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Concessioni edilizie, tempi da gravidanza in Sicilia
di Marina Pupella

Analisi del Formez Pa sui dati dei Comuni siciliani del 2011: occorrono 270 giorni per ricevere i permessi di costruzione. Tempi record e alti costi amministrativi. L’assessore Valenti: “Ddl Semplificazione già all’Ars”

Tags: Edilizia



PALERMO - Duecentosettanta giorni. Tanto devono aspettare i cittadini e le imprese dell’Isola per ottenere il rilascio di una concessione edilizia nel settore residenziale, contro una media stimata in 223 giorni – che non è comunque poco- delle altre tre regioni Obiettivo Convergenza: Calabria, Campania, Puglia.
 
Si abbassa ulteriormente a 175 giorni nelle rimanenti regioni d’Italia. Si deve attendere meno, invece, nel settore edilizia non residenziale dove invece passano 239 giorni, ma rimane sempre la più alta a fronte dei 234 delle quattro regioni e dei 159 della media nazionale. è l’analisi impietosa condotta nel 2012 da Formez PA sui dati forniti dai Comuni per il 2011, nell’ambito del progetto PON GAS “Misurazione e riduzione degli oneri amministrativi e dei tempi, semplificazione amministrativa e reingegnerizzazione dei processi di servizio”, su iniziativa dell’ “Ufficio per la semplificazione” del dipartimento della Funzione pubblica e del Tavolo istituzionale fra Governo, Regioni ed Enti locali per l’attuazione del decreto “Semplifica Italia”.

Lo studio è stato presentato ieri a Palermo, presso la sede dell’Ance Sicilia, alla presenza dell’assessore regionale alla Funzione, Patrizia Valenti, del direttore di Formez Pa, Marco Villani e del presidente regionale degli edili di Confindustria, Salvo Ferlito. I costi amministrativi in Sicilia ammontano a 101 milioni di euro l’anno (22,6 milioni nel settore non residenziale e 78,3 milioni in quello residenziale) per il rilascio di appena 51.793 titoli edilizi (7.905 non residenziali e 43.888 residenziali), a fronte di 269,5 milioni spesi in totale nelle quattro Regioni per ottenere 193.804 titoli. In sostanza, rispetto all’area dell’Obiettivo Convergenza, in Sicilia si spende quasi un terzo del totale delle quattro Regioni per ottenere quasi un quarto delle concessioni rilasciate. Necessa est, dunque, semplificare le procedure per le autorizzazioni. Per Villani, in Italia da meno di un anno ciò sia è tradotto in una realtà legislativa. Nel Paese i costi amministrativi totali per concessioni edili ammontano a 4,4 miliardi di euro.
Grazie a vari interventi, fra  quali i cosiddetti “Decreto del fare” e “Decreto semplifica Italia”, sono già state adottate sei misure che il Formez PA stima possano fare risparmiare a imprese e cittadini circa 735 milioni l’anno.

E in Sicilia, cosa può fare la Regione per ridurre i tempi e soprattutto i costi di una burocrazia sempre più asfissiante? “Stiamo dando da un lato, un’accelerazione a tutto quello che prevedeva la legge 5/2011, che- spiega l’assessore Valenti- si riferisce alla creazione dei nuclei ispettivi per la verifica dei tempi dei procedimenti amministrativi, dall’altro lato stiamo adottando misure di controllo più stringenti. Ma sopra tutto abbiamo approvato in Giunta un ddl sulla semplificazione, che è stato già trasmesso all’Ars e recepisce i decreti del Fare e del Semplifica Italia, dando maggiore importanza al silenzio assenso, maggiore valenza al rispetto dei tempi previsti sulle procedure amministrative. In più è stato introdotto l’equo indennizzo, la sanzione pecuniaria per dirigenti e funzionari che sforano i termini previsti per legge, trattenendo fino ad un massimo di 2 mila euro in busta paga”.

Ma intanto Ferlito accusa: “Quanto ai tempi e alle procedure, da 12 anni sollecitiamo all’Ars il mero recepimento del Testo unico nazionale in materia edilizia, che risale al 2001. Siamo convinti che la collaborazione avviata di recente con Regione, Formez, Università e Anci produrrà risultati concreti per recuperare il tempo perduto”.

Articolo pubblicato il 06 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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