Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Immobili, un mercato ancora in rosso
di Oriana Sipala

Ma nel 2013 la flessione è più leggera. Il calo dei trasferimenti di proprietà risulta più contenuto nel Nord-Est (-6,2%) e nella restante parte del Sud (-6,5%). Istat, primi semestri a confronto: in Sicilia e Sardegna si è passati dal -25,2% del 2012 al -10,6%

Tags: Economia, Crisi, Mercato Immobiliare



PALERMO - Negli ultimi due anni quasi tutti i settori del mercato hanno risentito della costante recessione economica che ha colpito il Paese. Tra questi rientra senza dubbio il settore della compravendita immobiliare. I dati Istat sulle compravendite di fonte notarile rappresentano, infatti, un riflesso interessante della situazione economica locale e nazionale e delle oscillazioni che si sono registrate tra il 2011 e il 2013.

In particolare, si parla di un calo delle compravendite, che ha raggiunto il picco massimo nel primo semestre del 2012, mentre sembra andar meglio nel primo semestre del 2013. Nel corso di quest’ultimo periodo infatti rallenta il calo delle convenzioni rogate per trasferimenti di proprietà di unità immobiliari, complessivamente considerate, con una variazione tendenziale negativa del -8,3% rispetto al 2012 quando la contrazione, a parità di periodo di riferimento, era stata del –20,6% rispetto ai primi sei mesi del 2011.

In termini assoluti, sono state registrate complessivamente 295.785 convenzioni per trasferimenti di proprietà di unità immobiliari di cui 275.437 (il 93,1% delle convenzioni) hanno riguardato passaggi di proprietà di immobili ad uso abitazione ed accessori, 18.146 (il 6,1% delle convenzioni) passaggi di unità immobiliari ad uso economico nonché ulteriori 2.202 (lo 0,8% delle convenzioni) trasferimenti proprietari di unità immobiliari ad uso speciale e per multiproprietà.

Scendendo nel dettaglio, i dati relativi alle Isole e alle regioni del Sud sono i seguenti: nel primo semestre 2012, il calo delle convenzioni notarili per le compravendite immobiliari al Sud è pari a -17,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre nelle Isole è pari a -25,2%. La curva negativa risulta molto più contenuta nel primo semestre del 2013, quando il calo si attesta intorno al -10,6% nelle Isole e intorno al -6,5% al Sud. Il rallentamento del calo è sicuramente un positivo segnale di ripresa, che indica uno sblocco delle compravendite, sebbene limitato.
 
Ma da una crisi, si sa, non si esce dall’oggi al domani.
Volendoci concentrare su una comparazione con le altre regioni italiane, ci si accorge di come il calo dei trasferimenti di proprietà, nel primo trimestre del 2013, sia più contenuto nel Nord-est (-6,2%), seguito dal Sud (-6,5%), dal Nord-ovest (-9,8%), dal Centro (-9,6%) e dalle Isole, (-10,6%). Nelle Isole, dunque, la flessione è ancora molto negativa, ma con un miglioramento rispetto all’anno precedente. E se di miglioramento vogliamo parlare, dobbiamo anche dire che quello delle Isole e tra i più significativi: dopo il Nord-est (dove si passa dal -22,3% al -6,2%), nelle Isole si registra infatti una notevole variazione, che va da -25,2% a -10,6%.

I dati complessivi di cui abbiamo parlato finora sono poi scomposti in base alla tipologia e all’uso degli immobili. Il rapporto Istat mostra anche le variazioni relative agli immobili “ad uso abitazione e accessori” e quelle relative agli immobili “ad uso economico”. Il trend chiaramente è lo stesso, ma è opportuno soffermarsi in particolare sulla seconda tipologia di immobili, quelli ad uso economico, per renderci conto di come le attività artigianali, commerciali e industriali abbiano molto risentito della recessione. Nel 2012 il calo si attestava a -13,2% nelle regioni del Nord-ovest, segue il Sud con un calo pari a -16,4%, il Nord-est con -21,4%, il Centro con -23,6% e le Isole, dove si registra il calo più allarmante, pari a -27,7%. Nel 2013 le cose vanno meglio e in tutte le macroaree del Paese si riscontra un rallentamento del calo delle compravendite. Nel Nord-ovest infatti abbiamo un calo del -7,3%; -8,1% nel Nord-ovest; -4,3% al Centro; -4,8% al Sud; -14,7% nelle Isole. Il Centro e il Sud presentano i dati migliori anche rispetto alla media nazionale, che è pari a -7%.

Infine, è interessante rilevare come gli archivi notarili con sede nei centri metropolitani abbiano registrato, nel corso del primo semestre del 2013, un decremento dei trasferimenti immobiliari inferiore rispetto a quanto riscontrato per gli archivi presenti nei centri più piccoli (-7,7% contro -8,8%). Rispetto al 2012, inoltre, il rallentamento del calo è notevole: nel caso delle città metropolitane, si passa dal -19,5% del 2012 al -7,7% del 2013; nel caso dei centri più piccoli, invece, si passa dal -21,4% del 2012 al -8,8% del 2013.
 


La ripresa più evidente nel Nord-est. Nelle Isole l’oscillazione più ampia
 
Andando per trimestri anziché per semestri, è possibile cogliere, in alcuni casi, delle variazioni più significative. In particolare, risulta molto interessante il parallelismo tra il II trimestre 2012 e il II trimestre 2013. Mettendo a confronto i valori di questi due periodi, infatti, si registrano le variazioni più ampie. Se, per esempio, nel II trimestre del 2012 il calo delle compravendite nelle Isole si attestava a -30,8%, nello stesso periodo dell’anno successivo, il calo è pari a -10,8%. Presi gli stessi periodi di riferimento, al Sud si va da -19,9% a -6,3%;  nelle regioni del Centro si va da -23,1% a -8%. La ripresa più evidente si ha nel Nord-est, dove si passa da -26,1% a -2,4%; infine, nelle regione del Nord-ovest si va da -22,6% a -6,8%. Lo stesso si può dire se parliamo singolarmente degli immobili “ad uso abitazione e accessori” e degli immobili “ad uso economico”. Per questi ultimi, i dati sono i seguenti: nel Nord-ovest si passa dal -22,2% del II trimestre 2012 al -4,9% del II trimestre 2013; nel Nord-est si va invece da -24,2% a -3,7%; nelle regioni del Centro si passa da -24,7% a -3,7%; al Sud si passa da -23,5% a 2,2%. E infine, nelle Isole si registra l’oscillazione più ampia: si passa infatti da -38,4% a -6%.

Articolo pubblicato il 20 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