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Spending review all’Ars, ma con i ritocchi
di Raffaella Pessina

Bisogna provvedere entro fine anno all’approvazione dei documenti finanziari. L’ira grillina sull’assegno di solidarietà ai deputati condannati

Tags: Ars, Spending Review, Giovanni Ardizzone



PALERMO - I lavori dell'Assemblea regionale siciliana riprenderanno lunedì della prossima settimana per incardinare i documenti finanziari che dovranno essere approvati entro la fine dell'anno. Il presidente Ardizzone ha deciso che l'Assemblea lavorerà anche tra Natale e Capodanno. Momenti di tensione invece a Sala D'Ercole mercoledì scorso in occasione del voto finale sulla legge della spending review della politica.  Il gruppo dei grillini è uscito dall'Aula in forma di dissenso.
 
Francesco Cappello (M5S) nel corso delle dichiarazioni di voto ha detto “Prendetevi questi trenta denari e sancite così il tradimento operato verso i siciliani”. Il capogruppo grillino, Giancarlo Cancelleri, si è lamentato perché il disegno di legge ha escluso gli emendamenti che vietano il trattamento pensionistico e l'assegno di solidarietà ai deputati condannati per mafia e reati gravi.

Il ddl ha incassato 57 voti su 58 deputati presenti in Aula (ha votato contro Giovanni Greco del Pds). Soddisfatto Antonello Cracolici (Pd):  “Stiamo facendo una buona legge, è giusto che le indennità dei deputati regionali siano né più né meno di quello di qualunque altro consigliere regionale, mi auguro che duri cinquant'anni”.
 
La legge, lo ricordiamo, stabilisce il tetto massimo per lo stipendio dei parlamentari a 11.100 euro lordi, che l'indennità e la diaria spettante ai deputati subirà la variazione dell'indice Istat del costo della vita. Il parlamento individuerà le cariche interne a cui spetterà un indennità di funzione nei limiti di 2.700 euro lordi mensili.
 
Al presidente della Regione e a quello dell'Ars spetterà un'indennità mensile lorda equivalente. Confermato l'aggancio al Senato. Ai parlamentari regionali nominati assessori è attribuita un indennità aggiuntiva per la carica di assessore pari all'indennità di funzione che spetta al presidente di commissione legislativa permanente dell'Ars.
Agli assessori regionali che non siano deputati spetta un trattamento economico omni comprensivo di 11.100 euro lordi.
 
Fissato il tetto massimo del  contributo ai gruppi parlamentari  (somma tra cinquemila euro moltiplicato per il numero dei deputati regionali e l'importo di 0,05 euro moltiplicato per il numero della popolazione residente nella Regione rilevata dall'ultimo censimento ufficiale). Esclusa la contribuzione in favore di partiti o movimenti politici. Definito l'allineamento a quanto stabilito in conferenza Stato-Regioni per quanto concerne le spese dei gruppi parlamentari che da 2400 mensili passano a 700 mensili per deputato. Regione e Ars adotteranno le disposizioni stabilite a partire dai rendiconti dell'esercizio finanziario 2013. Ma viene reintrodotto l'assegno di solidarietà in favore dei deputati regionali: a fine mandato i parlamentari percepiscono un assegno pari a un dodicesimo dell'indennità lorda per ogni anno di mandato che corrisponde a poco più di seimila euro l'anno. 
 
Molti i parlamentari che hanno difeso la “categoria”: Come Giorgio Assenza (ex Pdl): “Cerchiamo di acquistare la dignità del nostro ruolo, ne va del popolo siciliano”. Per Santi Formica (lista Musumeci), Bernardette Grasso e Toto Cordaro (Grande Sud-Pid) “il Parlamento deve riprendere la sua dignità violata dai condizionamenti degli organi di stampa sull'opinione pubblica”.  Diverso il parere di  Giuseppe Picciolo, capogruppo (Drs): “queste istituzioni ci sono state affidate integre dai nostri padri e abbiamo il dovere morale di consegnarle tali ai nostri figli, questa norma ci vede favorevoli, è un ulteriore sforzo della volontà parlamentare di adeguarsi ai tempi”.

Favorevole alla legge il capogruppo di Ncd Nino D'Asero: “Stiamo indubbiamente facendo un buon lavoro e ringrazio tutto il parlamento per l'impegno e il senso di responsabilità che sta mettendo nel tracciare un percorso che porti all'abbattimento degli sprechi, alla riduzione della spesa della politica ma che lascia integro il capitolo reale delle spese per la democrazia”. L'Aula nella stessa serata ha anche approvato all'unanimità, con 52 voti favorevoli, i disegni di legge sulla riforma dell'Irfis e dei Confidi, mentre si è arenato il ddl sulle case da gioco in  Sicilia. Il motivo del contendere è se indicare o meno nella legge voto le città in cui aprire i casinò.

La discussione riprenderà così lunedì prossimo, e verrà discusso anche il ddl sull'amianto presentato dal deputato del gruppo Misto Pippo Gianni. Non riuscirà invece ad essere messo all'ordine del giorno dell'Aula il ddl sulla ripubblicizzazione delle acque in Sicilia. Nel corso di una audizione tenutasi in commissione Territorio e ambiente infatti  con  il presidente di Siciliacque Antonio Tito, e l'esperto di gestione di risorse idrografiche Riccardo Petrella si sono verificate accese discussioni tra lo stesso Tito e Giovanni Panepinto del Pd promotore di uno dei ddl sulla ripubblicizzazione dell'acqua.

Articolo pubblicato il 20 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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