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Quotidiano di Sicilia

Sicilia, mentre l’Aids avanza prevenzione e controlli arretrano
di Serena Giovanna Grasso

Nell’Isola solo il 25% dei ragazzi si è sottoposto al test dell’Hiv, contro il 36% del Nord. In tutta Italia si sono registrati ben 3.800 casi di contagio nel solo 2012

Tags: Hiv, Aids, Lila



PALERMO - Dieci nuovi casi di contagio al giorno, 140.000 sieropositivi in Italia e 3.800 nuovi casi rilevati solo nel 2012: questi sono i numeri che fanno rima con sindrome da immunodeficienza, nota molto più comunemente con l’acronimo di Aids. Questi sono i dati che affiorano dalla ricerca Doxa realizzata per Cesvi e resa nota lo scorso primo dicembre in occasione della giornata mondiale per la lotta all’Aids.

Come se i numeri finora elencati non fossero sufficienti per gridare l’allarme, possiamo aggiungere che sono in netta crescita i casi di contagio tra i giovani (+36,1%) e si innalza esponenzialmente anche il numero di donne affette dalla patologia.
Mentre prima si trattava quasi di un primato maschile, oggi è il gentilsesso a sfiorare questo indesiderato record, stabilendo quasi la parità tra i due generi. La causa principale che rende possibile l’attuazione di tale pandemia è da ricercare nei rapporti sessuali non protetti (oltre l’80%).

Quel che è ben più grave è la mancanza di informazione che regna soprattutto tra i giovani. Ben 4 giovani su 5 considerano l’Hiv una malattia esclusivamente africana e si credono immuni dalla contrazione, considerando il morbo alla stregua della peste nera ormai definitivamente sconfitta. Addirittura un giovane su cinque non ha mai sentito parlare dell’esistenza di tale malattia, nè a scuola nè tanto meno su internet o dai media.

Dunque, a causa della cattiva o totale assenza di informazione, solo il 35% dei ragazzi si avvale dell’uso del preservativo sia nei rapporti sessuali occasionali che nelle relazioni stabili. Ebbene sì, è degno e meritevole effettuare tale specifica poichè cresce anche il numero di contagi tra chi intrattiene delle relazioni stabili e i soggetti più colpiti all’interno di questa categoria risultano essere le donne.

Ancor più preoccupante appare il considerevole numero di giovani che non si sottopongono al test dell’Hiv: infatti, a livello nazionale solo un ragazzo fra i 16 e i 20 su cinque si è sottoposto a questo tipo di verifica. Addentrandoci nel particolare, possiamo rilevare come le buone abitudini in tema di controlli preventivi si registrino al Nord Ovest con punte del 36% di individui che hanno effettuato il test sull’Aids. Al contrario, il Sud e le Isole dimostrano ancora una volta la propria arretratezza dal momento che ben tre giovani su quattro non si sono sottoposti a questa forma di analisi. Ciò che è più sconcertante è che la mancanza di informazione sulla malattia e non sapere di essere dei portatori non fa altro che diffondere sempre di più la sindrome, ignorando di poter contagiare altre centinaia, milioni o miliardi di persone.

Inoltre, bisogna aggiungere che l’accessibilità al test è sempre più difficile al diminuire dell’età e ancora peggio la sottoposizione alle terapie nel caso di idoneità. Dunque, sono gli adolescenti gli individui maggiormente colpiti in tal senso. A causa della scarsa attenzione e disinteresse sul controllo del nostro stato di salute, molto spesso accade che si viene a conoscenza della positività alla malattia solo nello stadio avanzato grazie al verificarsi dei primi sintomi.

Lo sviluppo scientifico ha reso possibile il monitoraggio della malattia, ma ciò è possibile solo nei casi in cui questa viene diagnosticata precocemente, permettendo al malato di svolgere una vita quanto più normale possibile.

Inoltre, in Italia è in aumento il tasso di mortalità tra i malati di Aids a causa della tardiva scoperta della malattia. Addirittura lo Stivale ha tassi di mortalità superiori ad altri Paesi europei come Francia e Germania che però contano un numero nettamente maggiore di ammalati. Sempre per quel che riguarda l’anno di riferimento della ricerca, si è nettamente ridotto il numero di contagi causati dallo scambio di siringhe infette, quindi collegato al mondo della tossicodipendenza.

Infine, quel che ci si propone è di superare il limite dell’intolleranza e della discriminazione. Troppo spesso, soprattutto in questo periodo conseguente alla giornata mondiale dell’Aids, abbiamo sentito parlare di storie di uomini e donne che hanno visto la propria esclusione dall’ambiente lavorativo e sociale perché malati. Questa è un’altra conseguenza della cattiva informazione: infatti, è impossibile essere contagiati in conseguenza all’esclusivo scambio di oggetti. Le cause effettive del contagio sono da ricercare nei rapporti sessuali non protetti, nello scambio di sangue infetto e nel latte materno. Quindi le parole d’ordine devono essere informazione e prevenzione.
 


Le iniziative di Lila. Distribuzione gratuita dei test e assistenza alle donne

Numerosissime sono le iniziative organizzate da Lila, l’associazione nota per la lotta all’Aids. Si è recentemente conclusa lo scorso 8 dicembre la campagna di donazione “Progetto donna – prevenzione al femminile” rivolta al sostegno delle donne italiane e straniere. Grazie ai fondi raccolti verranno create delle apposite linee telefoniche e sportelli di ascolto nelle sedi locali. Inoltre, verrà incentivata la produzione e diffusione di materiali informativi che rendano possibile una maggiore sensibilizzazione. Significativo risulta essere anche il contributo donato dall’associazione a livello regionale. Infatti, Lila si è impegnata nella distribuzione dei test di controllo salivare al fine di abbassare il numero di “late presenters”, ovvero tutti quegli individui che si accorgono di essere ammalati solo dopo il manifestarsi dei sintomi. Tre sono state le sedi interessate da quest’ultima iniziativa: Milano, Trento e Catania per la Sicilia.
Infine, non è da sottovalutare l’impegno di Lila nella lotta alla discriminazione soprattutto nel mondo lavorativo. Lavorare è un diritto di tutti a prescindere dalla professione esercitata. Lo stesso slogan della campagna antidiscriminazione recita così: “Che Clark Kent e Mary Poppins, Braccio di Ferro e nonna Papera, Candy Candy e Super Mario abbiano l’Hiv nulla toglie ai personaggi. E neppure alle persone”.

Articolo pubblicato il 12 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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