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Precari regionali a riparare i territori
di Carlo Alberto Tregua

Cassa integrazione per esuberi

Tags: Precari, Cassa Integrazione



Il teatrino relativo ai precari è diventato nauseante. In primo luogo perché Crocetta non ha il coraggio di affrontarli sul piano etico dell’equità: vale a dire riconoscere che tutti sono entrati nella pubblica amministrazione esclusivamente per raccomandazione. Invece, sono stati esclusi e danneggiati tutti gli altri siciliani che, non avendo avuto la raccomandazione, non hanno goduto per anni e per decenni di un lavoro ben retribuito.
In secondo luogo, perché tutte le leggi vietano sia il prolungamento del rapporto di lavoro che l’assunzione degli stessi a tempo indeterminato. Nonostante ciò l’Assemblea regionale, in spregio ai siciliani disoccupati che non hanno avuto la raccomandazione, continua ad approvare ddl in favore dei raccomandati che poi il commissario dello Stato, Carmelo Aronica, impugna regolarmente.
Il comportamento è furbesco perché declina la responsabilità di dire un No facendolo scivolare sulle spalle dello stesso commissario dello Stato, che diventa così il diavolo.

Invece di percorrere la strada dell’inferno, il presidente della Regione potrebbe fare una cosa equa e sensata: utilizzare immediatamente i fondi Ue, cofinanziandoli, per la costruzione di opere pubbliche e la messa in sicurezza idrogeologica del territorio. Pubblicando i relativi bandi potrebbe inserire una clausola che consentisse alle imprese aggiudicatarie di utilizzare i precari.
Con questa manovra si creerebbero decine di migliaia di posti di lavoro ove tutti concorrerebbero ad armi pari, precari e disoccupati, in modo da fare emergere i migliori.
La questione è grave ma non può essere affrontata col solito criterio clientelare del favoritismo, secondo il quale vi sono siciliani privilegiati e siciliani di seconda serie, dimenticando l’articolo 3 della Costituzione che prescrive l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Non sembri un’ipotesi facile quella prospettata, perché per realizzarla ci vogliono adeguati attributi mentali che consentano di sfidare l’impopolarità, per affermare il principio dell’equità. In altre parole scontentare 20 mila persone che hanno goduto di vantaggi per mettere in condizione di parità oltre 100 mila disoccupati che per decenni sono stati messi fuori dalla competizione.
 
Vi è poi l’altra questione iniqua, più volte ribadita in queste colonne, che consiste nel numero eccessivo di dipendenti e dirigenti regionali e di dipendenti e dirigenti comunali che noi contribuenti siciliani non siamo più in condizione di pagare.
Si potrebbe osservare che non possono essere mandati a casa. Giusto, per cui dovrebbe essere istituita per legge una cassa integrazione sul modello di quella in atto per i dipendenti privati.
Togliere dal libro paga della Regione 10 mila dipendenti e dirigenti e trasferirli in cassa integrazione eviterebbe un aggravio nel bilancio per il quale Crocetta vuole accendere un ulteriore mutuo di un miliardo, portando l’indebitamento di Regione ed enti della Sicilia ad oltre 18 miliardi.
In questo quadro d’iniquità risulta ancora incomprensibile la resistenza dei deputati regionali ad applicare la legge Monti sulle loro remunerazioni.
Dobbiamo esprimere il nostro sostegno incondizionato al presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, che ha assunto l’impegno di applicare la legge al 1° gennaio 2014 comunque vadano le cose.

Abbiamo lanciato la campagna contro l’autonomia dei privilegi, vale a dire, come più volte spiegato con le nostre inchieste, che lo Statuto autonomo della Sicilia è stato usato più per proteggere diverse categorie di privilegiati che non per fare sviluppare il tessuto economico e sociale, partendo dalla valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici della nostra Isola.
Andare avanti in queste condizioni è veramente uno sconcio. Se invece si innesta il processo di crescita, sostenendo e facendo sviluppare il tessuto imprenditoriale di ogni settore, si comincerà a creare lavoro, dipendente ed autonomo, col processo virtuoso di aumentare il numero dei dipendenti privati, facendo diminuire quello dei dipendenti pubblici.
Se i responsabili delle istituzioni non capiscono le brevi cose enunciate, faranno un favore agli esponenti del M5S, cioè ai grilletti, che già viene dato al 25%. Auguri!

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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