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Arsgate, ipotesi danno erariale
di Redazione

Finirà alla Corte dei Conti l'enorme mole di documenti scandagliati in due anni dalla Guardia di Finanza. Giovanni Ardizzone, presidente dell'Assemblea, in Procura: "Massima collaborazione con la magistratura". Il procuratore aggiunto Agueci: "Valuteremo i singoli episodi"

Tags: Arsgate, Sicilia, Regione, Parlamento Siciliano, Ardizzone, Messineo, Agueci



La bolla scoppiata ieri sera all’Assemblea regionale siciliana potrebbe allargarsi ancora. Finirà alla Corte dei Conti l’enorme mole di documenti scandagliati in due anni dalla Guardia di finanza che ha indagato sul presunto uso illegittimo del fondi destinati ai Gruppi dell'Ars.
 
Le Fiamme gialle, che hanno condotto l'indagine, hanno chiesto alla procura di Palermo l'autorizzazione a inviare materiale, che accerterebbe decine di ipotesi di peculato, alla magistratura contabile che dovrà valutare l'esistenza o meno di un danno erariale.
Intanto, dovrebbero presentarsi lunedì davanti ai Pm di Palermo i 13 capigruppo del Parlamento siculo coinvolti nell'indagine sull'uso illegittimo dei fondi dei Gruppi ai quali ieri è stato notificato un invito a comparire. L'inchiesta riguarda 87 parlamentari e 14 tra dipendenti e consulenti dei gruppi dell'Ars.
 
Oggi stesso, invece, il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, tra gli indagati nell’inchiesta sull'uso illegittimo dei fondi per i gruppi dell'Ars, si è presentato dal procuratore di Palermo Franceso Messineo.
 
“Sono venuto in Procura per confermare la massima collaborazione degli uffici dell'Ars alla magistratura nel chiarire tutte le questioni tecniche su cui si dovranno fare accertamenti”, ha affermato Ardizzone dopo il colloquio con il procuratore Messineo e l'aggiunto Leonardo Agueci, che coordina l'inchiesta sull'uso dei fondi destinati ai gruppi parlamentari.
 
Ardizzone, che è tra gli indagati, era in Procura nella veste di presidente dell'Assemblea. “C’è la necessità di accelerare le indagini - ha aggiunto - perché la serenità serve a tutti e per fare la differenza tra le spese lecite e quelle non consone alla politica, che certamente non fanno onore a chi le ha fatte”. Ardizzone ha definito l'incontro con i magistrati “cordiale”.
 
Il procuratore aggiunto Agueci: fase iniziale. "Siamo in una fase assolutamente iniziale dell'indagine. Ora dovremo valutare i singoli episodi che hanno destato dubbi negli inquirenti". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo Leonardo Agueci in merito all'inchiesta sull'uso illegittimo dei fondi destinati ai Gruppi Ars che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati per peculato di 83 deputati e 14 consulenti e dipendenti del Gruppi.
 
Gli investigatori cominceranno con l'interrogare i 13 capigruppo "perchè - ha spiegato Agueci - le spese transitavano da loro". L'inchiesta è complessa perchè la zona grigia tra il lecito e l'illecito è ampia. La legge, infatti, stabiliva che i fondi dovessero essere usati per l'attività politica dei Gruppi, un concetto tutto da interpretare. "Ad esempio - precisa un investigatore - una cena elettorale potrebbe rientrare nell'uso lecito dei fondi, diverso è il caso di cene organizzate a fini privati".

Articolo pubblicato il 15 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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