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Quotidiano di Sicilia

Per l’invalidità civile 12 mesi d’attesa
di Maria Francesca Fisichella

Maria Sandra Petrotta, direttore regionale Inps: “La L. 102/2009 che prevede 120 giorni per il riconoscimento è applicata in Sicilia solo nel 15% dei casi”. 300 segnalazioni alla settimana sul blog del QdS.it, pubblicato insieme alle nostre inchieste

Tags: Maria Sandra Petrotta, Inps, Invalidità



PALERMO - Tra il 2012 e il 2013 sono rimasti invariati i tempi medi di liquidazione per l’erogazione dei benefici per l’invalidità civile. E’ ciò che emerge dall’ultimo aggiornamento che fa seguito alle numerose inchieste del QdS sul tema. Ripercorrendo il cammino e chiedendosi quanta acqua sotto i ponti deve scorrere per la conclusione dell’iter amministrativo di una domanda d’invalidità emerge che il termine previsto è di 120 giorni. Nella realtà, invece, occorrono in media 278 giorni per l’invalidità civile, 325 per la cecità e 344 per la sordità.

Maria Sandra Petrotta, direttore regionale Inps Sicilia, ha dichiarato nell’ultima intervista dello scorso12  luglio che: “Circa il 15 per cento delle domande d’invalidità vengono esitate entro 120 giorni”. Si è, dunque, ben lontani dalla “rivoluzione copernicana” annunciata dal presidente Inps, Antonio Mastrapasqua, con le novità introdotte dal primo gennaio 2010 nell’art. 20 (Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile) della legge 102/2009, secondo cui le domande devono essere trasmesse dall’Istituto in via telematica alle asl e le commissioni mediche delle aziende sanitarie locali devono essere integrate da un medico dell’Inps, quale componente effettivo. Ma tutto ciò non ha ancora prodotto una maggiore efficienza del percorso.

A confermarlo ci sono, da una parte, le denunce pervenute al blog “Segnalate i ritardi nel riconoscimento d’invalidità”, pubblicato dal Quotidiano di Sicilia fin da gennaio 2010 e visitato da almeno 300 utenti alla settimana e, dall’altra, i dati emersi dal primo rapporto sull’invalidità civile e la burocrazia 2013, curato da Cittadinanzattiva, frutto dell’analisi dell’Osservatorio sull’invalidità civile.

Tra le segnalazioni più recenti, giunte al blog, vi è quella dello scorso ottobre di S.C. da Palermo che si chiede quanto ancora la madre - colpita da un ictus cerebrale ischemico - deve aspettare per avere una visita, essere dichiarata disabile e ottenere un sussidio per pagare una persona che l’aiuti. Altro esempio è quello di Serenella da Palermo dello scorso settembre, la cui madre nel gennaio 2012 ha fatto le visite dai medici nominati dal giudice del Tribunale, dopo che le è stata riconosciuta l’invalidità al 100 per cento (ma non la legge 104), con accompagnamento (ottenuto, però, solo dopo aver fatto ricorso). Nel 2013 - tramite il patronato - ripresenta la domanda per la visita, senza ricevere risposta. Il patronato dice, dal canto suo, “che è normale”.

Lo studio di Cittadinanzattiva è, invece, il risultato del lavoro svolto quotidianamente dalle sezioni del Tribunale per i diritti del malato, dai servizi Pit Salute, dalle Associazioni di pazienti che aderiscono al Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici (Cnamc) di Cittadinanzattiva, che hanno raccolto le 3.876 segnalazioni dei cittadini giunte nel corso del 2012, le quali sono state lette in parallelo con i dati istituzionali prodotti dalla Corte dei conti, che ogni anno svolge un’attività di controllo sulla gestione finanziaria Inps, ossia la “Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) per l’esercizio 2011”, approvata con determinazione 91/2012.

Cittadinanzattiva segnala già nei primi mesi del 2010 ostacoli per il riconoscimento delle minorazioni civili e delle indennità correlate a causa dell’inefficienza delle procedure informatiche, del moltiplicarsi dei passaggi burocratici e della restrizione dei requisiti sanitari per la concessione dell’indennità di accompagnamento. Tutto ciò per effetto della comunicazione interna del direttore generale Inps e le “linee guida operative” del 20 settembre 2010. Le visite dirette, ad esempio, dovrebbero essere limitate alle situazioni incerte. La comunicazione e le “linee guida operative” indicano, invece, il ricorso alla visita diretta come prioritario, persino quando il giudizio della commissione asl integrata con il medico Inps è unanime, ma sono, però, previsti benefici assistenziali, innanzitutto economici.
 


