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Catania - Cara di Mineo, sovraffolamento e tempi burocratici interminabili
di Desirée Miranda

Saranno istituite altre due commissioni per esaminare le richieste di asilo. Tre mln di euro al Comune.  La struttura da 3.000 posti ospita 9.000 migranti, rimedi solo dopo le proteste

Tags: Mineo, Cara, Immigrati



CATANIA - Cambiamenti in positivo sono annunciati per gli ospiti del Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo) di Mineo: tempi più brevi e condizioni più dignitose. Il centro più grande d’Europa è nato in poche ore il 18 marzo del 2011, quando durante le rivolte in nord Africa venne dichiarato lo stato d’emergenza, ma da allora non mai cambiato status. Ogni giorno, dato il sovraffollamento con circa quattro mila persone in attesa di sapere se riceveranno il documento che attesta il loro status di rifugiato, sono tanti i problemi da affrontare. Non ultime, le proteste che periodicamente e soprattutto negli ultimi tempi, hanno organizzato i migranti del centro sulla strada statale 417 Catania-Gela e la 385 Catania-Caltagirone.

“Cerchiamo di fare il possibile, ma la situazione non è mai semplice”, afferma il direttore del Cara, Sebastiano Maccarrone. Da considerare, purtroppo, anche alcuni suicidi. Ultimo in ordine di tempo quello di Mulue, un ragazzo eritreo poco più che ventenne, trovato impiccato con alcune lenzuola nella sua stanza. Dopo le proteste del 19 e 20 dicembre scorsi, i migranti hanno elaborato un documento, consegnato ai rappresentanti della Questura, per chiedere: il potenziamento della commissione esistente o l’istituzione di una seconda e terza commissione per recuperare gli enormi ritardi nell'esame delle richieste di asilo, la possibilità di verifica dei risultati della commissione perché ci sono stati troppi dinieghi infondati secondo i richiedenti, l’estensione del bonus di 500 euro destinato a chi ottiene il permesso di soggiorno e attualmente riservato solo a chi è arrivato in Italia entro il 31dicembre del 2012, la corresponsione della diaria di 2 euro e 50 cent in contanti.

“Presto le cose miglioreranno”, promette Giuseppe Castiglione, sottosegretario alle Politiche agricole. Pochi giorni fa, durante una conferenza stampa al polo direzionale della Provincia di via Nuovaluce, insieme con Anna Aloisi nel doppio ruolo di sindaco di Mineo e presidente del Consorzio dei Comuni, il direttore del Cara, Sebastiano Maccarrone e il portavoce in Sicilia della comunità di Sant'Egidio, Emiliano Abramo, è stato annunciato lo stanziamento di tre milioni di euro, stanziati dalla legge di stabilità recentemente approvata dal Parlamento, per il Consorzio dei Comuni “Calatino terra d’accoglienza” che amministra il Cara di Mineo e due nuove commissioni territoriali per esaminare le richieste di asilo degli immigrati che avranno sede a Catania e si aggiungeranno a quella già esistente a Siracusa. Si annunciano dunque velocizzati i tempi per lo smaltimento delle pratiche dato che le nuove commissioni si occuperanno solo del Cara di Mineo.
 
La maggior parte delle risorse è destinata al Comune di Mineo e dovrebbe essere investita nei servizi pubblici più numerosi da quando c’è il Cara. “A causa dei tempi troppo lunghi questi ragazzi stanno qui un sacco di tempo. Non siamo più 5 mila, ma 9 mila”, spiega il sindaco Aloisi. La richiesta degli immigrati di ricevere 500 euro al momento della dimissione dal centro è stata inoltrata al Governo, mentre per quanto riguarda il pocket money giornaliero sembra che la decisione sia legata al rinnovo del contratto con la società di gestione,la Sisifo, la stessa appena esautorata dalla gestione del centro di Lampedusa. Fissata inoltre a 3 mila unità la capienza massima del Cara e aumentano i posti a disposizione nei centri Sprar, considerati da molte associazioni che lavorano nel campo dell’immigrazione, l’alternativa migliore ai Cara. In tutto il territorio nazionale nazionale passano da 2 mila e 800 a 16 mila posti.

Articolo pubblicato il 03 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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