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Pensioni: in Sicilia alta spesa ed erogazioni minime
di Chiara Borz├Č

Studio congiunto di Inps e Istat: emerge la visione di un’Italia divisa in macro sezioni con il solito, ricco Nord. Ad Agrigento l'importo medio è inferiore del 40% rispetto alla media nazionale

Tags: Inps, Pensione, Istat



PALERMO - Inps e Istat hanno lavorato insieme per ricostruire un nuovo quadro pensionistico del Paese. Quel che ne emerso è la visione di un’Italia divisa in macro regioni che si distinguono ognuna per le particolarità legate alla spesa esercitata per le pensioni, la somma delle pensioni erogate, quantità e tipologia di pensioni erogate.

Dalle considerazioni rese pubbliche da questo studio congiunto, emerge la consapevolezza di aver un Paese ancora inevitabilmente diviso in modo da differenziarne la ricchezza: mentre a Nord una grande quantità di pensionati riceve pensioni superiori ai 2 mila euro, a Sud accade che la maggior parte di questi riceva invece una pensione inferiore ai mille euro. Al Nord consegue una spesa pensionistica maggiore rispetto le altre zone d’Italia (30,1% nel Nord-est), ma nonostante tutto al Sud la spesa per il 2011 è stata registrata vicina al 20%.

Scopo del rapporto su cui hanno lavorato Istat e Inps è quello di restituire uno spaccato regionale dettagliato, per questo possiamo subito procedere verso l’osservazione dei dati siciliani riguardanti il sistema pensionistico.

Nel 2011 l’incidenza della spesa pensionistica nel Pil isolano è stata del 20,4%, pari ad una spesa di 17.500 mila euro. E’ questa la quarta stima d’Italia, successiva al primato della Liguria (21,25%) e ai numeri di Calabria (20,84%), Puglia (20,78%), Umbria (20,65%). Non appare quindi del tutto vero che la spesa per le pensioni sia più alta al Nord: l’unica regione che rappresenta questa macro area nella classificazione è proprio la Liguria, a cui seguono – come evidente - ben tre regioni meridionali ad esclusione dell’Umbria. Su importi medi delle pensioni e dei redditi pensionistici, la Sicilia crolla sino a posizionarsi tra le regioni con gli indici più bassi sia in relazione al Meridione che al resto d’Italia.

Nel 2011 l’importo medio dei redditi pensionistici registrati è stato di 14.416 euro, quarta stima più bassa del Paese e quarta più bassa a Sud (esclusa la Sardegna). L’importo medio delle pensioni in Sicilia è stato registrato pari a 10.138 euro, numeri ancora nettamente inferiori al resto d’Italia (pensiamo ai 13 mila euro del Lazio o i 12.500 della Lombardia), ma non del Meridione, dove Campania (10.135), Abruzzo (9.855), Calabria (9.34), Basilicata (9.280) e Molise (9.226) fanno peggio. 

L’analisi a livello provinciale evidenzia una distribuzione sostanzialmente coerente con quella descritta a livello regionale. La provincia con l’importo medio più elevato sia delle pensioni sia dei redditi pensionistici è Roma (14.245 e 20.307 euro) seguita da Milano (14.094 e 19.740 euro). All'estremo opposto troviamo Agrigento con valori medi (8.665 e 12.511 euro) inferiori di quasi il 40% rispetto a quelli rilevati a Roma. Seguono Crotone (8.767 e 12.600 euro) e Potenza (8.946 e 13.151 euro).
 

 
L’approfondimento. In Sicilia il 2% in più di giovani pensionati
 
La distribuzione dei pensionati per classe di età evidenzia nel Sud e nelle Isole una quota di “giovani pensionati” (età inferiore ai 40 anni) superiore al 5%, 2% in più che in Italia.
Un discorso a parte va a fatto a Sud anche per la maggiore erogazione di pensioni d’invalidità e assistenza. Secondo il rapporto, l’incidenza delle pensioni di invalidità nelle regioni del Sud è del 9,1%, 8,7% nelle Isole, numeri più che doppi rispetto a quelli di Nord-est (4,3%) e Nord-ovest (3,7%). Stringendo il campo alle pensioni assistenziali, Istat e Inps hanno evidenziato come l’incidenza massima sia stata fatta registrare secondo livelli provinciali a Napoli (33,8%) e Crotone (31,1%), ma anche a Siracusa (30,3%) e Palermo (30,2%) oltre che a Barletta-Andria-Trani (29,5%).

Articolo pubblicato il 26 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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