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Mobilità, in Sicilia servono misure troppe polveri sottili nelle città
di Rosario Battiato

In Europa si celebra la settimana sulla sostenibilità trasporto stradale, nell’Isola molta strada da compiere. Livelli di PM 10: Siracusa la peggiore in Italia, critica la situazione a Palermo

Tags: Polveri Sottili, Pm10



PALERMO – In attesa di vedere sul piano pratico le migliorìe previste dal dipartimento Territorio dell’omonimo assessorato regionale, l’aria delle nostre città si fa sempre più irrespirabile. Nella penisola l’incidenza dei trasporti su strada sul totale delle emissioni ha raggiunto quota 20,8%, un valore discretamente più elevato della media Ue che è pari al 19,1%.

Secondo il dossier “Il settore che sfora: il buco nero delle emissioni di Co2 dei trasporti auto”, redatto dall’associazione Amici della Terra, la situazione italiana continua ad essere problematica sul versante delle emissioni e i prossimi anni non lasciano intravedere miglioramenti. “Al 2020 le emissioni del settore auto – ha spiegato Rosa Filippini, presidente Amici della Terra - cresceranno in misura tale da vanificare gli sforzi fatti negli altri settori”. Infatti, secondo quanto riportato nel dossier, il settore dei trasporti continuerà a veder crescere le proprie emissioni fino al 27% del 2010.

Una previsione del genere, che troncherebbe le speranze di un futuro senza emissioni dannose per l’uomo e l’ambiente, raggiunge l’apice della sua drammaticità in Sicilia, dove a fronte di valori dell’energia verde che ancora sono molto distanti sia dagli standard europei che da quelli italiani, incombe l’ulteriore minaccia del traffico automobilistico. Proprio in occasione della settimana europea per la mobilità in programma dal 16 al 22 settembre appare doveroso un momento di riflessione su quanto è stato fatto e quanto bisognerebbe ancora fare per limitare le emissioni inquinanti delle nostre automobili. Finora i dati non dicono affatto bene per le nostre principali città.

Nel rapporto “La mobilità sostenibile in Italia 2008 - Indagine sulle principali 50 città”, presentato a Roma il 17 dicembre scorso, realizzato da Euromobility e Kyoto Club col contributo di Federchimica e col patrocinio del ministero dell’Ambiente su dati Arpa, Aci, Istat, le principali città isolane non hanno potuto vantare performance di livello invidiabile. Siracusa è stata insignita del primato di città italiana con la peggiore qualità di aria dal momento che il capoluogo aretuseo ha superato il limite consentito dalla legge di 50 microgrammi per metro cubo di Pm 10 per ben 282 giorni, mentre è consentito uno sforamento massimo per 35 giorni. Non gode di un grande risultato neanche Palermo che supera i 100 giorni di violazione, mentre resistono Messina, al limite dei giorni consentiti, e Catania, a quota 25 giorni.

Il problema della sostenibilità del trasporto su strada passa anche per un buon funzionamento del servizio pubblico che invece non riesce a decollare in Sicilia. Catania e Siracusa, ad esempio, si contendono l’ultima piazza della classifica tra Vett-Km/popolazione comunale, all’interno della classifica stilata dal dossier di Kyoto Club.
A tal proposito il Comitato nazionale per mobilità urbana sostenibile ha lanciato nei giorni scorsi a Roma l’idea di un ticket per il trasporto per i lavoratori e la proposta di lasciare a casa l’auto almeno un giorno alla settimana preferendo il servizio pubblico. L’idea consisterebbe nel convincere le aziende a negoziare, esclusivamente nelle aree metropolitane per il momento, un ticket per il trasporto annuale, fino a 258 euro detraibili. Promotori dell’iniziativa anche i sindacati che chiedono al Governo di aprire dei tavoli di confronto.
 

 
Si cercano stimoli all’utilizzo dei carburanti verdi
 
ROMA – Nell’ambito della settimana europea della mobilità anche il Governo scende in campo per stimolare l’utilizzo di carburanti alternativi a quelli inquinanti. Il ministro della Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti fissato le regole per favorire l’utilizzo di carburanti verdi attraverso l’applicazione di incentivi e del riconoscimento dei requisiti di sostenibilità di alcuni dispositivi di nuova generazione. La necessità di investire sulle nuove tecnologie parte dall’esigenza di migliorare gli standard qualitativi dell’aria italiana, visto che il sistema dei trasporti in questo momento appare come uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico.
Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale si applica ai convertitori catalitici di ricambio, omologati in conformità al regolamento ECE-R 103, ovvero alla direttiva 70/220/CEE, e successive modificazioni ed integrazioni, destinati ad essere installati su autoveicoli delle categorie M1 ed N1 dotati di motori ad accensione spontanea. Queste iniziative accompagnate dal miglioramento del trasporto pubblico dovrebbero rilanciare un nuovo modello di mobilità sostenibile e di città abitabili e salubri.

Articolo pubblicato il 17 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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