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Sicilia, un bambino su 5 è povero. Le cause: crisi e tagli dei servizi
di Liliana Rosano

Save the children: sono 175 mila i bimbi siciliani che vivono in una situazione di indigenza assoluta. Nell’Isola si è ridotta la percentuale di infanti presi in carico dagli asili pubblici

Tags: Save The Children, Povertà



PALERMO - Quest’anno a Natale non possiamo non pensare a loro. Ai circa 175 mila bambini che in Sicilia vivono in situazione di povertà assoluta. Sono preoccupanti i dati dell’ultimo rapporto di Save the Children “L’Italia SottoSopra”, il quarto Atlante dell’infanzia (a rischio) in Italia.

Il dato siciliano è quello con la percentuale più alta, in crescita del 3% rispetto allo scorso anno: un bambino su cinque è povero e rappresenta il 19 per cento della popolazione. Un dato che si allinea con quello del Sud, dove alla Sicilia seguono la Puglia che registra una percentuale del 15,5 per cento, Calabria (12,9 per cento) e Campania (11,7%).

Anche nelle regioni del Nord dove il campione è ampio e il dato ragionevolmente attendibile, il fenomeno supera i livelli di guardia: la Lombardia registra il secondo peggior risultato in termini assoluti con ben 150 mila minori in povertà assoluta (il 9% di incidenza sulla popolazione di riferimento), in Piemonte si stima siano 60 mila (l’8,1%).

La provincia di Palermo è in testa con 1 famiglia su 316 sfrattata per morosità; oltre 523.000 i minori che vivono in comuni in default o sull’orlo del fallimento. Le cause di questo disagio non possono essere riconducibili solamente alla crisi economica che colpisce le famiglie.

In Sicilia, la condizione di svantaggio sempre più spesso va di pari passo con una contrazione dei servizi socio-educativi e socio-sanitari: per esempio è diminuita la percentuale di bambini presi in carico dagli asili pubblici (-0,2%), per un totale del 5,3%, e una contrazione riguarda anche il numero di consultori, ridottisi di 8 unità. Con le risorse economiche che mancano nei portafogli delle famiglie, di conseguenza tutto diventa difficile e tutto comincia a diminuire. Come il cibo di qualità.

Il rapporto denuncia come in Sicilia, il 24% di ragazzini di 8/9 anni è in sovrappeso e il 13,4% in condizioni di obesità: il cibo buono costa e il 71% delle famiglie con minori ha tagliato la quantità e qualità per almeno un bene alimentare, 163 euro al mese il taglio dei consumi non alimentari. Inoltre, tra il 2007 e il 2012 in Sicilia la spesa media mensile non alimentare dei nuclei con bambini si è ridotta di 163 euro al mese.

Per quanto riguarda la spesa alimentare, nel 2012 il 71% di famiglie con figli in Sicilia ha ridotto la qualità e la quantità della spesa per almeno un genere alimentare. Povertà che si traduce spesso in disagio sociale.
Alla Sicilia, va anche la maglia nera di dispersione scolastica. Le statistiche parlano di una percentuale pari al 25% dei minori che abbandonano prematuramente la scuola, la percentuale più alta dello Stivale insieme a quella della Sardegna.

Volendo rendere la nozione di povertà assoluta in termini monetari, una coppia con bambino che ha un’età compresa da 0 a 3 anni, ne fa parte se può spendere mensilmente una quota pari o inferiore a 1.252 euro, qualora risieda in un’area metropolitana del Nord e 880 euro se risiede in un piccolo comune del Sud.

Una coppia con due minori adolescenti rientra nella definizione “povero assoluto” con una spesa mensile di 1.312 euro in una metropoli del Sud e di 1.455 euro in un piccolo comune del Centro. Una famiglia monoparentale con un adolescente di un’area metropolitana del Nord è considerata assolutamente povera se il suo livello di spesa è inferiore a 1.126 euro; una coppia con tre minori di un’area metropolitana del Sud si ritrova dalla stessa parte della barricata con 1.460 euro.

Chi vive invece in una “condizione accettabile”, secondo il rapporto significa che ha accesso a una casa riscaldata, pasti decenti che rispecchiano gli standard nutrizionali e un minimo di accesso alla vita sociale.
Cose normali ma che per molti rappresentano un lusso irraggiungibile.

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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