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Bonus assunzioni, dallÂ’Isola accettate solo 540 domande
di Emiliano Zappalà

Incentivi Inps falliti: miravano a 100mila giovani, presentate 13mila richieste

Tags: Inps, Lavoro, Bonus Assunzione



CATANIA - Che risolvere la crisi del lavoro sia il passo principale per avviarsi verso la ripresa è un mantra sempre più inflazionato. In Italia i numeri sono tragici, specchio fedele delle difficoltà che la gente è costretta ad affrontare. Il tasso di disoccupazione della Penisola si aggira attorno al 12,4%. Ma se si leggono le cifre che riguardano il lavoro per i giovani si tocca un nervo esposto e scoperto, il nodo forse cruciale; i giovani senza lavoro sono nel nostro paese circa il 40%. Nessuna differenza per la Sicilia che cammina intorno al 40,4%.
 
Proprio per cercare di limitare i danni e migliorare questa situazione disastrosa il ministro del Lavoro Enrico Giovannini aveva presentato lo scorso giugno un decreto legge sui bonus per l’assunzione dei giovani, approvato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento prevedeva lo stanziamento di 790 milioni di euro per il quadriennio 2013-2016, con lo scopo di incentivare le assunzioni di giovani tra i 18 e i 29 anni che appartenessero all’etichetta di “svantaggiati”. Per far parte di questa categoria è necessario soddisfare una tra le seguenti condizioni: privi di diploma di scuola media superiore, senza lavoro da almeno sei mesi o sigle con una o più persone a carico. Dei 790 milioni poi 500 erano indirizzati proprio alle regioni del Mezzogiorno dove l’emergenza è più stringente.

Lo stesso Giovannini aveva dichiarato “contiamo di attivare potenzialmente 200 mila soggetti, 100 mila con la decontribuzione e 100 mila con tutte le altre misure”. In realtà le stime sono state mancate, e non di poco. Fino al 31 ottobre le domande di bonus presentate all’Inps ammontavano a 13.770. Molto meno delle aspettative. L’Inps aveva dichiarato che avrebbe tenuto aperte le iscrizioni per il 2013 fino a quando non fossero stati esauriti i fondi annuali, ovvero i 148 milioni destinati alle assunzioni per lo stesso 2013.

In Sicilia le domande presentate sono state 850 soltanto; 540 il numero di quelle accettate. Secondo il presidente di Confartigianato imprese Palermo, Nunzio Reina, “è un fallimento per tutti coloro che vogliono fare impresa, ma non ci riescono per la continua tassazione, per il continuo carico di costi che l'imprenditore deve sostenere. L'imprenditore o l'artigiano non può trovare l'incoraggiamento ad assumere soltanto da un bonus. Si deve essere in grado di essere competitivi, bisogna aiutare chi fa impresa ad offrire di più di un abusivo altrimenti la lotta a chi lavora in nero può sempre e soltanto cadere nel vuoto”.

Il provvedimento si è dunque rivelato finora un grosso fallimento, l’ennesimo buco nell’acqua per una paese che, come il nostro, non può permettersi troppi passi falsi. Anche se il ministro Giovannini ha cercato di placare i toni dichiarando che “quattordicimila domande non sono affatto un numero trascurabile. Non siamo minimamente sorpresi da questi dati e siamo convinti che consolidandosi la ripresa questi fondi saranno utilizzati più ampiamente”. La speranza è che già dal prossimo anno i numeri possano crescere in maniera significativa. Una speranza che rischia però di diventare una supplica.
 

 
Il provvedimento. Si puntava a raggiungere 100.000 soggetti
 
Il decreto sui bonus per le assunzioni dei giovani disoccupati contava a giugno di poter raggiungere 100.000 soggetti. In realtà dalla data di sblocco dei fondi è apparso chiaro come le stime fossero state troppo ottimistiche. Fino al 31 ottobre l’Inps conta solo 13.770 domande. Il provvedimento prevede in primo luogo la riduzione dei contributi Inail a carico delle imprese e del peso dell’Irap sul costo del lavoro legato a nuove assunzioni, così come la restituzione alle imprese che convertono a tempo indeterminato contratti a termine del contributo aggiuntivo dell’1,4% che grava su questi ultimi. Tutte misure che si affiancano agli incentivi all’occupazione, soprattutto giovanile. In secondo luogo esso predispone incentivi per l’azienda che avesse assunto. Le somme non sono affatto trascurabili. Si parla di un bonus contributivo fino a 650 euro per 18 mesi (11.700 euro in tutto) per ogni giovane preso con contratto a tempo indeterminato, oppure fino a 12 mesi (7.800) in caso di stabilizzazione di un contratto a termine. Oltre ai bonus per le assunzioni vere e proprie, altri 100 mila posti di lavoro poi dovevano nascere soprattutto dal potenziamento degli incentivi all’autoimprenditorialità e da un piano di tirocini formativi nel Sud.

Articolo pubblicato il 14 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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