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Forestali, tagli ai rimborsi chilometrici
di Redazione

Nella manovra di bilancio previsti turnover, riorganizzazione del lavoro e blocco contrattuale di due anni. Lavoratori, Pd e Cgil sul piede di guerra. 

Tags: Forestali, Sicilia, Lavoro, Crocetta, Cgil, Uil



PALERMO – La giornata si è aperta con le proteste dei lavoratori forestali. Oltre duecento hanno manifestato questa mattina davanti a Palazzo dei Normanni contro i tagli previsti in bilancio dal governo Crocetta. La legge di stabilità regionale, infatti, prevede il via libera al turnover per garantire le fasce più deboli, la riorganizzazione del lavoro per ridurre i budget dei rimborsi chilometrici da 30 a 20 milioni di euro e il blocco contrattuale di due anni.
 
Proprio i tagli al capitolo dei forestali è uno dei nodi della manovra di bilancio, con il Pd contrario al provvedimento mentre per il presidente della Regione senza la riduzione della spesa sarebbero a rischio circa 70 milioni di euro di fondi comunitari.
 
“Le indennità chilometriche dei forestali – ha dichiarato Crocetta - non costano attualmente 20, ma 30 milioni di euro. Obiettivo del governo è di riportarli a 20. La questione posta da alcuni se si possa intervenire sui contratti, riteniamo possa essere risolta in modo molto semplice: i forestali dovranno lavorare nelle zone di residenza e non potranno spostarsi oltre un raggio di 15 km. Riteniamo non ci sia alcuna violazione contrattuale ma una gestione ottimale delle risorse con l'eliminazione di un disagio per i forestali, costretti magari in una giornata a fare centinaia di km”.
 
“Crediamo però che, pur trattandosi di una misura prevalentemente organizzativa, sia necessario documentare tale misura all’interno del bilancio di previsione con apposita norma, al fine di rendere visibile il risparmio che si sta realizzando nel dipartimento interessato, che consente tra l'altro - conclude il governatore - di reperire quelle risorse necessarie per la stabilizzazione del precariato siciliano”.
 
Dai sindacati arrivano le prime aperture, pur con qualche precisazione. “È giusto che il Governo regionale intervenga per bloccare gli abusi sulle indennità chilometriche dei forestali. Servono disposizioni precise, regole e controlli per impedire clientele e furberie ma soprattutto per non penalizzare chi invece svolge correttamente il proprio lavoro”. Lo sostiene Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, che aggiunge: “Scongiurare il ricorso all’esercizio provvisorio è un imperativo categorico che condividiamo. Il Governo regionale deve impegnarsi per un confronto per rendere effettivamente produttivo questo comparto. Il corretto utilizzo dei Fondi Ue può servire a rendere il settore più efficiente e a uscire dall'eterna emergenza. La Uil chiede da sempre di non difendere abusi e privilegi, ma di tutelare un servizio essenziale per la nostra Isola”.
 
Più cauta la Cgil. “L’uso improprio dei fondi europei e la necessità di riorganizzare il settore forestale sono due argomenti su cui il sindacato non ha mai taciuto trovandosi di fronte una politica sorda. Adesso che il problema è esploso il governo regionale trovi subito soluzioni che evitino la mannaia sui forestali già penalizzati dal mancato rispetto dell'accordo del 2009”. Lo dice il segretario generale della Cgil siciliana, Michele Pagliaro, il quale sottolinea che “quando i nodi vengono al pettine devono essere i responsabili a farsene carico, quindi la politica, senza scaricare i problemi sulle spalle di lavoratori che troppo spesso e troppo facilmente sono finiti nell'occhio del ciclone per motivi che non sono a loro addebitabili”.
 

Articolo pubblicato il 07 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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