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Messina - Del Prg si comincia solo a parlare. Approvazione prevista per il 2015
di Francesco Torre

Si partirà da alcuni valori chiave, come la riduzione del consumo di suolo, il riuso e il riciclo. Nei giorni scorsi è stato intanto varato il Pico, ovvero il Piano regolatore condiviso

Tags: Prg, Messina, Piano Regolatore



MESSINA - L’amministrazione comunale inizia finalmente a parlare di Piano regolatore generale. Dopo mesi di silenzi e di risposte vaghe e imprecisate (“Ci stiamo lavorando”, ci aveva detto qualche mese fa l’assessore all’Urbanistica Sergio De Cola), nei giorni scorsi è stato varato il cosiddetto Pico, sigla che sta per Piano regolatore condiviso, e forniti anche tempi e modi con cui la Giunta intende trattare l’argomento.

Innanzitutto, sembra evidente un cambio di prospettiva rispetto alla precedente amministrazione comunale. Le linee guida approvate dal precedente assessore all’Urbanistica Giuseppe Corvaja (Giunta Buzzanca) si fondavano sul presupposto che il Prg dovesse essere sfruttato come leva per lo sviluppo economico della città. Per De Cola, invece, si partirà da alcuni valori chiave come la riduzione del consumo di suolo, il riuso e il riciclo, la trasformazione dell’esistente. Tutto condivisibile, almeno sulla carta e nei principi. Il vero banco di prova, però, sarà tradurre in fatti concreti questi obiettivi, ed è a tutti evidente come proprio dal confronto tra le premesse/promesse elettorali e gli atti concreti questa amministrazione abbia già perso molto smalto rispetto all’inizio del suo mandato.

Guardando ai tempi, poi, non c’è da essere ottimisti. De Cola ha annunciato che il nuovo Prg sarà presentato al Consiglio comunale per l’approvazione nel novembre 2015, ovvero tra due anni, nella prospettiva dell’istituzione della Città metropolitana e dunque di quel passaggio di competenze che permetterebbe di modificare il Piano senza passare da Palazzo d’Orleans. In politica, però, due anni sono un tempo infinito, e una previsione a così lungo raggio si scontrerà con tutte le variabili del caso: in primis il ricorso per ribaltare l’esito delle elezioni, poi l’iter per evitare il default, ma anche la tenuta del Governo regionale, nonché le emergenze sul dissesto idrogeologico, sul rischio sismico e sull’erosione costiera che, se non trattate per tempo, rischieranno di mutare per sempre il paesaggio dello Stretto. Non valutare tutto ciò sarebbe sintomo di un colpevole pressapochismo.

Chi comunque volesse contribuire con idee, suggerimenti o proposte potrà inviare una mail all’indirizzo pico@comune.messina.it entro il 9 febbraio.


Resoconti. Rispunta la vecchia delibera “Salva Colline”

MESSINA - Che idee ha la nuova amministrazione sul prossimo sviluppo urbanistico della città? Se andiamo ai fatti concreti, ancora dall’assessore De Cola non è venuta fuori una sola proposta. Qualche tempo fa gli avevamo chiesto lumi sul destino del progetto della Mortelle-Tono, ma la sua risposta è stata degna di una sfinge. Quando poi è stato il momento di prendere decisioni sulla Stu Tirone, ha vinto il principio dell’ambiguità: da una parte la promessa di smantellare, dall’altra il bando per il rinnovo del Cda. Il viatico, insomma, non è stato certo dei più promettenti. Per fortuna, però, le occasioni per mostrare tutte le doti amministrative della Giunta in questo settore non mancheranno. A cominciare dal mese di aprile, allorquando – secondo proprio una promessa di De Cola – l’amministrazione approverà la delibera cosiddetta “Salva Colline”, quella per intenderci che aveva partorito l’ex assessore Corvaja come variante di salvaguardia. Ma un’idea nuova, questo assessore, ce l’ha?

Articolo pubblicato il 28 dicembre 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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