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Promozione e tutela delle Riserve naturali
di Giuliana Mazzola

Forum con Mario Milone, assessore Territorio e Ambiente Regione Siciliana

Tags: Mario Milone



Quanti Enti parco regionali conta la Sicilia? Sono tutti in regime di commissariamento?
“Attualmente ne contiamo quattro, tutti commissariati alle dirette dipendenze dell’assessorato. Per legge questi devono essere gestiti da funzionari regionali o da componenti dell’ufficio di Gabinetto di un assessore. Recentemente ho inoltre dato avvio alla procedura necessaria per istituire un quinto parco, quello dei Monti Sicani. L’istituzione è stata approvata con legge regionale a febbraio, ma tutte le procedure operative devono essere messe in moto attraverso un decreto entro il prossimo autunno. Questa nuova realtà comprenderà 12 comuni divisi tra la provincia di Palermo e quella di Agrigento. I nuclei principali avranno sede nel comune di Bivona e di Palazzo Adriano. Attraverso il maturare delle esperienze avute con le altre quattro riserve naturali, che agli inizi erano considerate dei vincoli per lo sviluppo del territorio, siamo riusciti a riconsiderare questi Enti in una nuova ottica. Oggi rappresentano infatti un’importante occasione per valorizzare la nostra regione sotto vari punti di vista.”

Spesso i nostri parchi sono messi in secondo piano rispetto a quelli nazionali. Quali sono i problemi relativi all’istituzione delle nostre riserve naturali?
“Il problema principale non riguarda tanto l’istituzione di un Ente parco, che rappresenta più che altro uno step iniziale. Innanzitutto occorre promuovere e valorizzare questi siti. Una delle mie prime azioni in tal senso è stata quella di invitare i quattro commissari degli Enti parco esistenti, per avviare una concertazione in grado di porre le basi per un dialogo più produttivo rispetto al passato. Durante questo primo incontro non nascondo di aver manifestato alcune riserve, sul fatto che spesso questi Enti vengono identificati a livello collettivo più che altro come delle istituzioni che servono a dare contributi per le sagre o per le feste di paese. Naturalmente le tradizioni popolari che affondano le loro radici nella storia di questi luoghi non vanno messe in secondo piano. Quello che forse manca è un’adeguata pianificazione che sia in grado di ancorarsi ad una programmazione spaziale mediante l’identificazione dei territori, e temporale in modo da stabilire una correlazione tra spazio e tempo dei siti in questione. Non soltanto dunque una pianificazione che si basa unicamente sul punto di vista materiale dei piani territoriali degli Enti, volti più che altro a disciplinare l’uso razionale delle risorse del suolo. La nostra meta finale è quella di garantire la fruizione a 360 gradi delle nostre riserve naturali”.

Quali sono dunque i vostri obiettivi per il futuro? In che modo state pianificando la promozione delle nostre risorse ambientali e culturali?
“Stiamo cercando di attuare in breve tempo un sistema di coordinamento sostanziale delle attività proposte dai vari Enti parco. Ad esempio quando fui eletto vice sindaco a Palermo, abbiamo messo in rete il sistema museale della città. Con i commissari vorremmo attivare un collegamento on-line non soltanto tra le nostre riserve, ma tra queste e quelle nazionali ed internazionali per dar loro una maggiore visibilità. I nostri obiettivi sono essenzialmente tre e si basano sull’efficacia delle azioni, sull’economicità degli interventi e su una promozione che sia in grado di far fuoriuscire i nostri parchi dai confini regionali. La finalità ultima della nostra attività di marketing territoriale è quella di far conoscere i nostri beni culturali e ambientali su larga scala. Vorremmo inoltre istituire delle borse di studio per fare emergere nuove professionalità locali. Dal mio punto di vista tra i precedenti corsi di studi attivati dalle Università siciliane in “Scienze e tecnologie per i beni culturali” e i nostri Enti parco, non è mai esistito un reale collegamento. Le sagre e le feste tradizionali dei comuni compresi nelle suddette aree geografiche, devono essere accompagnate da un adeguato processo formativo”.
 

 
Piani di risanamento ambientale ad hoc per i Comuni “avvelenati” dell’Isola

In che modo si possono evitare future sanzioni da parte dell’Unione Europea?
“La Sicilia ha una produzione energetica superiore di circa il 7 per cento al fabbisogno reale della popolazione. Le numerose industrie presenti hanno letteralmente avvelenato alcuni dei Comuni presenti soprattutto nella parte orientale dell’isola. La Regione si sta attivando per istituire dei piani di risanamento ambientale fatti ad hoc per ciascun comune. Per fare un esempio, quello relativo alla città di Gela dovrebbe essere già stato avviato. Dobbiamo tenere presente che la nostra attività di monitoraggio non si limita esclusivamente alle raffinerie o alle centrali termoelettriche. La questione ambientale riguarda oltre le emissioni nocive delle industrie, l’inquinamento delle falde acquifere, quello elettromagnetico e delle autovetture. Questi argomenti sono entrati prepotentemente nelle agende politiche internazionali data la gravità del problema. Eliminare dunque esclusivamente le inadempienze delle grandi industrie sarebbe un enorme passo avanti, ma non risolverebbe di fatto il problema. Le parti politiche devono chiaramente essere responsabili e competenti in materia di tutela dell’ambiente, ma a questo deve necessariamente aggiungersi una maggiore sensibilizzazione da parte dei cittadini. Per fare un esempio, il governo può mettere in campo milioni di euro per effettuare la raccolta differenziata, ma se i cittadini non partecipano le risorse finanziarie messe a disposizione andrebbero sprecate”.
 

Articolo pubblicato il 15 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Mario Milone, assessore Territorio e Ambiente Regione Siciliana
Mario Milone, assessore Territorio e Ambiente Regione Siciliana