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Messina - Il campo dimenticato da 10 anni e il potenziale gestore "snobbato"
di Lina Bruno

Una risorsa sprecata per la periferia messinese e una società, il Csi, disponibile a occuparsene. A Ritiro una struttura sportiva su terreno demaniale: mai resi possibili i lavori

Tags: Messina



MESSINA - Un campetto di calcio, una risorsa per la periferia di qualsiasi città, da 10 anni abbandonato. La struttura, intitolata a Papa Giovanni XXIII, si trova a Ritiro, in via Palermo, tra il viale Giostra, con a pochi metri gli inequivocabili segni di un risanamento incompiuto e i piloni con la sovrastante arteria autostradale. Qui se i bambini vogliono farsi una partita al pallone, si organizzano in mezzo alla strada oppure, azzardano e si intrufolano in quel campetto che cade a pezzi.
 
Una volta era una struttura attrezzata, con tanto di spogliatoi, panchine e spazio per gli spettatori. Santi Smedile, vice presidente del Csi Messina e che di mestiere fa il poliziotto, lo ha ben vivo tra i ricordi della sua infanzia, quando era il punto di riferimento di tanti bambini della zona che si incontravano lì per una partita.
 
Per lungo tempo il Centro sportivo ha utilizzato la struttura per le sue attività decidendo anche di predisporre dei progetti, per i quali si spesero circa 10 mila euro, che dovevano migliorarne la fruizione: ma quando tutto era pronto per avviare i lavori è arrivata, quasi ad hoc, la denuncia di un’irregolarità, mai emersa prima: l’area è del Demanio e il Csi non ha alcuna autorizzazione ad utilizzare la struttura tanto meno può eseguire dei lavori senza il nulla osta del legittimo proprietario.
 
Il Centro Sportivo si è quindi attivato subito per regolarizzare la sua posizione con il Demanio, facendo richiesta e presentando tutta la documentazione ma sembra che tutto sia stato inghiottito dalle sabbie mobili della burocrazia. Intanto l’Agenzia del Demanio a Messina ha chiuso i suoi uffici creando non pochi disservizi e la procedura è passata alla sede centrale di Palermo. Intanto altri Enti hanno fatto richiesta per avere in gestione la struttura e il Demanio continua a tergiversare rinviando ogni decisione malgrado le rassicurazioni date al Csi sull’invio di un geometra per il sopralluogo.

“Avere quella struttura per il Centro Sportivo è importante - dice Smedile - ma lo è anche per il territorio; siamo disponibili infatti a stipulare convenzioni con il Comune che recupererebbe uno spazio di aggregazione senza spendere nulla. Per il Csi significherebbe poter contare costantemente su un sito che gestiamo direttamente invece di dipendere da quelli che le altre società affiliate , circa 40, ci mettono a disposizione”.
 


Rieducazione per i minorenni detenuti

MESSINA - Smedile, con il Centro sportivo, fa da tutor ai giovani del circuito penale grazie al Protocollo d’Intesa stipulato dal 1997 con l’Ussm, Ufficio servizio sociale per i minorenni. I ragazzi che scontano pene alternative o usufruiscono dell’art. 28 del DPR 448/88 (sospensione del processo e messa alla prova), affidati alle famiglie o alle comunità, intraprendono un percorso educativo. “Non tutte le società sportive sono disponibili ad inserire minori con storie di devianza a volte pesanti, ed a farsi carico di tutte le responsabilità che questo comporta - dice Smedile -. Io non ho mai avuto problemi con i ragazzi di cui mi sono occupato, neanche con i più difficili”. E il fatto di essere un poliziotto ha mai creato diffidenze? “C’è un rapporto di stima che si instaura che va oltre il mio lavoro e la loro condizione nel circuito penale”. Si riesce a recuperarli? “Se inseriti nel circuito rieducativo all’inizio, magari al primo reato; diventa complicato con quei ragazzi- che hanno cronicizzato un certo stile di vita e che una volta scontata la pena non trovano alternative”.

Articolo pubblicato il 05 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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