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Luciana Giammanco: "Il personale, risorsa per raggiungere obiettivi"
di Raffaella Pessina

Forum con Luciana Giammanco, dirigente generale dipartimento Funzione pubblica e Personale Regione siciliana

Tags: Luciana Giammanco



Cosa ne pensa delle novità introdotte dal DDL sulla semplificazione amministrativa rispetto alla Legge regionale 5/2011 e cosa pensa del numero del personale impiegato nel suo dipartimento? Lo ritiene sufficiente?
“Limitatamente al comparto della funzione pubblica, ritengo che sia sufficiente. Certamente lavoriamo sempre con difficoltà, ma a causa della grande mole di lavoro. Come in tutte le realtà inoltre, sia nel pubblico che nel privato, vi sono persone che lavorano bene e persone che lavorano male. Nel pubblico vi sono minori strumenti di tutela per assicurarsi un'attività costante quantomeno uniforme nel lavoro, e questo già sarebbe moltissimo. Devo dire comunque che nel mio dipartimento c'è tanta gente che lavora molto bene. Normalmente la valutazione della persona del dipendente avviene alla fine dell'anno solare, ma dato che il personale viene monitorato durante l'anno mi sento di poter dire di avere visto che la maggior parte del personale ha veramente lavorato molto bene. E lo possiamo definire a buon titolo di livello egregio”.

La Regione in fatto di trasparenza è la quartultima tra le altre d’Italia. Cosa si può fare per migliorare i servizi?
“Sul settore della trasparenza della pubblica amministrazione vorrei sottolineare che se andiamo a verificare, sul sito della funzione pubblica nazionale, il barometro della trasparenza, la Sicilia si trova in prima posizione a pari merito con Valle d'Aosta, Toscana e altre realtà regionali. Abbiamo fatto un vero salto di qualità. Da quando sono stata nominata infatti ho dato un forte impulso in questa direzione. Recentemente mi sono incontrata con funzionari di alto livello della funzione pubblica nazionale ed ho avuto modo di capire che siamo veramente ben messi. Solo 5 mesi fa la Sicilia era quart'ultima in questo elenco. Ritengo che il personale sia l'unica risorsa attraverso il quale si raggiungono gli obiettivi. Un generale infatti senza esercito non ottiene nulla”.

Però è anche vero che non tutto il personale ha capito che il dipendente pubblico è al servizio del cittadino.
“Perché il concetto diventi capillare e diventi chiaro a tutti è necessaria una forte opera di sensibilizzazione. Ma questo avviene anche negli enti privati. Di recente ho partecipato ad un convegno organizzato dall'ordine degli Ingegneri nel corso del quale si è parlato della legge 231 che si occupa dell'anticorruzione per il settore privato. Quella invece per il settore pubblico è la 190. E a questo proposito voglio sottolineare che la 190 è molto più prescrittiva, sanzionatoria proprio per creare quell'opera di sensibilizzazione che ancora non c'è. È chiaro che una rivoluzione del genere non si può operare nel giro di pochi mesi, ma già abbiamo cominciato a lavorare sodo: intanto abbiamo inserito un nuovo logo per individuare il settore amministrazione trasparente. Si tratta di un disegno della Sicilia il cui contorno comprende una casa trasparente. Ed è stato fatto in analogia con il logo dell'amministrazione pubblica trasparente nazionale. Da quando mi sono insediata ho provveduto ad emanare direttive a tutti i dipartimenti per diffondere ciò che era già stato fatto prima, probabilmente con altre modalità. Inoltre il decreto legislativo 33, anche questo molto prescrittivo, individua e stabilisce i termini e le sanzioni per il mancato rispetto dei termini, ed individua anche le modalità di pubblicazione. Infatti il formato che è uguale per tutti è il formato Open data. Ho istituito anche una casella di posta elettronica per l'accesso civico, che partirà a breve, con la quale il cittadino può richiedere qualsiasi documento soggetto a pubblicazione e che magari non trova sul sito. I dati che sono stati pubblicati sono una enorme quantità, e in questa fase di transizione potrebbe non essere facile reperire ciò che si cerca. Tutto ciò che non era stato pubblicato è stato trasmesso ai dirigenti responsabili degli altri dipartimenti, con l'invio di format nei quali inserire i dati soggetti a pubblicazione”.
 
