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Palermo - Il Piano del Comune per la Gesip: elaborata la strategia per il 2014
di Gaspare Ingargiola

Mobilità verso altre partecipate, incentivi all’esodo, prepensionamenti, fuoriuscita dal settore pubblico. Quattro opzioni per i 1.740 operai in cassa integrazione fino al 31 dicembre

Tags: Lavoro, Precari, Gesip, Palermo, Enrico Giovannini



PALERMO – Mobilità orizzontale verso le altre partecipate (che dovranno anch’esse sottoporsi a una sostanziosa “cura dimagrante” tramite prepensionamenti), incentivi all’esodo, prepensionamenti con indennità Aspi e la fuoriuscita dal settore pubblico o tramite sostegno all’apertura di un’attività autonoma o tramite riqualificazione professionale con l’obiettivo di ottenere un posto di lavoro in una ditta privata. Sono questi i quattro percorsi che il Comune di Palermo ha elaborato, e già presentato al ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, per tirar fuori i 1.740 operai Gesip dallo status di cassaintegrati, in scadenza il prossimo 31 dicembre.

Quella intrapresa da piazza Pretoria è una strada quasi obbligata: nel bilancio previsionale 2013 (come pure in quello triennale 2013/2015) non sono previste somme sufficienti a sostenere il protocollo d’intesa siglato ad aprile, che prevede che sia Palazzo delle Aquile ad accollarsi un buon 60% dei 978 euro mensili di cassa integrazione in deroga finora percepiti dai lavoratori per attività di pubblica utilità. Il restante 40%, inclusi assegni familiari e contributi previdenziali, era finanziato dalla Regione tramite i fondi statali per gli ammortizzatori sociali. Ma ora non sarà più così: nelle casse comunali ci sono 20 milioni di euro per il 2014 e altrettanti per il 2015, peraltro suddivisi in due tranche: 12 milioni (6 e 6 nei due anni) per gli esodi incentivati, 28 (14 e 14) per la cassa integrazione. L’interpretazione di una simile scelta dell’amministrazione Orlando è pacifica: fondi per sostenere il piano di aprile non ce ne sono più (o non se ne vogliono mettere più). Ecco spiegata la exit strategy predisposta per la partecipata in liquidazione, che ha già ricevuto una prima “valutazione positiva” da Giovannini.

Il Piano verrà ora sottoposto all’attenzione e all’approvazione, oltre che del ministro, di Italia Lavoro, Inps e Regione Siciliana. Secondo la bozza di protocollo, i dipendenti destinati alla mobilità orizzontale sono 950, con la seguente road map: definizione dei servizi carenti di personale entro il 28 febbraio 2014, avvio dei prepensionamenti nelle altre municipalizzate entro il 31 marzo 2014, trasferimenti entro il 31 dicembre 2016. Costo complessivo: 10,7 milioni divisi fra Ministero, Regione e Comune per finanziare sei mesi di ammortizzatori sociali a testa a 1.878 euro mensili, mentre Palazzo d’Orleans verserà 800 mila euro per formare i lavoratori ai nuovi compiti aziendali.

I prepensionamenti coinvolgeranno 230 lavoratori fino al 31 dicembre 2017 con la seguente road map: 2,5 milioni di euro dai tre enti (Ministero, Regione, Comune) per sei mesi di ammortizzatori sociali (sempre 1878 euro mensili a lavoratore), poi per tutti scatterà l’indennità Aspi.

Per 210 dipendenti è prevista la ricollocazione nel settore privato, il cosiddetto “outplacement”, con la seguente road map: entro il 31 gennaio 2014 si farà un censimento dei lavoratori classificandone le competenze. Entro il 30 giugno 2014 verrà avviato l’outplacement vero e proprio: tutor e formatori pagati dalla Regione garantiranno l’aggiornamento professionale e specialistico dei lavoratori partendo dalle competenze di ognuno. I tre enti verseranno 2,3 milioni di euro per sei mesi di ammortizzatore sociale (ancora 1.878 euro), la Regione ne stanzierà altri 420 mila per il tutoraggio.

L’ultimo percorso, che riguarda 350 lavoratori, è l’incentivo all’esodo: se i tempi lo consentiranno, già entro la fine dell’anno sarà pubblicato un bando per accedere a un incentivo da 15 mila euro a testa. Prima dell’esodo i tre enti garantiranno i soliti sei mesi di ammortizzatori sociali a 1.878 euro a dipendente, poi sarà piazza Pretoria a scucire i 5,2 milioni necessari per gli incentivi.
Il Piano sarà gestito e coordinato da una cabina di regia composta da un rappresentante di ministero, Regione e Comune e da un’unità tecnica di Italia Lavoro.

Articolo pubblicato il 11 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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