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Quotidiano di Sicilia

Messina - Senza il bilancio di previsione nessun bando per i servizi sociali
di Francesco Torre

Le continue proroghe vanno a vantaggio delle cooperative appaltanti, ma non della collettività. La situazione rimarrà invariata per gli anziani di Casa Serena e per il Don Orione

Tags: Messina, Bilancio



MESSINA - Un’altra promessa non mantenuta per l’amministrazione Accorinti: l’anno trascorrerà senza che il Comune abbia predisposto ed esitato i nuovi bandi per i servizi sociali. Non solo: questi ultimi non verranno pubblicati prima del mese di marzo 2014. E fino ad allora, con tutti gli appalti già scaduti da tempo? “Come facevano gli antichi”, direbbe ancora qualche anziano messinese, laddove per “antichi” si intende la Giunta Buzzanca e tutte le amministrazioni che in passato hanno affossato e abbrutito i servizi sociali, ovvero tramite proroghe.
 
Un’assurda quanto ingiusta pratica, quella delle proroghe, contro cui in campagna elettorale Renato Accorinti e Antonino Mantineo, già assessore designato, si erano ferocemente scagliati, promettendo un totale cambio di marcia, una “rivoluzione” per dirlo con i toni enfatici del carismatico leader ora primo cittadino.

Due sembravano le ipotesi, tra loro non divergenti, verso cui si sarebbe mosso, in modo intransigente e risoluto, il movimento “Cambiamo Messina dal basso”: il recupero della gestione in house di tutti i servizi e l’adozione del cosiddetto sistema “a voucher”, che avrebbe garantito un più corretto e trasparente uso delle poche risorse disponibili.
 
Ricordiamo a questo proposito che l’attuale sistema di gestione è sempre quello che ha generato gli orrori delle connivenze tra coop e politica, le guerre di frontiera tra lavoratori e coop e tra coop e amministrazione, l’esodo traumatico e irrisolto di decine di anziani da Casa Serena, la crisi economica del Don Orione e decine di vertenze e problemi che, a dirli tutti, si rischierebbe di arrivare fino a domani mattina. Nessuno naturalmente poteva aspettarsi che tutto ciò potesse mutare in pochi giorni o in poche settimane.
 
Ed è anche per questo che il tempo chiesto inizialmente dall’assessore Mantineo - fine anno - sembrava ragionevole anche solo per imprimere qualche segnale di svolta. Oggi però siamo qui a commentare una delibera - quella esitata proprio qualche giorno fa - che rappresenta l’esatto contrario delle promesse elettorali, ovvero la totale continuità con il passato. Tutti i servizi verranno prorogati fino al 31 marzo 2014, e dei nuovi bandi non si potrà discutere se non prima dell’approvazione del bilancio previsionale.

La decisione naturalmente ha suscitato grande entusiasmo nei sindacati confederati. Proroghe, d’altra parte, significa continuità di lavoro per tutti, anche per chi è in esubero di personale in strutture declassificate come Casa Serena. Il che di per sé non è certamente sinonimo di spreco ma di inefficienza sì. Che dire poi del blocco del mercato, dell’ingiusto vantaggio per le coop appaltanti, e fondamentalmente della mancanza di una strategia a vantaggio degli utenti e della collettività tutta? Ci auguriamo che per il futuro la Giunta Accorinti non badi solo a galleggiare provando ad accontentare un sindacato o singoli gruppi di utenti, come pare stia succedendo in maniera sempre più evidente (per quello sono buoni tutti, anche Buzzanca), ma si ricordi di quello che era scritto nel mandato elettorale e provi coraggiosamente ad attuarlo.
 


No al mini-bando. Nino Mantineo bocciato da coop, Cgil e Consiglio

MESSINA - Eppure ci aveva provato, Mantineo, ad esitare un piccolo bando, di soli 41 giorni, fino alla fine dell’anno, per l’assistenza domiciliare disabili. Poi, però, le proteste della Cgil, delle coop, del Consiglio comunale, come in quello strepitoso sketch di “A me gli occhi please” in cui Proietti fa l’usuraio e nel concedere un prestito alla madre, giustificandosi per gli interessi spropositati, spiega: “sai, c’è l’Iva, l’uva…l’ova!”. E così, tra l’Iva, l’uva e l’ova, il bando è stato ritirato, e sono arrivate le proroghe per tutti fino a marzo 2014. Ma cosa ne pensa la base elettorale di Accorinti di questa decisione, aldilà dei fans che per il nostro nutrono una fede cieca più che in Papa Francesco? L’amministrazione aveva promesso che avrebbe chiesto l’opinione dei cittadini per ogni singola scelta. Ora, però, cambia le direttive elettorali confrontandosi unicamente con la Cgil e il Consiglio comunale. Insomma, esattamente come avrebbe fatto il Pd.

Articolo pubblicato il 23 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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