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Quotidiano di Sicilia
Catania - La differenziata non convince ma per ora dobbiamo tenercela
di Melania Tanteri

I costi dello smaltimento restano alti e il Comune ha aumentato del 10% il regime della Tares. Girlando: “Ci vorrebbe il porta a porta”. Ma l’appalto vincola fino al 2016

Tags: Catania, Rifiuti, Raccolta Differenziata, Rosario D'Agata, Tares



CATANIA - Lo smaltimento dei rifiuti costerà ai catanesi quasi il 10 per cento in più. Giovedì sera, infatti, il Consiglio comunale ha approvato la delibera dell'amministrazione relativa all'avvio del regime Tares per l'esercizio 2013 e alla determinazione del piano dei costi e delle tariffe per l'esercizio finanziario dell'anno in corso.

Sono bastati 18 voti favorevoli, tutti provenienti dai banchi della maggioranza – i rappresentanti dell'opposizione sono rimasti in aula per mantenere il numero legale ma hanno espresso voto contrario – per dare dunque il via libera alla nuova tariffa sullo smaltimento dei rifiuti, la cosiddetta Tares semplificata, che ha le medesime regole della Tarsu e che in più consente di utilizzare i crediti per il conferimento in discarica, e conseguentemente agli aumenti del 9,5 per cento, stabiliti dall'amministrazione per compensare l'aumento del costo di discarica.

Non prima però di un acceso dibattito durante il quale, in particolare i rappresentanti della minoranza, hanno chiesto di mitigare gli aumenti per le famiglie appartenenti alle fasce deboli della popolazione, così come quelle per i piccoli commercianti o gli artigiani, accusando l'amministrazione di non avere trovato somme alternative per mantenere più basse le aliquote, ad esempio scegliendo dalla pianta organica del Comune le figure, ad esempio il segretario generale, che hanno un notevole costo per l'Ente.

L'amministrazione, a sua volta, con l'assessore al Bilancio Giuseppe Girlando, che ha illustrato in aula la delibera, appellandosi al senso di responsabilità dell'aula, ha evidenziato come gli aumenti siano dovuti a fattori esterni, primo fra tutti il piano di rientro, ma soprattutto la necessità stabilita dalla normativa vigente di coprire per intero con la tassazione l'ingente costo del servizio, che per il 2013 ammonta a circa 71 milioni.

Non solo. Girlando non ha negato che il Comune di Catania sia penalizzato dal tito di contratto stipulato con il raggruppamento temporaneo di imprese Ipi – Oikos che, nel 2011, si è aggiudicato l'appalto quinquennale per lo smaltimento dei rifiuti, che non prevede un sistema efficacedi raccolta differenziata, contribuendo in questo modo a mantenere elevati i costi del servizio.
“La raccolta differenziata effettuata in modo ‘bonario’ – ha affermato Girlando - è difficilissima. Bisogna applicare il porta a porta – ha continuato – educando i cittadini a questo sistema”.

L'unica soluzione da percorrere per cercare di fare un balzo in avanti nella raccolta e cercare di diminuire i costi per i cittadini, dunque, considerato che l'appalto scade nel 2016, sarebbe quella di rescindere il contratto prima della scadenza naturale, aspetto sul quale lo stesso Girlando si è soffermato, annunciando all'aula la disponibilità da parte di Ipi e Oikos a percorrere questa strada.
“Questo non potrà avvenire, però, prima del 2015” – ha ammonito Girlando.

Da qui, la decisione da parte dell'opposizione, che ha presentato apposito ordine del giorno, riproposta poi anche dalla maggioranza con un quasi identico documento, di impegnare l'amministrazione a prevedere, a partire già dal 2014, un metodo più efficace di raccolta dei rifiuti differenziati, lavorare sin da subito al nuovo appalto e a rivedere al ribasso le aliquote, in particolare per le famiglie mononucleari, per le fasce deboli della popolazione e per i piccoli esercenti, aumentandole, in caso di necessità, nei confronti delle grandi aziende, ad esempio i centri commerciali.

Articolo pubblicato il 30 novembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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