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Regia del Patto dei sindaci, Pezzini accusa e sbatte la porta
di Rosario Battiato

L’ex superconsulente: eccessiva la burocrazia all'assessorato all’Energia, tempi troppo lenti. Replica di Marino: “Le procedure dei fondi comunitari seguono regole previste”

Tags: Antonello Pezzini, Energia, Rosario Crocetta



PALERMO – Perde un pezzo la Cabina di regia per l'energia in Sicilia che Rosario Crocetta aveva messo in piedi poco meno di un anno fa. Antonello Pezzini, superconsulente chiamato dal governatore, ha chiuso la sua esperienza e ha aperto un nuovo fronte polemico in seno alla giunta tuonando contro le lentezze dell'assessorato all'Energia guidato da Nicolò Marino che proprio ieri ha voluto riassumere e riprendere i passi in avanti compiuti dal suo assessorato in materia di Patto dei sindaci.

Se n'è andato sbattendo la porta. Antonello Pezzini, imprenditore, esperto di energia e uomo di Confindustria (rappresentante dell'associazione degli industriali in in Europa come Consigliere al Comitato Economico e Sociale Europeo) era stato fortemente voluto da Rosario Crocetta che l'aveva messo a capo della Cabina di Regia, istituita nel novembre del 2012, per l'attuazione del Piano di investimenti dell'Unione europea per lo sviluppo delle energie alternative nei comuni siciliani e quindi anche nell'ottica del Patto dei sindaci.
 
L'addio che si è consumato nei giorni scorsi, e non ancora ufficializzato dall'amministrazione regionale, chiude un capitolo particolarmente turbolento sul ruolo di Pezzini come consulente regionale, anche in seguito alle polemiche della scorsa primavera in merito a un suo presunto conflitto di interessi. Il j'accuse di Pezzini, riportato su livesicilia.it, ha riguardato gli uffici guidati dall'assessore Nicolò Marino che, secondo l'imprenditore bergamasco, sarebbero eccessivamente malati di burocratismo, al punto da ampliare i tempi e i passaggi per l'approvazione dei decreti.

La replica dell'assessore Marino è giunta ieri. “Stupisce che il prof. Pezzini, certamente profondo conoscitore dei meccanismi di Bruxelles, accusi di eccessiva burocrazia il dipartimento dell'Energia che ha, invece, svolto correttamente e secondo i passaggi previsti, l'iter per attivare il Patto dei sindaci”. Marino ricorda che a metà settembre si era svolto un incontro al quale hanno preso parte, assieme a Pezzini, i diversi soggetti responsabili del Patto. In quell'occasione, ricorda Marino, fu proprio Pezzini a esprimere la “propria soddisfazione per l'avvio formale del Patto dei sindaci che avrebbe esternato di lì a poco a Crocetta e ha illustrato altri progetti legati all'efficientamento dell'energia da sottoporre al vaglio di altri assessorati e della Bei (Banca europea per gli investimenti, ndr)”.
 
L'assessorato, riporta Marino, aveva confermato la propria disponibilità, anche a mettere a disposizione locali a Caltanissetta e a Catania per l'attività di propaganda del Patto. “E infatti Pezzini – ha spiegato Marino - ha svolto un'intensa attività di propaganda del Patto organizzando per proprio conto numerosi incontri sul territorio e da ultimo, come si è appreso da notizie di stampa, a Bruxelles, senza la partecipazione dell'assessorato, peraltro neppure invitato ufficialmente”.

A seguito della deliberazione 306 del 12 settembre 2013, la norma relativa al Piano di Azione e Coesione (Pac) – Nuove Azioni a gestione operativa – Efficientamento energetico (Start-up – Patto dei sindaci) – Approvazione, il Ministero dello sviluppo economico “non ha mosso rilievi e/o osservazioni alla scheda dipartimentale sullo start-up del Patto dei sindaci e tutto il Piano di azione e coesione III fase è stato dichiarato ricevibile”. Il passo successivo è stato quello di istituire i relativi capitoli di spesa dalla ragioneria generale e il decreto sullo star-up del Patto dei sindaci è presso la Corte dei Conti per il dovuto preventivo controllo.

“Questa ultima annotazione – ha concluso Marino - solo per precisare che le procedure di attivazione con fondi comunitari sono rigorosamente previste e seguite secondo norme regionali, statali e comunitarie”.
 

 
Il caso. Un conflitto d’interessi mai fugato
 
PALERMO - Antonello Pezzini era già stato al centro di polemiche diversi mesi fa per un presunto conflitto di interessi tra la carica di coordinatore della Cabina di regia e il suo ruolo di imprenditore del settore. A lanciare le accuse era stato, tra gli altri, l’ex deputato regionale Salvino Caputo (Pdl) che aveva denunciato il duplice ruolo di Pezzini, contemporaneamente coordinatore della Cabina di regia isolana per il monitoraggio dell'accordo di partenariato con la direzione generale dell'energia e amministratore della Smart Grid, società di consulenza in materia energetica. Pezzino avrebbe dovuto selezionare, secondo quanto dichiarato da Caputo, i progetti presentati nei Comuni siciliani fino a un valore di 20 milioni di euro, nonostante alcuni di loro avessero come consulente proprio la Smart Grid per la realizzazione dei piani energetici.
Nel mirino dei giornali era finita anche una società, la Dedalo, interessata a investire in alcuni comuni isolani e nella quale il figlio Giuseppe sedeva in Consiglio di amministrazione. Il caso Pezzini aveva avuto vasta eco sui media al punto che lo stesso Crocetta l'aveva difeso pubblicamente in una conferenza stampa dell'8 aprile scorso sottolineando l'assoluta professionalità e competenza del suo consulente. Lo stesso imprenditore bergamasco aveva ulteriormente spiegato di aver interrotto tutte le attività in Sicilia con la sua società, mentre il figlio non aveva avuto più interessi né partecipazioni nella Dedalo.

Articolo pubblicato il 19 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Botte da orbi tra Antonello Pezzini (a sinistra) e Nicol˛ Marino (a destra)
Botte da orbi tra Antonello Pezzini (a sinistra) e Nicol˛ Marino (a destra)


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