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Palermo - Zen: da area degradata a quartiere da vivere
di Redazione

C’è chi pensa ad abbattere tutto e ricostruire, ma ruspe e mezzi di demolizione potrebbero non essere necessari • Il Comune dovrebbe individuare i privati disposti a investire nella zona, magari assicurando agevolazioni sui tributi locali quali occupazione del suolo pubblico e smaltimento dei rifiuti • I cittadini attendono risposte concrete da un’amministrazione che entra nella fase forse più delicata del proprio mandato

Tags: Palermo, Zen



PALERMO – Nel corso della recente discussione sul nuovo Piano regolatore generale della città il vice presidente vicario del Consiglio comunale, Nadia Spallitta, ha lanciato una provocazione (riproponendo quanto già detto in passato dal noto architetto Massimiliano Fuksas) sul futuro dello Zen, il popoloso quartiere popolare situato nel cuore di Palermo: “Abbattiamolo e ricostruiamolo”.
Una soluzione drastica che secondo la Spallitta risolverebbe i problemi di una zona del capoluogo da troppo tempo abbandonata al proprio destino, afflitta da un evidente degrado architettonico e da una microcriminalità che nel corso degli anni ha assunto contorni sempre più preoccupanti.

Prima di inviare ruspe e mezzi di demolizione vari per farli marciare sullo Zen, il Comune potrebbe però pensare a un serio progetto di recupero e valorizzazione. Impossibile, viste le attuali condizioni finanziarie degli Enti locali italiani, che questo possa avvenire soltanto con fondi pubblici. Pertanto Palazzo delle Aquile dovrebbe trovare il fondamentale aiuto di soggetti privati disposti a investire in tale progetto.
Lo spunto potrebbe essere dato da quanto già è presente nel quartiere: lo scorso anno, infatti, lì è sorto un grande centro commerciale che ogni giorno conduce in quella parte della città moltissime persone. E proprio sull’aiuto di aziende, commercianti e artigiani il Comune potrebbe far leva al fine di far rivivere finalmente lo Zen.
Nuovi imprenditori, per esempio, potrebbero essere invogliati ad acquistare e riqualificare le botteghe della zona se Palazzo delle Aquile offrisse loro agevolazioni per quanto riguarda i tributi locali (dall’occupazione del suolo pubblico al costo del servizio per lo smaltimento dei rifiuti).
Il cambiamento sarebbe epocale: da area degradata a zona commerciale, ovviamente con il fondamentale supporto degli uomini della Polizia municipale, che dovrebbero assicurare controlli serrati e una presenza costante per garantire massima sicurezza.

Il Comune dovrebbe anche accollarsi il compito di rintracciare altri soggetti (Fondazioni, per esempio) disposti a investire nella zona tramite appositi interventi di riqualificazione facendosi un po’ di pubblicità. Verde pubblico e arredi di vario tipo potrebbero sorgere in tutto il quartiere, trasformandolo in un’area da vivere e non, come adesso, in un luogo da cui stare alla larga.
Questo il nostro suggerimento al sindaco Leoluca Orlando, il quale si appresta a entrare nella fase più difficile del proprio mandato elettorale: una fase in cui dovrà dimostrare di aver guadagnato quella fiducia accordatagli dai palermitani in cabina elettorale in occasione delle scorse elezioni e in cui dovranno essere date ai cittadini le risposte che attendono da tempo.

Articolo pubblicato il 27 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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