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Quotidiano di Sicilia

Messina - I mosaici lasciati tra la cenere nel centro storico di Taormina
di Massimo Mobilia

A un mese dallo stanziamento di 24 mila € per gli interventi, erbacce e rifiuti restano immobili. Incuria e danni irreparabili, senza contare l’occasione persa sul piano turistico

Tags: Messina, Taormina



TAORMINA (ME) - Tesori abbandonati divenuti simbolo di un degrado archeologico che ancora regna nella capitale del turismo siciliano. Stiamo parlando di splendidi mosaici di epoca romana-imperiale presenti nel centro storico di Taormina che da tanti anni sono chiusi, inaccessibili ai turisti e soggetti ad un gravissima usura causata da agenti atmosferici e da “fattori umani”. Le aree in questione, presenti in Piazza Carmine e in Salita Santippo, rappresentano due angoli di storia millenaria della città del Centauro ma anche una vergogna tutta siciliana per lo stato in cui versano e in cui continuano ad essere trattati. Ci eravamo già occupati del problema da queste colonne negli anni scorsi, ma nonostante la nostra e le ripetute denunce degli operatori turistici nulla è cambiato.

E non si è ancora mossa una foglia nonostante siano intervenuti di recente i funzionari regionali che (improvvisamente) sembrano essersi accorti del problema, relazionando sullo stato dei luoghi ed invitando gli enti competenti ad intervenire al più presto.

In una nota dello scorso 8 ottobre, il direttore del Parco archeologico di Naxos (da cui dipende anche la cura dei beni archeologici taorminesi), Maria Costanza Lentini, a seguito di un sopralluogo nella zona dei mosaici, aveva esposto chiaramente il problema al sindaco, Eligio Giardina - che gestisce la delega ai Beni culturali - e all'assessore all'Arredo urbano e Verde pubblico, Pina Raneri, denunciando “incuria e danni irreparabili che compromettono la conservazione stessa dei mosaici”.

Di conseguenza, la stessa Lentini aveva esortato l'amministrazione a disporre i mezzi per un immediato intervento di restauro. A tal proposito dall'ente Parco era arrivata la proposta di incaricare una ditta di Roma, la Cooperativa Kavaklik, che già si occupa della manutenzione dei mosaici presenti al Teatro Antico, proprio per poter restaurare anche questi siti abbandonati e dotarli di opportuna segnaletica che oggi è inesistente. La risposta del Comune, in realtà, non si è fatta attendere e con la delibera di Giunta n. 68 del 31 ottobre, su proposta dell'assessore Raneri, è stato deciso di assegnare la somma di 24.510 euro al dirigente della Funzione Ambiente, Protezione civile e Arredo urbano, Giovanni Coco, per porre rimedio a quanto segnalato dal Parco archeologico e provvedere finalmente al restauro conservativo dei mosaici.

Peccato però che a distanza di oltre un mese dallo stanziamento nei pressi delle zone interessate non sia ancora intervenuto nessuno, neanche per ripulirli dalle erbacce, dalla cenere lavica e dai rifiuti che li rendono ancora più “caratteristici” agli occhi del turista, così come i cattivi odori che emanano per via di alcuni incivili che li scambiano per latrine pubbliche. Insomma una triste storia. La cooperativa romana è disponibile ad un pronto intervento per la disinfestazione, la pulitura meccanica, la rimozione delle vecchie stuccature e il loro rifacimento, per passare poi alla fase protettiva con la tecnica dell'impacco, il risarcimento della malta e gli interventi finali di protezione. Taormina potrebbe farsi un bel regalo di Natale, ridando vita a questi musei, se solo si passasse dall'immobilismo ai fatti.

Articolo pubblicato il 11 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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