Maggiore ricorso alle vie giudiziarie contro i verbali delle commissioni mediche
 
Ricorrere alla doppia visita rappresenta un’evidente contraddizione con lo spirito che ha animato la legge 102/09 e la circolare 131/09, laddove la commissione medica asl integrata con un medico Inps è nata con lo scopo di abbreviare l’iter nei casi di accordo e di risparmiare, inoltre, sui costi di gestione di tale sistema. Il risparmio previsto era di cento milioni di euro.
Dal rapporto emerge, invece, che i tempi medi 2011-2012 per ricevere i benefici economici si equivalgono, con 12 mesi d’attesa; per la ricezione del verbale si passa dai nove mesi del 2011 agli undici del 2012; per la convocazione prima visita si passa dai sei mesi del 2011 agli otto del 2012. Secondo il direttore regionale Inps Sicilia, Petrotta, i miglioramenti ci sono stati se si pensa che: “I tempi medi di liquidazione nel precedente sistema (presentazione della domanda, visita da parte delle asl, decreto concessorio da parte delle prefetture, trasmissione del decreto all’Inps per il pagamento dei benefici) erano di circa tre anni. Quindi sicuramente vi è stata notevole riduzione nei tempi di attesa”.

Sul piano dei costi, da un lato, dalla relazione della Corte dei conti, relativa al 2011, si riscontra che la spesa per gli invalidi civili si attesta a 13.671,860 milioni di euro con una contrazione rispetto al 2010 pari a -0,8 per cento e che il numero degli invalidi civili si attesta nel 2011 a 2.671.967 con una flessione del -1,5 per cento rispetto al 2010, d’altro canto, però, le segnalazioni dei cittadini evidenziano un maggiore ricorso alle vie giudiziarie, contro i verbali d’invalidità civile.
Inoltre, sui tempi d’attesa per la conclusione dell’iter incidono gli interessi passivi sulle prestazioni pensionistiche arretrate, che nel 2011 sono pari a 37,5 milioni di euro, dunque in aumento rispetto ai 34 milioni del 2010. In tal senso, merita di essere evidenziata anche l’incidenza, sul totale degli interessi 2011, della quota relativa al settore dell’invalidità civile pari al 63,3 per cento, ossia circa 24 milioni di euro in aumento rispetto al 2010 (62,2 per cento).
Strategie per la riduzione di tempi d’attesa e costi di gestione del sistema sono, dunque, da rivedere.
 


“Anche nel 2013 i tempi medi di liquidazione pari a 368 giorni”
 
Il QdS, poco prima della conclusione del 2013, ha voluto fare il punto interpellando ancora una volta Maria Sandra Petrotta, direttore regionale Inps Sicilia, la quale ha riferito che : “Per l’anno 2013 i dati relativi ai tempi di liquidazione medi, per la regione Sicilia, sono sostanzialmente uguali a quelli del 2012, ossia 368 giorni”.
Ma, ha aggiunto la Petrotta, “una novità importante per la sede di Palermo è l’accordo stipulato con l’Asp 6, che prevede che le visite per le commissioni mediche di invalidità civile per il territorio della città di Palermo vengano effettuate dal primo dicembre 2013 presso i locali della sede Inps di via Laurana con la presenza di un medico dell’Istituto. Ciò comporta che in caso di giudizio unanime non è più prevista ( salvo casi particolari) la seconda visita, con benefici nei tempi di concessione della prestazione e con minori disagi per l’invalido. Si spera di poter estendere tale accordo anche ad altre asp della regione”. “Il numero delle erogazioni delle prestazioni con benefici economici agli invalidi civili nel 2013 – ha sottolineato, inoltre, la Petrotta - è diminuito rispetto a quelli del 2012, grazie anche ai controlli effettuati dai medici dell’Istituto”.
Insomma, in Sicilia si applica solo da recente e solo a Palermo, una procedura già prevista dal 2010, secondo quanto disciplinato dalla legge 102/2009. Si è, dunque, all’ alba della “rivoluzione copernicana” annunciata dal presidente Mastrapasqua.
 

Articolo pubblicato il 09 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Maria Sandra Petrotta, direttore regionale Inps
Maria Sandra Petrotta, direttore regionale Inps