di renderla fruibile entro giugno 2015 così come richiesto  dall'Autorità per l'Energia elettrica e il gas che l'ha individuata come opera strategica. Di recente si è registrato un sollecito anche da parte dell’Antitrust.

Articolo pubblicato il 14 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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