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Accreditamento enti formazione arriva lo stop del Tar di Palermo
di Michele Giuliano

Il tribunale sospende il D.a. del 23 luglio che prevedeva nuove regole per entrare nel sistema. I titolari dei corsi alla Regione: “Da prorogare il termine per gli adempimenti”

Tags: Lavoro, Formazione



PALERMO - L’assessorato regionale alla Formazione finisce nuovamente nella graticola. E questa volta non c’entrano nulla le polemiche, le opinioni e i sindacati: a puntare il dito sul governo siciliano è il tribunale amministrativo regionale di Palermo che ha stoppato le nuove procedure inerenti le regole di accreditamento degli enti di formazione.

Il Tar ha preso posizione con ordinanza numero 784/2013, in accoglimento dell’istanza cautelare avanzata in seno al ricorso 2451/2013. In pratica ha sospeso il Decreto Assessoriale del 23 luglio 2013, pubblicato nella gazzetta uffiiale della Regione del 29 luglio scorso, con il quale si sono determinate le nuove disposizioni per l’accreditamento degli organismi operanti nel territorio siciliano. I giudici amministrativi hanno contestato la parte in cui, all’Allegato A) dell’Allegato 1, punto A.10, si prevede l’assenza di liti pendenti con l’amministrazione come requisito di ammissibilità dell’accreditamento e l’articolo 11 lett. i) che dispone la revoca dell’accreditamento in caso di liti pendenti e contenziosi con l’amministrazione. In pratica il governo regionale aveva posto questa regola che di fatto mirava a evitare ricorsi e contenziosi con gli enti, “minacciati” in tal modo di non adire le vie legali se non volevano perdere l’accreditamento.
 
Giochetto che però non è riuscito perché non solo i contenziosi sono numerosi, considerate le tantissime innovazioni portate al sistema, ma per di più la vicenda è finita persino al Tar. Nel provvedimento cautelare di accoglimento è espressamente dichiarato, in linea con quanto stabilito dalla legge, che “sussiste l’allegato pregiudizio grave ed irreparabile, e che, ad un sommario esame, i motivi di censura dedotti, allo stato, sono supportati da sufficiente fumus boni iuris, tale da indurre ad una ragionevole previsione sull’esito favorevole del ricorso, per cui va accolta la domanda di sospensione dell’esecuzione”.

Un primo round della vicenda che quindi vincono gli enti di formazione. Gli enti storici dell’Asef, Anfop, Assofor, Cenfop e Forma hanno chiesto una proroga all’accreditamento che è scaduto lo scorso 15 dicembre secondo i termini stabiliti dalla Regione in base appunto alle nuove disposizioni stabilite dall’assessorato.

“Ad oggi, nonostante l’accoglimento cautelare, – scrivono gli enti - non è stata, evidentemente, erogata alcuna indicazione circa la gestione in piattaforma della situazione di fatto determinatasi a seguito della sospensione delle norme impugnate e della conseguente necessità di sospendere l’accertamento auto dichiarativo. Il permanere della richiesta di autodichiarazione potrebbe configurare fattispecie di reato contravvenzionale riconducibile all’inottemperanza all’ordine del giudice”.

Ora resta il dubbio: nella compilazione dell’autodichiarazione cosa dovranno scrivere gli enti che hanno contenziosi in atto? Dovranno confermare di avere queste pendenze con la Regione, avendo quindi l’automatica revoca dell’accreditamento, o potranno avvalersi delle disposizioni dettate dal Tar che considerano la disposizione iniqua?
 


L’approfondimento. Parte una diffida formale alla Regione
 
Gli enti Asef, Anfop, Assofor, Cenfop e Forma hanno inoltrato una formale diffida alla Regione in merito alla questione accreditamenti. “Con espresso riferimento – scrivono - al termine di 90 giorni previsto all’articolo 9 ‘Istanze e procedure dell’accreditamento’, e segnatamente al comma 1 ‘Procedura di adeguamento’, primo capoverso, termine che, tra l’altro, cade il 26 dicembre 2013 immediatamente dopo il Santo Natale, diffidano l’assessorato e il Dipartimento regionale della Formazione a provvedere immediatamente alla adozione di provvedimento di proroga del termine di scadenza per l’adeguamento alle disposizioni in oggetto. Nonché a provvedere alla rimodulazione delle procedure informatiche di accreditamento consentendo il completamento del relativo iter anche senza la compilazione dei campi relativi alle norme oggi sospese, anche al fine di non protrarre ulteriormente la condizione, verosimilmente prodottasi, di inottemperanza all’ordine del Giudice”. Gli enti minacciano che se non ci sarà l’adeguamento dovuto dalla Regione vi sarà un nuovo contenzioso che sarà avviato nelle sedi competenti al fine di completare l’iter dell’accreditamento.

Articolo pubblicato il 24 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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