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Catania può diventare la capitale dei convegni
di 'U Diotru

Valorizzare l’ex Raffineria e l’ex Palazzo delle Poste • Due strutture importanti che il Comune ha però abbandonato a se stesse • Riqualificarle è indispensabile e si potrebbe indire una gara internazionale per la gestione • Ne nascerebbero un albergo e un ottimo sito per il turismo congressuale • Creare una task force per promuovere Catania come sede di convegni internazionali • Obiettivo: un milione di visitatori ogni anno

Tags: Catania, Turismo



CATANIA - Un “polo” per la convegnistica in viale Africa: è possibile, se solo si mettessero insieme tre grandi risorse, di cui una sola al momento è utilizzata, anche se non al massimo delle sue potenzialità. Quest’ultima è il Centro fieristico di proprietà della Provincia regionale, accanto al quale sorge un’altra importante struttura simile, l’ex Raffineria che il Comune ha acquisito e parzialmente ristrutturato, prima di lasciarla alla mercé dei vandali e delle intemperie. Il quadro si completa con l’ex Palazzo delle Poste, sempre in viale Africa, che ormai di “postale” ha solo una piccola porzione del pianterreno, mentre il resto dell’immenso immobile resta totalmente abbandonato dall’ente proprietario: sempre il Comune di Catania. Le intenzioni originarie erano di ristrutturarlo per destinarlo alle necessità della giustizia, ma alterne vicende hanno portato in pratica a dirottare il relativo finanziamento statale destinandolo alla copertura dei debiti del Comune (la somma era tra i famosi 140 mln € che Berlusconi elargì a Stancanelli).

Ora, se l’amministrazione guidata dal sindaco Bianco volesse abbozzare un progetto di largo respiro, dovrebbe ipotizzare l’uso delle tre strutture (o quantomeno delle due sulle quali ha direttamente competenza) mettendole in rete tra loro, dopo averle adeguate alle moderne esigenze della convegnistica. L’ex Raffineria dovrebbe essere completata in ogni sua parte; l’ex Palazzo delle Poste dovrebbe essere destinato ad albergo, con un bando internazionale per la gestione della struttura.

La zona del viale Africa, già abbastanza accessibile, dovrebbe essere migliorata sul piano della viabilità, della sicurezza, dei parcheggi, dell’arredo urbano e dei servizi pubblici in genere. Ne nascerebbe un vero e proprio “polo” della convegnistica che come obiettivo dovrebbe porsi quello di attirare un milione di visitatori ogni anno.
Per questo sarebbe indispensabile anche costituire una task-force di esperti per il turismo congressuale, pilotata dal Comune attraverso le proprie Direzioni, per promuovere questa ottima location (dove il clima è eccellente quasi tutto l’anno e le attrazioni locali, il mare, la montagna, le bellezze artistiche e paesaggistiche sono uniche al mondo) e far sì che i convegni internazionali vengano organizzati proprio a Catania.

Ci si continua a chiedere in che modo si possa creare turismo e in che modo si possano offrire nuove opportunità di lavoro in tempi di crisi. La risposta sta negli investimenti pubblici, che diventano il motore dello sviluppo d’impresa. L’ente pubblico mette a disposizione le proprie risorse, in questo caso gli immobili, i privati mettono a disposizione i capitali, in project financing e nel massimo della trasparenza, con un guadagno totale che diventa immagine per il territorio, occupazione per i giovani, riqualificazione per gli spazi di tutti.
Una prospettiva troppo complicata, troppo difficile? No, al massimo complessa. Ma affascinante e fattibile. Ci speriamo.

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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