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Cantieri di lavoro, si parte: Città metropolitane in pole position
di Michele Giuliano

Varato il decreto di distribuzione di 50 milioni di euro tra i Comuni siciliani: in 24 mila a beneficiarne. Palermo, Catania e Messina incasseranno 12 milioni di euro per attivarli

Tags: Cantieri Lavoro, Lavoro, Ester Bonafede



PALERMO - La Sicilia si prepara all’ennesima infornata di cantieri lavoro. Una sfilza infinita di piccoli lavori di manutenzione dal costo esorbitante di 50 milioni di euro per dare occupazione temporanea a 24 mila siciliani anche se con compensi e orari molto risicati.

Tra le somme destinate ai capoluoghi di provincia, spiccano per entità i finanziamenti per le tre maggiori città dell’Isola, vale a dire Palermo, con quasi 6 milioni e mezzo di euro, seguito da Catania che sfiora i 3 milioni, e Messina che invece arriva a 2 milioni e 400 mila euro. Tra gli altri capoluoghi solo Siracusa sfonda il tetto del milione di euro (per l’esattezza un milione e 154 mila euro); per il resto figurano le 680 mila e 368 euro a Ragusa, quasi 675 mila euro a Trapani, mentre Agrigento si aggiudica 568 mila e 546 euro, Caltanissetta supera di poco 601 mila euro ed Enna beneficia di quasi 272 mila euro.

Ora tocca ai Comuni: dovranno essere loro ad attivare materialmente questi cantieri, avendo già incassato i fondi necessari. Già è a disposizione il nuovo albo dei collaudatori dei Cantieri scuola che ha varato l’assessorato regionale al Lavoro con la relativa graduatoria degli ammessi con aggiornamento al 30 giugno scorso. Ad essere stati ritenuti “abili e arruolati” in mille e 400 in base all’analisi delle istanze esaminate dal dipartimento regionale del Lavoro, dell'Impiego, dell'Orientamento, dei Servizi e delle Attività Formative-Servizio I-Cantieri di Lavoro.

I disoccupati che verranno impiegati dovranno avere un reddito sotto la soglia di povertà e comunque non superiore all’assegno sociale pari a 442,30 euro per il 2013. Articolato il sistema di assegnazione dei fondi: prima i Comuni hanno presentato progetti alla Regione che riguardano attività di pulizia straordinaria di parchi e giardini pubblichi, decoro urbano, manutenzione stradale, raccolta rifiuti o differenziata ma anche di assistenza agli anziani, con posti riservati ai portatori di handicap per i servizi di guardiania.

Ogni progetto potrà impiegare da un minimo di 10 ad un massimo di 20 disoccupati la cui attività sarà retribuita in base agli importi considerati come reddito minimo dalla normativa vigente (fra le 700 e le 833 euro mensili). Ogni progetto avrà una durata di tre mesi replicabili ma solo se il progetto impiegherà soggetti diversi nella sua seconda fase di attuazione. Il contributo assegnato sotto forma di reddito minimo, infatti, non sarà replicabile per nessun componente dello stesso nucleo familiare nell’ambito del medesimo anno. In sostanza ogni famiglia potrà contare su un solo occupato per tre mesi a reddito minimo. Le graduatorie dei disoccupati a cui attingere per la forza lavoro da impiegare nei cantieri sono state redatte dai Comuni in base al reddito, ai componenti del nucleo familiare, ad eventuali situazioni di disagio sociale, emarginazione o disabilità esistenti all’interno della famiglia.
 


L’approfondimento. Popolazione attiva dei Comuni per decidere i fondi
 
I finanziamenti erogati dalla Regione sono stati ripartiti sulla base della popolazione attiva dei Comuni, ricavata dai dati Istat. La popolazione attiva è la parte di popolazione di ciascun Comune che è in grado, salvo impedimenti temporanei, di svolgere legalmente attività lavorativa. Ai Comuni con popolazione attiva inferiore a 2.150 unità è stata assegnata la cifra di 26 mila euro, pari al finanziamento medio di un cantiere di servizi costituito da 10 beneficiari. Come espressamente precisato dall’assessorato regionale al Lavoro la partecipazione al progetto e l’impiego presso un cantiere non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro e dà diritto ad una indennità di partecipazione, giuridicamente qualificabile come misura di sostegno al reddito, da calcolarsi sulla base del Decreto legislativo del 18 giugno 1988 numero 237. Una precisazione fatta sulla base di alcuni precedenti pericolosi che potrebbero innescare richieste a cascata di assunzioni. Sul sito del Dipartimento regionale al Lavoro è stato pubblicato l’elenco dei Comuni beneficiari dei finanziamenti utili all’avvio dei cantieri servizio secondo la delibera assessoriale del 26 luglio 2013.

Articolo pubblicato il 11 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Ester Bonafede, assessore al Lavoro
Ester Bonafede, assessore al Lavoro