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Messina - Rifiuti: un servizio da 42 mln di euro da coprire per intero con la Tares
di Francesco Torre

Il 70% del gettito proverrà dalle utenze domestiche, il resto dalle attività commerciali. “Chi più inquina più paga”, con sconti per la differenziata: come funziona il tributo

Tags: Messina, Rifiuti, Raccolta Differenziata, Tares, Messinambiente



Messina - Una famiglia di 4 persone che abita un appartamento di 100 metri quadri pagherà 502 euro. Il gestore di un pub di 200 metri quadri, invece, si troverà con bollettini di pagamento pari complessivamente a 4.377 euro. Dopo l’approvazione in aula del regolamento, la Tares viene definita dalla Giunta comunale anche nel piano tariffario, e siamo sicuri che le decisioni prese genereranno malumori e contestazioni.
 
IL DATO DI FATTO - Per disposizioni nazionali da quest’anno la tassa sui rifiuti dovrà coprire per intero il costo del servizio, che per la città di Messina equivale a 42 milioni di euro. Con questo saldo, il principio alla base del quale l’amministrazione ha disegnato la nuova tassa è stato “chi più inquina più paga”, con una serie di sconti previsti per chi effettua o effettuerà la raccolta differenziata (almeno a parole). Infine, le soglie di esenzione: 30% in meno sui soggetti che risiedono fuori città per più di sei mesi l’anno, fuori dal conteggio gli studenti permanentemente fuori sede e gli invalidi tra l’80 e il 100 % con reddito inferiore a 8 mila euro l’anno, esenzione totale per gli ultrasettantenni soli invalidi.

LE TARIFFE - Questo per quanto riguarda il regolamento, ma andando al concreto… quanto peserà su famiglie e imprese la nuova tassa? La delibera proposta dal vicesindaco e assessore al bilancio Guido Signorino parla chiaro: il 70% del gettito dovrà venire dalle utenze domestiche, il resto dalle attività commerciali e da altri servizi. Ma sarà proprio da queste ultime categorie che si alzeranno i cori di protesta. L’amministrazione, infatti, distinguendo una trentina di categorie differenti ha elaborato un piano che ad alcuni consentirà di avere dei risparmi rispetto alla vecchia Tarsu, ad altri invece darà una vera e propria stangata.
 
Per i possessori di garage, infatti, la Giunta ha previsto un importo più basso del passato (alla faccia del principio di equità). Lo stesso dicasi per gli stabilimenti balneari, per i distributori di carburante e per i negozi in genere. Aumenti di anche il 100% sono invece previsti per gli studi professionali e gli uffici, le officine e gli artigiani, i servizi di ristorazione. I più vessati nel confronto con la Tarsu saranno però i gestori dei banchi di generi alimentari nei mercati e comunque i fruttivendoli, le pescherie, i fiorai e i venditori di pizza al taglio: per loro gli aumenti potranno anche arrivare al 200%.

Scintille in vista in Consiglio comunale? Lo sapremo presto. Il piano tariffario, infatti, dovrà essere approvato entro fine mese, come pure il bilancio di previsione 2013.

IL CALCOLO - Il calcolo della nuova tassa sulle utenze domestiche non è semplicissimo. Bisognerà sommare infatti la parte di quota fissa a quella variabile (entrambe legate al numero dei componenti del nucleo familiare) e poi aggiungere un 5% di tributo provinciale e 30 centesimi a metro quadro di contributo statale. E’ bene sapere che con la Tares il cittadino pagherà direttamente lo stipendio dei vertici di MessinAmbiente e anche quello dei tanti funzionari Ato3 assunti con logiche clientelari dalla Giunta Genovese. Pagherà ma dovrà comunque sopportare e subire gli sprechi e il peso economico di un cattivo servizio ordinario e straordinario della raccolta indifferenziata e dell’ultimo posto in Italia per la raccolta differenziata. E i virtuosi che separano i rifiuti da anni? Secondo il regolamento dovranno dimostrare (ma non si sa come) di aver conferito nelle isole ecologiche nell’anno in corso almeno 7 kg di rifiuti a persona per avere uno sconto, ma è una cifra che forse solo i grandissimi consumatori riescono a raggiungere. Segno che chi ha disegnato questo regolamento non conosce né ha mai fatto la raccolta differenziata.

Articolo pubblicato il 22 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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