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Ferrovie, contratto di servizio in alto mare
di Luigi Ansaloni

L’assessore regionale ai Trasporti Nino Strano ha chiesto senza mezzi termini 130 milioni per un servizio di qualità. Sono ancora due i nodi da sciogliere: riguardano la questione economica e quella delle penali

Tags: Ferrovie, Trenitalia, Nino Strano



PALERMO - Contratto di servizio, l’oasi irraggiungibile. Se si dovesse scrivere un libro su questa annosa questione, che ormai da mesi è causa di scontro all’interno delle Ferrovie (e non solo), questo sarebbe un buon titolo. Tutte quante le parti coinvolte, dai semplici pendolari alla Regione passando per lo Stato, dopo lunghe e interminabili riunioni e discussioni non sanno ancora come andrà a finire.

Nei giorni scorsi sembrava esserci finalmente una schiarita, con l’annuncio (mai confermato) che il contratto di servizio era stato firmato, ma si è trattato di un buco in tutti i sensi.  Due i principali nodi da sciogliere, e sono tutti piuttosto intricati. Prima di tutto, la questione economica, sempre (come è ovvio) alla base di tutto: per ammodernare la flotta treni (obsoleta soprattutto in alcune zone della Sicilia, in particolar modo centro-meridionale), migliorare le infrastrutture (rete ferroviaria, stazioni, pulizia dei convogli, che si sta dimostrando problema sempre più impellente) e garantire quegli standard che i pendolari da tempo auspicano.

L’assessore regionale ai Trasporti Nino Strano ha chiesto senza mezzi termini 130 milioni di euro. “Senza polemica ricordo ai vertici delle Ferrovie dello Stato e al ministro Matteoli – ha detto Strano lo scorso 7 settembre - le condizioni in cui versano le ferrovie siciliane e di quanto queste siano strategicamente fondamentali per il turismo e l’intera economia dell’Isola. Rimaniamo convinti – ha aggiunto - che i 200 milioni di euro previsti annualmente dallo Stato per le tre Regioni a statuto speciale - Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta - debbano essere aumentati fino a 220 milioni di euro, perchè la Sicilia ha bisogno di 130 milioni di euro. Saremmo favorevoli al massimo a un’ipotesi che vede uno stanziamento statale di 120 milioni di euro per 12 anni (6 anni + 6),  e gli ulteriori dieci milioni di euro li preleveremmo dal bilancio regionale”. Allo stato attuale l’offerta che Strano ha in mano è di 114 milioni di euro. C’è una differenza di 16 milioni, dunque. Cifra non lontana ma quei soldi, assicurano, pesano eccome. Un avvicinamento è possibile e l’accordo, con uno sforzo (l’assessore si è dichiarato disponibile) da parte di entrambi, è auspicabile. Ma non ancora vicino.

Altro nodo della questione è quella delle penali. L’accordo firmato in Liguria la settimana scorsa, ad esempio le prevede. Ma non è una novità per loro, come anche per Toscana e Lombardia. Puntualità, quantità e qualità dei servizi: il contratto di servizio assegna all’operatore ferroviario obiettivi di puntualità e standard minimi di qualità e quantità, con l’eventuale applicazione di penali nei casi di mancato raggiungimento.  In caso di  mancato rispetto dei parametri di puntualità e affidabilità, di mancato rispetto delle composizioni programmate, di mancato rispetto dei cicli di pulizia sui treni, di carenza del materiale rotabile in merito ad impianti di illuminazione, di  mancato condizionamento nei convogli, di  porte di accesso e di collegamento tra carrozze rotte e mancata dotazione servizi igienici, Trenitalia sarebbe costretta a pagare delle somme di denaro, più o meno pesanti a seconda dei casi.

Ovviamente, è un rischio che l’azienda tituba a correre. Ma la Regione, su questo punto, sembra inamovibile, anche per la forte spinta dei vari comitati pendolari siciliani. C’è da dire che oltre ai “malus” ci sarebbero anche dei bonus per l’azienda ferroviaria in caso di raggiungimento degli standard di qualità auspicati da tutti. Non solo dai pendolari. Una sfida che sembra attirare quelli di Trenitalia, che nonostante le titubanze potrebbero alla fine accettare. E si sa, la paura (delle penali) è il miglior deterrente per fare bene e sempre meglio.
 

 
Pendolari. Dieci punti per il nuovo contratto di servizio
 
1. Eventuali incentivi economici (e corrispondenti sanzioni) siano riconosciuti al gestore del servizio in funzione
2. La Carta dei Servizi venga redatta insieme alle associazioni di Pendolari e di Consumatori
3. Venga ripristinata la possibilità di acquistare il titolo di viaggio a bordo treno e senza pagare alcuna sanzione in caso di chiusura della biglietteria o di chiusura dei punti vendita presenti in zona
4. Si preveda la completa integrazione tra tutti i tipi di treni per gli abbonati
5. Le tariffe di biglietti ed abbonamenti restino fisse per la durata del contratto di servizio
6. Si preveda la possibilità per abbonati e utenti di poter prendere qualunque tipo di treno in caso di ritardo o di soppressione del proprio treno
7. Si preveda il pagamento di servizi di trasporto alternativi in caso di perdita di coincidenza dovuta a ritardo e comunque il prosieguo con altro treno di qualunque categoria
8. Si preveda almeno una forma di indennizzo diretto agli utenti, realizzato come rimborso ovvero come sconto sull’acquisto di un titolo di viaggio successivo
9. Si stabilizzi la pratica della corresponsione del “bonus” agli abbonati
10. Avviare un ampio processo di confronto dei costi proposti per effettuare il servizio in Italia e analoghi esempi europei.

Articolo pubblicato il 18 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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L’assessore regionale ai Trasporti Nino Strano
L’assessore regionale ai Trasporti Nino Strano