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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Tram, lavori tra necessità e disagi
di Gaspare Ingargiola

Numerose le criticità da risolvere. Dopo la svolta legata alle questioni finanziarie, ecco spuntare le prime lamentele dei cittadini. I cantieri per le Linee 2 e 3 vanno avanti: le prime ripercussione sulla viabilità

Tags: Palermo, Tram Trasporti



PALERMO – Polemiche sugli alberi tagliati, sui varchi, sugli incroci da attivare, sui cancelli abusivi, sulla segnaletica che addirittura sparisce. I lavori del tram di Palermo, risolte finalmente le criticità di natura finanziaria dovute al ritardo delle pratiche burocratiche che tenevano bloccati i fondi europei, stanno adesso incontrando un po’ ovunque le resistenze dei cittadini fra richieste legittime e non poche irregolarità.
 
Per cercare di mettere ordine la Commissione Urbanistica ha organizzato un incontro con il Rup dell’Amat, Marco Pellerito, l’ingegnere della Sis Lucio Perilli, il vice comandante della Polizia municipale, Luigi Galatioto, e il dirigente comunale dell’Ufficio Traffico, Vincenzo Tantillo.

A destare preoccupazione è innanzitutto la Linea 2 del tram, quella che da Borgo Nuovo giunge alla stazione Notarbartolo. Il cantiere è ormai arrivato al tratto fra via Leonardo Da Vinci bassa e via Notarbartolo. Ed è qui che sono sorti i primi problemi. In via Da Vinci il traffico veicolare incontra la sede tranviaria su cinque incroci: via Silvestri, via Casalini, via Ruggeri, via Uditore e via Beato Angelico. I primi due incroci sono stati aperti, quello di via Ruggeri lo sarà a breve, mentre per gli ultimi due bisognerà aspettare. Mancano però i semafori, tranne che all’incrocio con via Casalini, dove è già attivo e funzionante. In fase di assestamento di bilancio si cercheranno i fondi per i semafori mancanti, poi però bisognerà capire a chi affidarli per la manutenzione, se all’Amat o all’Amg. Ma proprio su via Casalini si registra un caso davvero eclatante: la strada sulla carta è a senso unico ma di fatto ogni notte i soliti ignoti rubano i segnali di divieto per renderla a doppio senso di marcia. La motivazione sarebbe l’assenza di uno sfogo che consenta di cambiare senso di marcia. L’unica possibilità sarebbe il completamento di via Ur 10 dal canale Borsellino a viale Michelangelo e a via Leonardo Da Vinci, un’opera inserita nel Piano triennale del traffico e, dunque, di indefinita realizzazione.

L’altro fronte è quello della Linea 3. Quando i cantieri arriveranno nella corsia laterale di viale Regione siciliana rischieranno di spezzare in due il quartiere perché le auto dovranno effettuare un largo giro per potersi immettere nella direzione opposta verso Messina. A meno che, anche in questo caso, non vengano eliminati due tappi stradali quali sono via Palminteri e via Stampa. Le due strade sono state ultimate ma sono ancora chiuse. Una addirittura, e questa è stata la scoperta più clamorosa, da un cancello abusivo che introduce a un parcheggio privato altrettanto abusivo. Per migliorare la viabilità nella Circonvallazione, inoltre, la Commissione ha pensato di proporre l’inserimento di cinque nuovi bypass da una corsia all’altra oltre a quelli già previsti e approvati. È stato chiesto un parere al Ministero perché se i nuovi varchi fossero classificati come variante bisognerebbe ricominciare da capo con permessi, autorizzazioni e altri incartamenti, allungando irrimediabilmente i tempi di un’opera che va ultimata entro il 2015 pena la restituzione dei fondi all’Unione europea. In caso contrario, cioè se l’opzione dei varchi venisse rigettata, almeno fino alla chiusura dei lavori viale Regione Siciliana, che già di per sé è la strada più ingolfata di Palermo, sarà ancora più trafficata.

Ultima questione spinosa: la protesta dei residenti di via Notarbartolo, scesi in piazza quando sono stati abbattuti i primi alberi per far posto al tram: “Gli alberi tagliati sono dei Ficus microcarpa di età inferiore ai 50 anni – ha spiegato il Comune in una nota – e, seppur belli, non sono classificati come monumentali e dunque non sono tutelati da una specifica normativa. A fronte di quello che è comunque e certamente un danno, il Comune si è impegnato a far ripiantare all’azienda l’80% delle piante”.

Articolo pubblicato il 20 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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