Quali sono stati i suoi interventi come Responsabile anticorruzione?
“Nel piano nazionale anticorruzione, così come nel nostro piano triennale, sono previste delle aree a rischio (4 macro aree) che sono: acquisizione del personale, acquisizione di beni e servizi, concessione di benefici economici (contributi e sussidi) e concessione di benefici che non comportano benefici economici. Ad esempio se io ottengo l'autorizzazione ad aprire un panificio è chiaro che da ciò ne trarrò un beneficio. Lo Stato centrale ha provveduto a predisporre il suo piano anticorruzione, che è molto schematico e individua quali sono le aree di intervento. Ma non individua il livello di rischio, le misure da adottare e le conseguenti sanzioni. Questo lo prevederanno i piani triennali anticorruzione dei singoli dipartimenti (nazionali). Noi però stiamo predisponendo un piano siciliano anticorruzione, perchè in virtù della specialità del nostro statuto abbiamo competenze quasi pari a quelle che ha lo Stato. Quindi all'interno del piano dovremo predisporre tutte le linee di intervento che ogni singolo dirigente dovrà applicare. Attendiamo anche linee guida per la tutela del dipendente. Proprio perchè è l'attività che è permeabile, le persone invece sono tutte potenzialmente perfette. Ecco perchè vi sarà bisogno di formazione per i dirigenti. Del primo corso ne ho già parlato (vedi articolo in basso, ndr). Il secondo modulo sarà la formazione dei dirigenti responsabili delle aree a rischio che saranno individuate, previsto per marzo 2014, e il terzo modulo con questi dirigenti responsabili e con altro personale che poi, a loro volta in affiancamento, diffonderanno la formazione che hanno avuto in Aula”.
 
Ma quale è il segreto per arrivare alla vera trasparenza?
“La cosa importante è che tutto ciò che viene pubblicato viene fatto con lo stesso formato. Invece tutto ciò che era già stato pubblicato, via via gradualmente verrà modificato nel formato per uniformarsi ai dati di nuova pubblicazione. Infatti credo fermamente che la vera trasparenza stia nell'uniformità dell'informazione. Questo si scontra in fase di prima applicazione con la necessità che i dati ci siano”.

Come si intende operare per raggiungere l’obiettivo?
“Ciò che si prevede di fare nel corso dell'anno prossimo è di riportare tutti i dati dei singoli siti dei dipartimenti nell'unica sezione “amministrazione trasparenza”. Mentre nei siti dei dipartimenti, piuttosto che le informazioni, vi dovrà essere il logo che riporta al sito della trasparenza, unico in tutta la regione siciliana. Su questo percorso la Regione siciliana si trova in avanti rispetto alle altre regioni. Il primo passo è stato quello del presidente Crocetta che ha nominato subito i responsabili. Vi sono alcune regioni d'Italia che ancora non hanno provveduto a questa incombenza. Tra i compiti del responsabile vi è quello della redazione del piano triennale della prevenzione della corruzione, all'interno del quale obbligatoriamente sono contenuti il piano della trasparenza e dell'integrità, il codice di comportamento e il piano della formazione obbligatoria.
Siamo così avanti che abbiamo già un programma per la formazione realizzato con lo Snam, la scuola nazionale dell'amministrazione, che abbiamo già provveduto ad inviare ai dirigenti generali. Abbiamo approntato un piano di formazione diviso in tre sezioni: la prima partirà nella prima settimana di dicembre ed avrà un modulo di 70 ore circa, specifico per il responsabile della prevenzione alla corruzione; ed i suoi referenti che, su mia proposta, il presidente della Regione ha nominato nella persona dei dirigenti generali”.

Articolo pubblicato il 04 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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