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Fiat controlla la Chrysler, ora strategie per l’Italia
di Redazione

Marchionne ed Elkann ai dipendenti: “L’accordo segna un momento storico”

Tags: Fiat, Marchionne, Elkann, Chrysler



TORINO - Fiat vola in Borsa dopo l’accordo con il fondo Veba che ha comportato l'acquisizione del 100% di Chrysler. Il titolo prima non era riuscito ad aprire le contrattazioni per eccesso di rialzo, poi è salito a 7,85 euro, contro i 5,945 euro della chiusura del 30 dicembre, quindi a 6,84 euro, segnando un rialzo del 15%; a metà seduta il guadagno è al 13%. L'ad di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, e il presidente del Lingotto, John Elkann, hanno spiegato in una email ai dipendenti che l'accordo segna “un momento storico” e “l'inizio di un nuovo capitolo” del futuro del gruppo.

“L'emozione con cui oggi vi scriviamo - spiegano - è quella del vedere il frutto di quattro anni e mezzo di lavoro per arrivare alla piena integrazione industriale e culturale”. “Fin dal primo giorno Fiat e Chrysler, ciascuna con la propria identità e tradizione, hanno condiviso know-how e risorse, progetti strategici ed obiettivi, sfide ed ambizioni. Ma soprattutto hanno condiviso lo spirito e i valori di un'organizzazione volta a distinguersi non solo per l'eccellenza dei propri prodotti ma anche in termini di impegno, integrita' e trasparenza. Il risultato è stata la creazione di una casa auto globale e tra i leader del settore”.

La reazione del governo italiano è stata positiva: il sottosegretario all'economia Pier Paolo Baretta ha parlato di una “dimostrazione delle capacità dell'industria italiana sia in termini di immagini che sostanziali; è un nuovo segnale - ha osservato - che si aggiunge a quelli della ripresa in atto, aggiunge un tassello al mosaico della ripresa”.
Di “fatto storico” ha parlato anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo cui è anche merito dell'azione responsabile della Cisl e di altri sindacati “se oggi la Fiat è un vero gruppo globale”.

Secondo Bonanni, l'operazione “avrà positive ripercussioni non solo per gli stabilimenti Fiat in Italia ma per tutto il nostro sistema-paese. La Fiat avrà certamente più risorse da destinare agli investimenti in Italia, con positive ricadute anche per l'indotto”.

Più cauta invece la Fiom: “Prima di festeggiare, riteniamo fondamentale capire i termini dell'accordo”, sostiene Michele De Palma che chiede alla Presidenza del Consiglio di convocare tutte le parti “per affrontare il tema del futuro occupazionale e industriale degli stabilimenti italiani, e quindi avere certezza sugli investimenti del piano industriale per il nostro Paese”.
 



Camusso (Cgil):?“Mantenere presenza qualificata in Italia”

ROMA - “Dopo questo importante passaggio che definisce l'assetto proprietario è indispensabile che Fiat dica cosa intende fare nel nostro Paese”. Così la leader della Cgil, Susanna Camusso, commenta la salita del Lingotto al 100% di Chrysler. Parole di deciso apprezzamento arrivano invece dal leader della Uil Luigi Angeletti che parla di “evento storico”. “Finalmente - aggiunge - avremo una società globale in grado di reggere i prossimi decenni sul mercato automobilistico mondiale”.
L'acquisizione della Chrysler da parte del gruppo Fiat, dice Susanna Camusso, “mi pare un fatto di grande rilevanza, anche in ragione delle sinergie possibili e auspicabili sui mercati mondiali, oltre che per il riposizionamento della multinazionale rispetto alle case costruttrici concorrenti”. Ma , agginge, “dopo questo importante passaggio che definisce l'assetto proprietario - dice Camusso - è indispensabile che Fiat dica come gli stabilimenti italiani possano trovare la loro collocazione produttiva nel gruppo, così come auspichiamo che la direzione dell'impresa, intendendo con questo la direzione strategica e la progettazione, resti italiana e mantenga una presenza qualificata in Italia”.

Articolo pubblicato il 03 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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